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I "botti" di Capodanno

di Salvatore Di Cicco

- Avete notato, da qualche anno in qua, che i botti di san Silvestro non sono più quelli di una volta? Sicuramente sarà colpa (o merito) della crisi ma forse c’è anche una presa di coscienza da parte di coloro che non si limitavano a qualche “botto”, appunto, ma cercavano di superare e superarsi in una frenetica rincorsa senza senso verso un primato di dubbio valore. Perché è giusto e comprensibile festeggiare qualcosa o qualcuno ma spendere soldi solo per far rumore a fondo perduto non sembra proprio un’espressione di grande intelligenza.

Eppure, da qualche parte sarà pur cominciata questa gara tanto inutile quanto costosa. Come non pensare, allora, ai fuochi di fine anno che illuminano il Golfo nel segno di una festa che oggi si farebbe fatica a comprendere?
Non siamo i soli, ovviamente. Pensiamo a Napoli e alle conseguenze (a volte anche tragiche) dell’imprudenza. Ma pensiamo anche a Sidney o a Pechino, a Londra o a Parigi, a New York o a Roma. Da un punto all’altro di questo pianeta malridotto sembra uno solo il messaggio: fare festa e brindare al nuovo anno. Giusto. Normale. Ma quando le cose non vanno bene (e di questi tempi le cose non vanno affatto bene) viene spontaneo porsi qualche domanda. Non si potrebbe fare a meno di tanta ostentata gioia quando molti non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena e le prospettive sono tutt’altro che allegre?

Qui non si tratta di fare dei sacrifici, né individuali né collettivi. Si tratterebbe, semplicemente, di mettere da parte giochi e balocchi vari e pensare alle cose indispensabili per la vita di ogni giorno. Non solo. Quanto denaro si potrebbe risparmiare rinunciando a qualche luminaria in più, magari pensando a qualche alternativa anche più piacevole?
Tutto questo e anche di più potrebbe però diventare qualcosa di concreto soltanto se venisse come un segnale forte da parte di chi può incidere sui destini di noi poveri mortali. Un segnale per suggerire, per esempio, alternative alle spese e agli sprechi di ogni giorno così come il modo di godere delle piccole-grandi gioie della vita senza andare oltre un accettabile bilancio famigliare.

A?Capodanno, però, sembra che non si possa fare a meno di festeggiare l’anno che nasce con spreco di luci e di botti che si esauriscono in un momento e lasciano soltanto cenere e odore di bruciato insieme al ricordo di un attimo di allegria. Sarebbe meglio che l’allegria della vita si ripetesse più spesso, quanto meno per alleviare le pene quotidiane.
Festeggiamo pure, quindi, e stappiamo tranquillamente una bottiglia di spumante ma evitiamo di esagerare. Questa è la lezione che ci viene dai tempi che viviamo: vivere con misura le nostre emozioni e lasciare da parte gli eccessi.

Non dimentichiamo, poi, che già mentre noi, ebbri del nostro benessere, cercavamo il piacere ad ogni costo altri erano alle prese con condizioni di vita ai limiti della sopravvivenza. A noi oggi si chiede soltanto di razionalizzare costi e benefici per mantenere in equilibrio il bilancio individuale e collettivo. A qualcuno sembrerà troppo, ad altri troppo poco ma per tutti si tratta di un “esame” che va fatto in privato, rinunciando per prima cosa ai fuochi d’artificio.
Sabato 31 dicembre 2011 alle 10:01:28
SALVATORE DI CICCO
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