La festa di tutti
di Salvatore Di Cicco
- Il successo della seconda edizione della Festa della Marineria ha confermato – se ce ne fosse ancora bisogno – che il vero amore degli spezzini, di tutti gli spezzini, resta il mare. Potrà sembrare un’osservazione perfino banale ma, a pensarci bene, questa manifestazione rappresenta una vera e propria cartina di tornasole delle potenzialità di una città che non può prescindere dal suo elemento naturale, cioè da quel vero e proprio veicolo di interessi e di progetti per il suo futuro.
Ancora una volta, però, non ci si può limitare ad uno sguardo concentrato sulla Festa come occasione di incontro e di scambio con altre realtà, che pure resta un elemento determinante per pensare più in grande e guardare al di là dei nostri confini. Il successo di una manifestazione così ricca di spunti e di suggerimenti conferma soprattutto che il futuro della Spezia non può fare a meno del mare. Al di là dell’aspetto folcloristico e commerciale, la realtà che la Festa ha messo in risalto la forte carica propositiva di chi ha capito che non si trattava di una semplice festa popolare ed ha offerto nuove prospettive sulla realtà possibile della Spezia, sempre più legata all’economia del mare. Oggi più che mai, infatti, la crisi mondiale ha creato le premesse per nuove e diverse opzioni di crescita che trovano qua e là specifiche occasioni di realizzazione. E se più di una realtà è riuscita a trovare alternative valide alla nuova realtà economica del pianeta terra, anche alla Spezia è possibile trovare la via giusta per uscire dalla crisi attraverso nuove idee e nuove prospettive.
La Festa della Marineria, dunque, rappresenta non la soluzione dei problemi ma l’occasione giusta per riflettere sulle possibili alternative alla storia economica della città, che del resto ritrova proprio nel mare le sue radici e le sue principali motivazioni.
Non c’è bisogno di scimmiottare altre realtà, anzi proprio la specificità di una città di mare come Spezia dev’essere la prima molla per far ripartire l’economia vers nuovi traguardi. Non dimentichiamo, per esempio, che proprio alla Spezia si è festeggiato l’anniversario della Marina con la presenza del presidente della Repubblica. E anche questo vorrà dire qualcosa. Ora, se la storia della Spezia è legata a doppio filo con la Marina, come non considerare, nell’ambito di una “rivoluzione silenziosa” il riutilizzo delle aree dismesse dell’Arsenale e dintorni nell’ambito di un progetto globale che coinvolga la città in tutte le sue componenti?
L’ostacolo principale, in questo senso, potrebbe essere l’interesse privato (che, ovviamente, prima di altri potrebbe approfittare di una simile opportunità). La cosa, in sé, non sarebbe poi uno scandalo. Lo sarebbe, invece, se rimanesse l’unica giustificazione ad un progetto che, al contrario, dovrebbe prevedere lo sviluppo globale della città. Un progetto che alla base dovrebbe avere qualcosa di veramente nuovo innestato sui pilastri di una storia fatta di uomini e di esperienze che rimangono comunque patrimonio inalienabile della città. La Festa della marineria ha soltanto fatto luce su queste potenzialità e acceso una nuova speranza.
Sabato 2 luglio 2011 alle 09:57:41
SALVATORE DI CICCO
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