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Il calcio è poesia- Tranfolanti segna controvento

Il calcio è poesia- Tranfolanti segna controvento

- Un gol controvento, solo lui poteva segnarlo Hugo Victor Tranfolanti.”Mi ricordo i tempi in cui abbiamo cominciato a rotolare insieme, Hugo, la palla ed io”, scrisse un giorno Osvaldo Soriano.”E’ stato in un prato a Rio Cuarto de Cordoba dove ho scoperto la mia vocazione di attaccante, la forza del Tranfo e come si segna controvento. A quell’epoca il modello si chiamava Walter Gomez, l’uruguagio che giocava nel River, ma il Tranfo era solo all’inizio”. Si ascoltavano le partite alla radio dalla voce di Fioravanti, Augustins Solo o Arostegui. Tranfolanti era già adulto ma ancora del tutto conosciuto, più conosciuti erano i suoi gol. “Nel paesino dove giocavamo c’era un portiere che aveva il soprannome di Cacho e parava l’impossibile”, ricordava Soriano. Sapeva scegliere bene la porta anche guardando dove spirava il vento e indovinava sempre quello a favore, suo. Quel giorno Hugo Victor gli cantò il suo di gol, e Cacho rispose solo con ulutati. Era sera ed eravamo ancora sullo 0-0, Almafuerte si impossessò della sfera e scese lungo sulla fascia, a grandi cavalcate, mentre i terzini assistevano atterriti; passò la palla a Gesuldez, un otto, che sua madre gli aveva cucito personalmente a mano, che aveva anche una enorme faccia rossa. Puchi Toranzo, il difensore, provò a contrastarlo ma si ritrovò tre metri oltre, quasi spostato dalla sola forza del pensiero. Gesuldez vide Tranfolanti con la coda dell’occhio e gli passò una palla radente al limite dell’area, come gli trasmettesse un ordine. Tranfolanti guardò da lontano Cacho ed un signore che dietro la porta si era fermato a guardare la partita, passando di lì per caso con la bicicletta. Quando partì il tiro Cacho era sicuro che la palla non sarebbe mai arrivata dalle sue parti, troppo era il vento contrario, ma Tranfolanti sfidò le tavole della legge; la palla si abbasso a filo d’erba quasi a nascondersi tra i fili verdi, anzi non quasi, non si vide più. L’arbitro nella sua ignoranza del regolamento fu perfino portato a fischiare, perchè la sfera era sparita dalla sua visione, ma non lo fece. Quando la sfera ricomparse era troppo tardi per Cacho che non parlò: la vide solo sfondare la rete passandogli oltre, fino a colpire una ruota della bicicletta del tifoso che si era fermato, facendola scoppiare. Fu allora che si udì una voce, che non era quella di Cacho, ma di Tranfolanti, che disse solo ‘Goal’. Ed esultò. Il portiere era rimasto tra i pali come se stesse prendendo il fresco.”Anch’io- ricordava Soriano- cominciai a strillare come se mi fossi spezzato a metà ed a rotolarmi per terra”. Tranfolanti aveva segnato controvento.

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