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Il volo del signor Gordon

- Long time ago. O meglio: quando gli inglesi avevano stile nel parlare di teatro, domandavano ad uno dei loro migliori uomini, il londinese in trincea, Harold Pinter, che cosa ispirasse le sue opere teatrali. E lui rispondeva con una semplicità estrema, un battere di labbra:”Non lo so, né riesco a riassumerle se non per dire che questo è ciò che è successo, questo è ciò che i personaggi hanno detto e fatto. La maggior parte delle mie commedie però mi è spesso ispirata da una frase, una parola, un’immagine”. Il piccolo Leo, figlio di un attaccante mal nato, incapace di dribblare se stesso e la vita, attaccato ad una bottiglia come al proprio senso del mestiere di operaio edile (perchè lavorare e bere significava vivere), guardava il padre come si guarda il cielo spento. “ Ricordati, la vita è una sala giuochi, tutti lo sanno, ma spesso da grandi se ne dimenticano”, rammentava il genitore al fanciullo. Su quel campo della provincia genovese il maestrale stava spazzando via e cancellando quell’aletta, che l’allenatore Toro, ad un certo punto aveva anche dovuto sostituire.
E siccome l’erba del vicino è sempre catastroficamente più verde, l’altra ala sinistra, quella della squadra avversaria, aveva infilato la porta del Bar dei Mari, per ben tre volte. Leo era tornato a casa, pensando che lui l’ala non l’avrebbe mai fatta, neanche da morto. Primo perché la figura paterna gli aveva reso il male del ruolo; poi perché l’anima avversaria, il Furio Gentili, “Scocca” per gli amici, aveva si segnato tre gol agli avversari e fatto vincere la sua squadra, ma aveva anche fatto vedere per altrettante volte il culo a tutti i tifosi ospiti, signore comprese.
Tanti anni fa, un ragazzo della sua età, 12 anni, se ne sarebbe andato cercare figurine, immagini lontane, sogni, uomini dentro una sfera che correvano nella sabbia spostata da un solo dito. O avrebbe giocato al Subbuteo, o sfidato il mondo al Bigliardino. Oggi Leo ha internet. Sentir parlare del mito Pelè era cosa normale, anche su internet. Pelè era il calcio, come i numeri erano la matematica, il mappamondo la geografia, le tette della Silvia, la sua compagna di banco, il sesso puro. La seconda media in fondo restava una maledetta formalità, un insignificante dettaglio. Uno dall’acuto tenorile qualunque cosa facesse, questo era Pelè. Digitò il nome e comparve una stringa. 7 giugno 1970, stadio di Guadalajara: e dov’era? L’immagine si fece presto nitida su You tube. Un giocatore scattante, Jairzinho, sfuggi al suo marcatore sulla destra. Un terzino non molto lesto, tale Cooper, praticamente apparecchiò a tavola mentre l’altro e Tostao scambiarono velocissimamente una palla. Jairzinho andò verso il fondo e quando quasi sembrava che la palla uscisse fece partire un cross stupendo. Mullery, il difensore, capì subito che su quel pallone non sarebbe mai arrivato e vide dietro di lui Pelè arrampicarsi fino alle nuvole e colpire una palla di testa perfettamente, schiacciandola verso la porta. La sferà toccò terra ed andò verso la rete……Ecco Pelè, disse il ragazzo, questo è Pelè. I suoi gol, , la sua potenza, la classe. Ma, ma, ma. Proprio quando Mullery sentì Pelè dietro di lui gridare GoL, si vide l’immagine di un portiere che fece uno strepitoso volo ed andò a smanacciare la palla praticamente già dentro la porta con mezzo stadio in piedi già a mani alzate. Un gesto fantastico, mentre la sfera, perfetta perché tonda, andava sopra la traversa ed il portiere contro il palo. Si alzarono tutti allo stadio ad applaudire quel gesto e perfino Moore ed un secondo difensore, insieme allo stesso Pelè abbracciarono Gordon Banks, questo era il nome del portiere. Pelè allungo la mano a Banks e si congratulò. Quell’immagine venne ciccate 2-3-4-6-10 volte. Leo lì capì che da quel gesto era nata una storia. Tre giorni dopo era al campo da calcio, iscritto nella giovanile del Bar dei Mari. 5 anni dopo avrebbe esordito nella prima squadra, altri 3 e ne sarebbe diventato il capitano, fino al successo nel campionato 2002.”Una storia la mia -narrò agli amici che lo circondarono mentre alzava il trofeo più prestigioso della sua carriera- ispirata da una immagine, da una foto. Chiedete chi è Gordon Banks capiterete tutto”.
http://it.youtube.com/watch?v=NQA234KPA2s



Giovedì 22 gennaio 2009 alle 19:00:28
ARMANDO NAPOLETANO
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