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E' qui la festa?

di Salvatore Di Cicco

- Tempo di Natale. Tempo di festa, anche se non c’è molto da festeggiare. Perché, è vero, la vita non sempre regala momenti belli, amzi. Ma, si sa, quando arriva Natale tutti si sentono più buoni (anche poco, quanto basta) e allora non si può nascondere il desiderio di vivere qualche momento in allegria, qualche giorno di serenità. Le tradizioni, poi, fanno il resto. Dal cenone ai giochi in famiglia, dal Presepe all’albero di Natale, le occasioni non mancano per creare quella parentesi di cui si ha bisogno, specialmente in momenti poco allegri come questi.
Ma quest’anno sarà un Natale sicuramente diverso, non solo per chi da sempre arranca nei bassifondi della società del consumismo ma anche per chi era abituato a vivere con leggerezza il periodo dell’anno più gratificante e certamente più sereno dell’anno. Fare i conti con la crisi, insomma, sarà un esercizio obbligatorio per tutti, anche perché gli effetti dei grandi numeri si ripercuoteranno a scalare sulle scelte quotidiane di ciascuno di noi.
Un esercizio, questo, al quale non eracamo abituati e dal quale possiamo però trarre utili insegnamenti. Sì, perché non si tratta solo di razionalizzare le spese ma anche di valutare la qualità delle stesse, le priorità da stabilire e in sostanza, quindi, bisogna rivoluzionare il nostro modo di pensare, non dimenticando che ai nostri interessi personali vanno legati quelli della comunità in cui viviamo. Non sarà una passeggiata, insomma, uscire dal tunnel in cui siamo finiti.
Eppure, nonostante tutto, abbiamo il dovere di essere ottimisti. Intanto per non deludere noi stessi sulle capacità di reagire e di “cambiare pelle” di fronte alle emergenze che si presentano sul nostro percorso. Poi perché, in un mondo globalizzate come quello attuale, gli interessi degli uni coincidono (anche quando sembrano contrastanti) con quelli degli altri. Le economie emergenti di Cina e India, per esempio, avranno tutto l’interesse a non far crollare il mondo economico-finanziario che finora ha dominato il pianeta perché rischierebbero di fare anch’essi la stessa fine.
Se poi osserviamo la prospettiva più vicina a noi, non si può non vedere che il passo dei paesi che fanno parte della Comunità Europea deve per forza adeguarsi tra i vari componenti, sfruttando sinergie finora forse non considerate e comprendendo che gli interessi dei singoli sono legati a quelli degli altri in maniera inscindibile.
Qui non si tratta di fare il verso a illustri economisti per capire che il destino di ciascuno è il destino comune, anche se qualcuno (vedi la Germania) avrebbe mille motivi per rammaricarsene. È vero, infatti, che anche i nostri potenti vicini di casa avvertono la necessità di non tirare troppo la corda per non farsi male anche loro.
Da noi le cose non sono molto diverse. Le regioni ricche vorrebbero essere più ricche, a spese di quelle più povere, ma ormai è chiaro che i destini incrociati non permettono di guardare solo al proprio orticello o al proprio cortile.
La vigilia di questo Natale si presenta quindi come un’occasione per riflettere, tutti insieme, sulle prospettive che si aprono davanti ai nuovi scenari. Un’occasione da non perdere per diventare migliori rimanendo noi stessi.
Sabato 24 dicembre 2011 alle 10:20:18
SALVATORE DI CICCO
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