Scilly Football club
- I dottori del calcio, quando si incontrano lì, chiacchierano e basta. In fondo poco hanno da dirsi. Il loro calcio mercato è una birra, un passo alla chiesa di Saint Martin, due scorci di nebbia, gli zigomi gonfi e qualche inglese spilorcio che beve fiumi interi e ride, coccolandosi un piccolo fiore sgualcito della vecchia giacca. Grattandosi, dimenticavamo, ogni tanto con la manaccia in naso adunco. E mentre questo sfida i commensali e gli altri beoni a tenergli testa, i due dottori stanno lì a parlare di centromediani, portieri idraulici, attaccanti da scambiare, palloni vaganti in area. Il tema diventava poi quel terzino, con la tendenza all’attendismo e poco slancio mentale, da scambiarsi magari a campionato in corso. Per interderci, centromediano, terzinotti, attaccanti e palloni vaganti sono sempre gli stessi, con la monotonia di una macchina che passa, ogni mattina, alla stessa ora, al medesima incrocio. Attaccanti, beoni, terzini della stessa provincia, sempre la medesima. Quando i due alzano la testa, vedono da pochi metri il mare della Land’ s End, le isole Scilly, quell’arcipelago a sud dell’Inghilterra, dove si gioca il più bel campionato di calcio del mondo, e la più bella coppa e supercoppa. Tra due squadre. Perché ci sono solo quelle. Nel campionato più piccolo del mondo, in quello dove si giocano solo derby. Già me li vedrei i Cassano ed i Milito sfinifi, appoggiati ad una panchina, non saper neanche cosa dire dopo aver giocato la ventesima puntata annuale di Genoa-Samp, con Fantantonio con la barba da pirata incolta da settimane. Nelle Scilly si sfidano 16 volte all'anno, più le coppe. Sono i Garrison Gunners e i Woolpack Wanderers, le uniche due squadre della Lega calcistica delle Isole, la più piccola del Mondo. Non c’è altro, neanche a cercarlo. Ve lo devo dire, per forza: anche quest’anno c’è un campione in carica, Garrison Gunners grazie alla rete all'87' nella sedicesima partita di Matt Thompson, 28 anni, ingegnere civile. Dicono non li abbiano mai visti ridere, tutti e ventidue, riserve comprese. Perché oramai hanno capito tutti che l’aletta dei Gunners ha un libero senso tattico e non serve marcarlo, perchè forse si marca da solo. Così come il portiere dei Wanderers, se è in forma scudetto sicuro, se non se ne parla l’anno a venire. I due club giocano anche, e come non potrebbero, coppa e supercoppa. Non c’è stato verso di creare un sistema che ne facesse retrocedere una. Io in un calcio così ci andrei a nozze, ci sarebbe da scrivere ogni campionato, perché un torneo così eroicizza anche chi scrive per forza di cose e di idee. Poiché fare il giornalista resta un lungo viaggio tra il piacere ed il dovere ed è chiaro che mi fregherebbe la logica emozionale, sedimenterebbe quel tanto da non riuscire a dare insufficienze in pagella. Ma poi a chi. Dicono che molti di questi giocatori lavorino in pub ed hotel e non potrebbero fare diversamente. Non invidio solo l’arbitro: in un ambiente così diciamo ristretto, dove ti conoscono per forza, dove il coinquilino del secondo piano gioco forza fa il mediano, e dove la riunione di Natale è scontato sia un altro derby, se ti gridano del cornuto dagli spalti le loro ragioni le avranno. O almeno ti dovrebbe prendere il ragionevole sospetto.
Giovedì 18 dicembre 2008 alle 11:45:08
ARMANDO NAPOLETANO
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