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Consumare meno, consumare meglio

di Salvatore Di Cicco

- Ormai non è più un problema di questa o quella città, di questo o quel luogo. Siamo circondati dai rifiuti che noi stessi produciamo e non sappiamo più come fare per liberarcene. Per un caso simbolo come Napoli ce ne sono mille altri che non possono farci dimenticare rischi e conseguenze di una situazione al limiti del drammatico.
Ma non si tratta solo di un problema tecnico, che pure esiste e si cerca qua e là di risolvere, almeno parzialmente. Il problema che si pone oggi a tutti noi è quello di mettere in pratica uno stile di vita che permetta di evitare di trovarci di fronte a una tale situazione.
Tanto per cominciare, quindi, dovremo metterci in testa, una volta per tutte, che bisogna ridurre il più possibile l’uso (e l’abuso) di vuoti a perdere. E, prima ancora, dovremo fare il possibile per ridurre sprechi che incidono, oltretutto, nel bilancio famigliare. Ognuno di noi può constatare, giorno per giorno, quanti prodotti scaduti finiscono tra i rifiuti insieme al cibo in abbondanza che non viene consumato.
Questi e tanti altri problemi simili richiedono perciò una maggiore consapevolezza nel nostro stile di vita. Il che non vuol dire rinunciare ai piaceri che ciascuno può permettersi ma significa consapevolezza di poter contribuire al benessere di tutti.
In quest’ottica la crisi che stiamo attraversando può e deve aiutarci in questo cammino per scoprire una nuova dimensione del nostro vivere quotidiano. Inoltre, accorgersi che così facendo si risparmia e si apprezzano di più le cose che abbiamo. Un processo, dunque, in controtendenza rispetto al percorso che ci ha portato ad esagerare oltre ogni limite nella degenerazione del consumismo.
Qualche segnale si avverte e ci aiuta a sperare in una più cosciente pratica del nostro vivere quotidiano. In alcuni casi, addirittura, si riscoprono antichi comportamenti dai quali trarre profitto non solo individuale. L’avanzare delle proposte relative al consumo di cibi biologici, accompagnate dai vantaggiosi prodotti “a chilometro zero” sembra dare un’ulteriore spinta a questo processo di consapevolezza dal quale non si può più prescindere.
Del resto, ogni processo ha bisogno dei suoi tempi per produrre i suoi effetti e non si può certo immaginare di risolvere i problemi legati al consumismo con una bacchetta magica. Ma è giunto il tempo di una inevitabile presa di coscienza che la soluzione dei problemi di tutti passa per quella dei singoli. Ecco perché è necessario che ciascuno di noi si impegni, per la sua parte, nel costruire questa nuova “filosofia” che ha il vantaggio di avere subito un riscontro nella realtà. E?la realtà che lasceremo alle future generazioni non potrà e non dovrà essere un peso insopportabile.
Non aggiungiamo ai problemi legati alla crisi economica quelli derivanti dai nostri comportamenti. L’egoismo di oggi sarebbe un’eredità difficile da amministrare per i nostri figli. Per questo è necessario fare uno sforzo di umiltà. Una piccola rinuncia sarebbe davvero un bel regalo per coloro che prima o dopo prenderanno il nostro posto. E anche il miglior modo per farci ricordare.
Sabato 19 novembre 2011 alle 10:08:20
SALVATORE DI CICCO
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