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Il calcio è poesia-Il film del campionato

Il calcio è poesia-Il film del campionato

- 23 agosto, nel caldo che c’è, parte una stagione sofferta e sofferente fino alla fine. Attilio Lombardo, ex ala della Sampdoria e della Juventus arriva sulla panchina dello Spezia un po’ per forza. Sceglie Jacopetti, e sarà una delle ultime mosse in autonomia di un dirigente che già un anno prima aveva scommesso su marco Rossi, per poi giubilarlo alla fine.Si parte con la Pro Sesto in casa, una gara che vede subito Nunzio Lazzaro messo in panchina, non tra pochi dubbi. Lombardo alla fine elogerà il gruppo.”Più forti delle difficoltà”. Bischeri sbaglia un rigore che, dice lui, angola troppo. Nella realtà è proprio il mister a complicarsi la vita; Triglia dal 1’, Lazzaro dal 14’ della ripresa, ma al primo pallone il bomber la mette dentro e decide. Ma i primi dubbi emergono, quelli che diventano realtà a Villacidro sette giorni dopo, quando una squadra, che pur gioca un buon primo tempo, va sotto contro i sardi, che a fine giornata saranno anche primi in classifica. Avvio da incubo, 2-0 in 20’; gli aquilotti riescono ad accorciare le distanze solo al 9’ della ripresa quando Pomarè rilancia sbilenco, servendo uno sbilanciato Marini pressato da Beretta, bravo a servire Moro, che con un destro piazzato infila nell’angolino basso. La gara si riaccende, ma solo per poco. Terza di andata, arriva un rimaneggiato Legnano, che passa subito in vantaggio, nel pieno di una contestazione ultrà che non vede lo Spezia dare tutto. Nella ripresa ci pensa sempre Lazzaro, dopo il pari di Moro. Poi Beretta. A Sambonifacio fa ancora 1-1 ma Aprea para un rigore che maschera le lacune evidenti della squadra, che emergono ancora di più quando siamo alla quinta con l’0ennesimo 1-1 contro la Canavese di Prina. Che passa anche in vantaggio, recuperata nel finale da un colpo di testa di Buscaroli. Il vero Spezia non si vede, Lombardo predica calma ma la squadra stenta in classifica, anche se prende coraggio contro la Pro Vercelli nel perentorio 4-0 casalingo. A Carpendolo però è il solito 1-1 sofferto in trasferta con le acque societarie che cominciano ad agitarsi; la panchina di Lombardo non è più sicura così dopo l’1-1 contro l’Olbia in casa, si avverte forte il dubbio societario. Lombardo lo percepisce ed insieme alla dirigenza decide di lasciare. Varini punta forte su Fulvio D’Adderio, che arriva il 2 marzo e tenta di rilanciare le sorti di una squadra in rotta. Arrivano però tre sconfitte consecutive a Trento contro il Mezzocorona ( 3-0 dopo 30’ poi Lazzaro segnerà nella ripresa), in casa contro il Rodengo ed a Pavia, sconfitte che lasciano dubbi. Varini conferma però il tecnico che piano piano trova un assetto, rilanciando Lazzaro e puntando forte sul 4-4-2. Ne nascono dodici risultati utili consecutivi che portano la squadra in vetta e che la spingono imbattuta fino al 14 febbraio, quando al Silvio Piola di Vercelli, con la partita sotto controllo, i bianchi perdono per un eurogol di Chiaretti. Spezia-Carpenedolo 2-1 ridà la spinta poi ad Olbia un errore di Milone confeziona l’1-1. D’Adderio rimescola un po’ le carte, batte il Mezzocorona e vince a Rodendo con doppietta di Capuano il 14 marzo, dando una bella scossa alla classifica, sgranandola. Ma proprio nel momento di maggior vantaggio, lo Spezia si perde. Gioca una gara opaca nel posticipo serale contro il Pavia che finisce 0-0, perde per infortunio Lazzaro, Grieco al rientro non convince appieno. Ma il 3 aprile pasquale, a Vercelli contro la Pro Belvedere, Scantamburlo ha la palla sul dischetto per ridare fiato alle distanze in classifica. Sbaglia però il penalty. E’ qui che le avversarie cominciano a credere nella rincorsa anche perché l’11 aprile in casa, al Picco, lo Spezia getta mezza stagione. Perde in casa, fallisce nel finale il pari, regala l’idea di aver finito la benzina. Diventa così capitale la gara contro il Noceto, che lo Spezia vince nella ripresa, quando D’Adderio si riaffila a Grieco e Capunao trova la via d’uscita giusta. L’Alto Adige però è già lassù e le ultime tre gare aquilotte sono piuttosto complicate. A Bolzano Aprea para un rigore, lo 0-0 accontenta i locali, a due gare dalla fine tutto è più difficile. Il 2 maggio è il giorno giusto, sarebbe. Perchè la splendida vittoria in casa contro un Alghero da battaglia, con rete di Cesarini e Chianese, viene vanificata dal successo dell’Alto Adige a Pavia. L’ultima partita di Salò serve solo per fare 2-2 a qualche calcolo. Play off, finora maledetti, ma onorati al meglio. Grande gara a Pavia, con Chianese che sblocca. Al ritorno altro successo su autogol, poi la finale con il Legnano. Il 2-1 di Lecco a favore dei lilla complica la vita, ma Cesarini esprime tutto il suo talento in novanta. 2-0. Lo Spezia 700 giorni dopo il fallimento, è di nuovo nel calcio che conta.

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