La natura madre e matrigna
di Salvatore Di Cicco
- Ancora una volta la natura, quella natura di cui giustamente possiamo andar fieri, mostra il suo lato oscuro, quello delle “calamità” naturali che troppo spesso si ripetono, e non solo da noi.
Non sono bastate le alluvioni dello scorso anno per fare aprire gli occhi a chi doveva per porre rimedio, almeno in parte, al degrado idrogeologico di un territorio che da sempre deve fare i conti con la natura. Natura che non è madre né matrigna, sia ben chiaro. In certe condizioni ambientali, infatti, non si può pretendere che la natura non si riprenda quel che le è stato tolto con la forza. Sicché, quando gli elementi si trovano insieme a martoriare un certo territorio non c’è speranza che questo territorio ne esca indenne.
Questo si sa da sempre e se qualcuno (per esempio i geologi) cerca di ricordarlo a chi non vuol sentire, viene trattato come un rompiscatole di cui liberarsi al più presto. E se proprio si vuol far finta di starlo a sentire, lo si ammutolisce con la bella scusa che non ci sono soldi. Eh sì, perché alla fin fine, come sempre, tutto gira intorno ai soldi. Ma anche i soldi per riparare i danni procurati dalle catastrofi “naturali” non è facile trovarli, anzi. Non sarebbe meglio, allora, prevenire (spendendo sicuramente meno) invece che lamentarsi e chiedere sovvenzioni e simili?
Ancora una volta, insomma, siamo costretti ad assistere al balletto delle responsabilità e delle impossibilità a fare ciò che andrebbe fatto e che nessuno fa.
Il dramma è proprio questo: che ogni occasione è buona per evitare di prendersi le proprie responsabilità. Perché questo è il nocciolo del discorso: l’amministrazione della cosa pubblica, a tutti i libelli, fa acqua da tutte le parti non solo perché mancano oggettivamente i mezzi per operare ma soprattutto per l’assoluta mancanza di senso della responsabilità E quando facciamo il paragone con altri stati, con altri popoli, dobbiamo confrontarci, prima che con la quantità di mezzi e risorse, col livello di responsabilità e col senso di responsabilità di gente che ha a cura il bene comune per poi goderne anche a livello individuale.
Sarebbe quindi troppo facile accusare questo e quello. Il problema da risolvere prima di tutto è quello di assumersi ciascuno le proprie responsabilità invece di parlare di complotti ogni volta che qualcuno cerca di far rispettare la legge. Insomma, la faccia tosta di alcuni rischia di diventare la maschera di tutti e a quel punto diventerebbe inutile pensare ancora allo sviluppo, non solo economico di un popolo come quello italiano.
Eppure, nonostante tutto, dobbiamo fare uno sforzo proprio per evitare questa deriva morale che sta alla base di comportamenti spesso sul filo della legalità e che in molti casi vanno ben oltre. Le nuove generazioni non hanno certo di che sorridere di fronte al miserevole spettacolo di gente che si propone di operare per il bene comune e poi regolarmente agisce in tutt’altra direzione. Al di là dell’esempio, ne va dell’interesse comune di una società il cui declino morale sembra raggiunto ormai livelli insopportabili. E quando le cose diventano insopportabili, il prezzo da pagare potrebbe essere davvero molto alto. Per tutti.
Sabato 5 novembre 2011 alle 10:10:39
SALVATORE DI CICCO
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