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Il calcio è poesia-Il centromediano

- Legnano-Spezia si gioca nello stadio intitolato anche ad uno dei grandi del Torino che perì a Superga, quel Mario Rigamonti, bresciano classe ‘22, che nel Lecco aveva giocato da ragazzino proprio nel periodo della guerra. Lega la sua storia, il centromediano granata, al filotto di successi che fece la leggenda della squadra di Valentino Mazzola. Alto, capelli ricci, rude e difficile da superare, oggi sarebbe un centrale poco moderno ma lottatore, sicurezza negli ultimi sedici metri della propria difesa. Uno che interpretava il ruolo solo a scopo di copertura, per poi mollare la palla una volta tolta con le buone o le cattive dalle gambe altrui. Per cederla ai tanti talenti che quella squadra presentava. E’ uno degli scapoli del Torino da leggenda, e passa per personaggio al tempo scanzonato e gioviale. Con Bacigalupo e Martelli, gli altri single di quel gruppo, crea quello che resta il Trio Nizza, dalla strada in cui abitavano a Torino. Quando, dopo averlo riconosciuto tra le maceria, con il corpo straziato dalla caduto dell’aereo che li riportava a Torino da Lisbona, Vittorio Pozzo sarà costretto a scriverne il necrologio, metterà insieme una figura che resta indelebile nella mente dei tifosi granata:”Combattente nato, duro e tenace, come una sentinella che non vuole violare la consegna”. Saranno suoi i campionati 45-46 46-47 47-48 e 48-49, esordì in A il 14 ottobre del 1945 in Juventus-Torino 2-1. Nel suo libro "Me gran Turin" lo spezzino Sauro Tomà così descrisse Rigamonti:"Mario era uno di quei giocatori che non concedeva nulla alla platea ma tutto alla squadra. Era uno stopper sistemista perfetto, con lui non si passava, lasciava all'avversario solo briciole di partita. Era generoso e matto, simpaticamente matto, fuori dal campo viveva praticamente seduto sulla sua moto. Le amava come si può amare una bella donna. Percorreva in moto l'Italia in lungo ed in largo, senza annunciare alla società gli arrivi e le partenze. Forse nemmeno lui sapeva la destinazione"
Sabato 5 giugno 2010 alle 15:10:19
ARMANDO NAPOLETANO
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