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Il calcio è poesia-Il talento di mister Alex

- Nel calcio, nelle sue stranezze, capita a volta che il talento scenda sui piedi dell’uomo, un po’ per magia, anche malvoluto. Ed allora dicono sia meglio della Lampada di Aladino, è possibile ogni miracolo. Meazza, Pelè, Maratona, il sole, la luna. Lo stesso calcio, ma visto da una prospettiva opposta, racconta un po’ più in chiaroscuro, che spesso ci sia chi questo talento non lo sa sfruttare. Come nella parabola del Vangelo. E muore, scrisse uno, “atrocemente in miseria col pallone tra i piedi, quasi ad averne nausea”. Ad Alessandro Cesarini, un giorno, dissero che il suo talento non bastava, che dovevano giocare altri, perché così era. La mandarono altrove, per pagare debiti di campi da calcio usati in affitto.Lui si guardò la chioma e proseguì, tenendo ferme due cose: la sua faccia un po’ da indio, ed il pallone tra i piedi. Chi sia oggi questo ragazzo lo sanno non solo le cronache. Il gol di Lecco, come Roby Baggio, è una firma in calce ad una carriera, seppur appena iniziata. Un po’ come lo era stato quello all’Alghero, di volo. Così il 13 giugno di un anno qualunque, lui, centrattacco per forza, fantasista per passione, si va a giocare la partita più importante della sua carriera davanti alla sua curva al suo pubblico, quello che ha sempre amato dall’esterno, mai potendolo toccare. "La gioia che si prova in qui momenti è difficile da spiegare – ha raccontato in settimana-, specie per uno come me: è un po' come se Marco Frione, uno dei capi storici degli ultras, giocasse la finale playoff con lo Spezia e si ritrovasse a fare un gol così davanti alla sua curva”.
E la magia di Lecco?:”Peccato, poteva essere il gol della promozione, ci speravo tanto ma ora non possiamo piangerci addosso. Siamo più forti e lo dimostreremo. Noi crediamo tutti di potercela fare perchè l'obiettivo domenica sera è andare in piazza Europa". Come l’1 maggio del 2006, forse con meno lacrime, ma con la stessa soddisfazione. Ma una partita così per un ragazzo di questa età, prodotto pressoché locale, un ragazzo della gente incipriata di salsedine, un piccolo genio rimasto nascosto dietro una rete, un figlio di una passione popolare così forte, cos’è?:” "Per me domenica è come giocare la finale di Johannesburg, quella dei Campionati del Mondo. Spero i miei compagni che non sono di qui, si rendano conto quanto è importante per noi questa partita. Spero anche che la gente venga fin dal riscaldamento per fare capire al Legnano e a tutta l'Italia chi sono gli spezzini, la loro voglia di vincere". Gente di calcio, soprattutto quella, in una città che ha vissuto il parastato e tanti emarginazioni nei confronti di Genova da fregarsene solo con calcio. Solo con quello. Ed in tutto questo l’Inter, che chiede relazioni e si informa.
Sabato 12 giugno 2010 alle 19:02:25
ARMANDO NAPOLETANO
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