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Il sabato del Miraggio - Fantasia e realtà

di Salvatore Di Cicco

- Un canale navigabile tra Venezia e La Spezia. Un sogno che avrebbe potuto diventare realtà, a conferma che quando ci sono volontà e determinazione tutto è possibile, anche l’impossibile.
Non ne sapevo nulla fino a qualche mese fa, quando Sergio Del Santo me ne parlò in termini tra il fantastico e il realistico. E fin lì rimaneva il dubbio di qualcosa giunto dal mondo della fantasia. Poi, invece lo stesso Del Santo mi mostrò il libro (uscito verso la fine dell’800, nel quale si poteva rintracciare non solo l’idea originaria ma il progetto “esecutivo” che spiegava in dettaglio le varie fasi della realizzazione del canale navigabile da utilizzare per scopi militari.
A quel punto, dunque, non si poteva più scherzare sulla “follia” dell’uomo ma prendere atto dell’ennesimo gesto che avrebbe potuto cambiare i lineamenti dell’orografia di un bel pezzo d’Italia. E non solo perché quel progetto non aveva nulla di fantastico ma molto di realistico, anche se i costi e i tempi per la sua realizzazione avrebbero creato non pochi problemi a una nazione diventata da poco uno Stato (che quest’anno, appunto, festeggia il 150° anniversario della sua unità).
In quel momento, infatti, mi tornò alla mente che un’altra idea simile non solo aveva avuto un seguito ma si era addirittura concretizzata due secoli prima in Francia.
Si tratta del Canal du Midi, che collega l’Atlantico al Mediterraneo, inaugurato il 16 maggio 1681 dopo 15 anni di lavoro che aveva visto impegnati 12.000 operai. Le motivazioni di quell’idea nascevano dal desiderio di evitare la circumnavigazione della Spagna (all’epoca paese nemico della Francia) per evitare azioni di pirateria e per risparmiare un mese di viaggio.
Ma la cosa curiosa è che quel progetto e quel canale furono sostenuti (e finanziati) da un ricco possidente che finì in bancarotta per gli ingenti costi sostenuti e subì anche la beffa di non vedere l’opera completata perché morì poco prima della sua inaugurazione. Quel signore, fra l’altro, aveva avuto la malaugurata idea di remunerare più del normale gli operai, creando così uno sconquasso nel mondo del bracciantato agricolo del tempo.
Sono fatti, questi, che fanno riflettere. Non tanto e non solo per le idee azzardate (che a qualcuno potrebbero sembrare bislacche) ma per mettere in rilievo il diverso modo di rapportarsi con la realtà e con gli uomini. A quel tempo, evidentemente, più che promettere si faceva qualcosa che per un verso o per l’altro avrebbe migliorato le condizioni di un paese e di un popolo.
Non si trattava, quindi, di “bere” questa o quella promessa per fini elettorali o per semplice gusto del potere. Non si può non pensare, però, a quanto accade oggi, quando il potere si riempie la bocca (e la pancia) di false promesse e vuol far credere a inesistenti miracoli. La lezione che, ancora una volta, ci viene da fuori è che prima e soprattutto c’è l’uomo e il cittadino, a cui si deve il massimo rispetto.
Ah, dimenticavo: il Canal du Midi è stato da tempo dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità.
Sabato 30 aprile 2011 alle 10:10:16
SALVATORE DI CICCO
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