Educazione e rispetto
di Salvatore Di Cicco
- La personalità dell’uomo si forma, si cotruisce negli anni che vanno dall’infanzia all’adolescenza, con tutte le sfumature e le esperienze che andranno poi a delineare i contorni dell’uomo adulto. Ognuno di noi, quindi, cresce con gli impulsi del singolo ma anche riflettendo, in parte, gli umori dell’ambiente in cui vive.
Nel corso della mia infanzia due sono state le figure che più hanno inciso sulla mia personalità:?mio nonno e il mio maestro elementare, un anziano prete che aveva sempre la parola giusta per tutti.
Questi due personaggi, al di là della mitizzazione nella quale è facile cadere in riferimento a certi momenti della vita, mi hanno insegnato, tra l’altro, due cose importanti, basilari: l’educazione e il rispetto per gli altri. Due qualità che in genere fanno parte del dna di ognuno di noi ma per le quali non sempre si dedica sufficiente attenzione nel processo evolutivo. Ce ne rendiamo conto, purtroppo, quando la personalità è del tutto formata e l’uomo non ha più tempo né voglia di tornare sui propri passi.
Ma quando questa situazione individuale si riflette nella collettività mette a nudo uno stato d’animo, un modo d’essere e di comportarsi che sempre più rischia di incrinare i pilastri su cui l’intera società è basata.
Chi frequenta il mondo della scuola sa che l’evoluzione della didattica ha portato con sé una miriade di comportamenti poco aderenti agli standard di una società che nel segno della modernità e del progresso ha per troppo tempo accettato tutto e il contrario di tutto, rinunciando a quel minimo di controllo che sarebbe bastato per “assorbire” i nuovi comportamenti nell’ambito di un processo di crescita equilibrato.
Ma se i danni derivati da un certo lassismo (più o meno comprensibile, più o meno accettabile) in quella che rimane la prima “fucina” della società sono sotto gli occhi di tutti, cosa ci si può aspettare da quel mondo che spesso così bene ci rappresenta, cioè dal mondo della politica?
Educazione e rispetto per l’altro sono termini del tutto sconosciuti, per molti, perché l’obiettivo principale è quello di sopravanzare l’avversario (ma non solo) facendo la voce grossa e, in qualche caso, con l’offesa gratuita e la parola che va oltre le righe.
Non è una questionne solo di bon ton. Qui mancano proprio le leggi basilari dell’educazione. Non ci si rende conto, infatti, che al di là delle proprie ragioni, quelli che ci rappresentano non smettono mai di ripetere che il loro “lavoro” è volto a tutelare gli interessi della gente, cioè di noi tutti. Ora, se tutto ciò avviene in un clima da osteria e con un linguaggio che mette in risalto il lato peggiore dell’uomo, allora vuol dire prima di tutto che c’è la società avanza col passo del gambero. Ma l’aspetto più avvilente e degradante rimane quello di una società che va perdendo la bussola di fronte a certi valori da rispettare. Chi non ha più ualcosa o qualcuno in cui credere rischia così di andare alla deriva. E se già la deriva del singolo rappresenta un problema, quella di una società sarebbe la sua tomba.
Sabato 27 agosto 2011 alle 14:51:20
SALVATORE DI CICCO
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