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Natale per ri-nascere

di Salvatore Di Cicco

- La vita ci ricorda, ad ogni curva, ad ogni incrocio, che le nostre attese devono fare i conti con la realtà. E la realtà non è sempre piacevole, anzi il più delle volte si presenta con il suo aspetto peggiore. Quando poi arrivano momenti come quello del Natale allora cerchiamo di sorridere anche se non ce n’è proprio motivo. Come quello che ci apprestiamo a vivere, ancora una volta nel segno del consumismo, nonostante la crisi, ma anche con la tristezza nel cuore per tutto ciò che affligge la vita dei singoli e delle comunità.
Come si fa, allora, a non ricordare la tragica ferita di un evento come l’alluvione delle Cinque Terre e dell’entroterra spezzino. Una ferita ancora fresca e ancor più dolorosa per le persone che non ci sono più.
“Incredibile!”: questo l’unico commento che si sente ripetere quando si ricorda coloro che in pochi attimi sono stati trascinati dai gorghi del destino. Incredibile eppure così vero, reale, da non lasciare spazio a recriminazioni o rimorsi. Fare i conti con la realtà diventa sempre più un appuntamento irrinunciabile per tutti. Inutile piangersi addosso, inutile rivangare coincidenze, sfortune e altre cose del genere.
Questo è il momento di riflettere sul nostro passato solo per programmare meglio il nostro futuro. Un futuro che non può prescindere dal nostro impegno personale e dal nostro senso di responsabilità. Il che vuol dire mettere insieme le individualità per dare nuova linfa alla società.
Ecco, questo potrebbe essere il messaggio natalizio per coloro che hanno a cuore le sorti della comunità: ritrovare nelle radici comuni il senso del proprio limite ma anche la voglia comune di ri-nascere a nuova vita. Questa, quindi, può essere l’occasione giusta per rivedere convinzioni e presunzioni per metterle a confronto con quelle degli altri e trarne le dovute conseguenze.
Ma dove trovare lo spunto per iniziare questo “processo di revisione” del nostro pensiero? Beh, la prima cosa da fare è quella di rinunciare ai nostri egoismi spiccioli, quelli che spesso avvelenano la vita quotidiana di ognuno di noi. Da quel punto si potrà partire per impostare un nuovo “progetto di vita” che tenga conto dei possibili ostacoli prima di pensare alle tappe da raggiungere, in vista degli obiettivi principali.
Questo Natale, insomma, potrebbe servire per guardare con occhio nuovo la realtà di sempre. La lezione che ci viene dagli ultimi avvenimenti sembra proprio essere quella di tener conto delle tante variabili che fanno da corollario alle nostre azioni, individuali e collettive. E proprio sotto questo aspetto siamo chiamati a dare un contributo di verità e di chiarezza per fare in modo da evitare altre sciagure e altri sacrifici di vite umane.
Un tratto positivo, in ogni caso, è già emerso da questa tragica esperienza: la riscoperta di quell’umanità travolta dal progresso e dall’individualismo esasperato. Ritrovarsi a condividere piccole e grandi necessità quotidiane ha dato un’iniezione di fiducia reciproca e aumentato il tasso di speranza nel futuro di ciascuno. La bellezza del territorio ha lasciato il posto alla bellezza del cuore. E questo non è poco.
Sabato 10 dicembre 2011 alle 10:11:09
SALVATORE DI CICCO
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