Il Sabato del miraggio - Derby: calcio, anima e corpo
di Salvatore Di Cicco
- Si comincia da piccoli. Per gioco, solo per gioco. Poi, per qualcuno diventa qualcosa di più importante, a volte la vita. Per tutti rimane sempre e comunque una malattia. Non un raffreddore e neppure una febbre da poco. No, si tratta di una malattia strisciante, sorda, che non ha sintomi evidenti se non quando arrivano quelle coincidenze che sconvolgono la vita del malato. Può essere un matrimonio o una prima comunione, un funerale o un anniversario da non dimenticare. Ecco, in questi ed altri casi capita spesso di incrociare un’altra data importante, molto più importante: quella di una partita di calcio. E non della solita partita che si ripete ogni domenica ma di quella che vale tutto un campionato.
Stiamo parlando del derby, e non di un derby normale.
Stiamo parlando di?Carrarese-Spezia. Tanti diranno che, in fondo, si tratta sempre di una partita di calcio, solo di una partita di calcio. Ma tutti sanno che non è così. Il derby ha qualcosa d’altro, un sapore (dolce o amaro, a seconda di come finisce) che nessuno può sentire se non appartiene a una delle sue fazioni. Chiedere a quelli di Lazio e Roma per saperne qualcosa di più.
Domani, per di più, il derby potrebbe lanciare definitivamente in orbita gli aquilotti verso quello sterminato pianeta fatto di ambizioni nel quale il tifoso riesce a vivere una esperienza del tutto particolare.
Domani, infatti, la vittoria serve non solo per dire ad alta voce chi è più forte ma anche e soprattutto per lanciare il guanto di sfida al campionato. La società ha fatto di tutto e di più per approntare una squadra più che competitiva ma i risultati, almeno all’inizio, sembravano vanificare sforzi ed ambizioni fino a mettere in dubbio tutto il lavoro fatto alla vigilia del campionato. Ora la squadra sembra più “serena” e comunque più cosciente dei propri mezzi. Il campionato è lungo e difficile ma proprio per questo c’è bisogno di una partecipazione collettiva allo sforzo che tale impegno richiede.
Ma domani, spazio alle emozioni forti, a quelle sensazioni che solo un derby può dare. E non sarà solo il fatto tecnico a determinare tifo e contro tifo. La presenza stessa di una nutrita rappresentanza spezzina creerà di per sé la giusta miscela esplosiva per una partecipazione fatta di cuore più che di cervello. “Forza aquile” sarà perciò non solo uno slogan o un semplice grido di incoraggiamento ma il segno di una passione che accomuna spettatori d’ogni tipo, da quelli istintivi a quelli più pacati, dai “fuori di testa” ai riflessivi. Insomma, il coro sarà quello che riunirà tutte le voci del tifo e non si limiterà ai “professionisti” del grido ad ogni costo, sempre e comunque.
E poi, diciamolo, ci mancava proprio l’aria del derby. Uno stadio senza i tifosi avversari è uno stadio senz’anima. Domani, dunque, insieme ad una squadra attrezzata per il grande sato torna anche l’anima di una città che ha voglia di riscatto, e non solo sportivo.
Auguriamoci soltanto che questo riscatto porti con sé anche un messaggio di civiltà: di questi tempi ce n’è un disperato bisogno.
Sabato 22 ottobre 2011 alle 11:11:50
SALVATORE DI CICCO
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