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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Febbraio - ore 21.15

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Il calcio è poesia-CalcioBidoni

Il calcio è poesia-CalcioBidoni

La Spezia - Ed alla fine arrivò Vampeta, che dal limite, nel tentativo di tirare verso la porta avversaria sfiorò solo il pallone che passò irriverente davanti al suo piede proteso, quasi si rifiutasse di essere colpito e sfilò lungo, tra le piote avversarie. I due amici seduti, comodamente nelle poltroncine rosse di San Siro, si guardarono ed uno di loro disse solo “ si è offesa perfino l’erba”. Il calcio, eterna fabbrica di spiantati, aveva appena prodotto l’ennesimo operaio, Nazarè Das Farinhas, detto Vampeta, e gli aveva dato una tuta da lavoro nerazzurra. “Provate ancora adesso a chiedere chi conosce Vampeta”, racconta il collega Cristian Vitali. Ecco, a provarci si può, basta non attendersi illusioni. Il centrocampista brasiliano è solo uno dei novanta profili raccontati nel libro “Calciobidoni-non comprate quello straniero”, un testo godibile e realistico su una storia del nostro calcio quanto meno originale, degna di Pirandello e Totò e di un popolo di profondi sognatori e naviganti. E di mister per un giorno e campioni per un mai, perché no. 90 profili dissacranti, che ripercorrono le gesta del pallone e le (male) gesta di molti picari, di qualche eroe, di troppi bidoni, che hanno frequentato il calcio italico dal 1980, di qualche Caio e di molti Ba o Ma.
Carr, Cop, Dica, Binz, Beto, Lupu, Rudi, Skov, Tuta, Waas. Una filastrocca in musica, senza confini, fatta di terzini, terzinetti, riccoli neri, attaccanti, tanta buona volontà, gente indefessa ma non proprio geniale, poco duttile e perentoria. Almeno su un terreno di gioco. E giorni che diventano notti in campo, per il dolore dei tifosi, pronti ad ogni sacramento:”Il fatto è che Bothroyd pare soffra di ripetuti blackout, che improvvisamente gli fanno perder lucidità e gli annebbiano la memoria. Ciò fa sorgere un dubbio: non sarà mica per questo suo preoccupante disturbo se ha smarrito la via del gol?”, scrive Vitali del centravanti cresciuto nell’Arsenale finito al Perugia. Ma proprio finito, finito. E, voi, sportivi d’annata, di Soren Skov dell’Avellino cosa ricordate’:”La moglie, una bellissima ragazza dai capelli biondi, che in poco tempo divenne il sogno della curva. Una famosa leggenda metropolitana voleva infatti la sua compagna molto vicina ai supporters campani, ma non saprei mai dire fino a che punto”. Tra i novanta sull’arca bucata del calcio c’è anche Socrates, “uno dei più controversi fuoriclasse brasiliani, genio e sregolatezza, laurea e tacco, chiacchiere e birra”. Tante immagini tenute insieme dalla forza spinta della memoria, che ha fatto fatica a mettere nel cassetto il nulla di tante giocate. Come quelle del Genoa dei tunisini, varato da Scoglio, con in testa Khaled Badra:”Un giocatore di classe superiore”, osò dire il professore. Sedici gare e le valigie pronte già a gennaio spiegarono che forse si era arrivati a vedere troppo ed a immaginare ancor di più. Nella realtà Badra non era quello che sembrava, un difensore “si ostinava a giocare in difesa in un ruolo che non riusciva a tenere mai, lui stesso non riusciva mai a capirsi, come potevamo farlo noi?” scrive ancora Vitali. Gioco non effimero, nonostante le belle e pubblicizzate apparenze, perfettamente ambientato al costume della società, il calcio italiano ha continuato a comprare questi calcio bidoni con una periodicità superiore a quella matematica. Un trentennio di football, relativamente italiano, forse un pò naif, ma che porta ai disastri economici di oggi, ed alla scarsa attenzione ai vivai. Perchè resta da capire se ci fossero in circolazione giovani meno adatti alla Sampdoria che Al Saadi Gheddafi, una presenza anche a Perugia ed una nell’Udinese, in serie A, con tanto di scorta a bordo campo.”A distanza di tempo- racconta Vitali- sappiamo che non si occupa più di calcio. Da Perugia, Udine e Genova fanno sapere che forse non se n’è mai davvero occupato”. Calcio Bidoni è uno spaccato ironico di un mondo che vive di facili lustrini, nel quale il termine Bidoni racconterà Ivan Zazzaroni nella prefazione, “ è un concetto assoluto, applicabile in senso restrittivo come diceva il mio maestro Bortolotti”. Per molti di questi, eppure, si è speso un mezzo fiumiciattolo di inchiostro, per poi arrivare a macchiare perfino i computer, inadatti a raccontare di tanti Pelè bianchi, neri, gialli, fondamentalmente più colore che calcio vero. Ai quali il destino, suvvia insensibile, ha concesso solo poca parte di gloria.
“Il calcio continua ad essere l’arte dell’imprevisto – raccontava Galeano- dove meno te l’aspetti salta fuori l’impossibile, il nano impartisce la lezione al gigante”
Vale per tutti, tranne che per loro.

(Piano B edizioni, Cristian Vitali, “CalcioBidoni- non comprate quello straniero”, prefazione di Ivan Zazzaroni, per leggere in rigoroso elenco di poca gloria di Altonen, Ahn, Aloisi, Amor, Anastopulos, Andrade, Ba, Barda, Bartlet, Beiersdorfer, Beto, Binz, Bisconti, Blanchard, Blisset, Bothroyd, Brncic, Cadete, Caio, Calderon, Caraballo, Carr, Cop, Casson, Dica, Dichio, Edmar, Eneas, Junior, Fortunato, Franco, Geovani, Gheddafi, Gilberto, Gresko, Guglielminpietro,Gumprecht. Hatz, Jurcic,Karic, Kaviedes, Kluivert, Kovacic, Lehkosuo, Luis Silvio, Lupu, Luvanor, Ma, Magallanes, Hugo Maradona, Marinelli, Mendieta, Mirnegg, Nanami, Nastase, Neffa, Neumann, Oliveira, Pereira, Ortega, Pancev, Pedrihno, Pedros, Pereira, Prunier, Rambert, Renato, Rubio, Rudi, Ruggeiri, Rui Aguas, Rush, Severeyns, Skov, Socrates, Stoichkov, Stojac,Toffoli, Tomic, Trotta, Vagner, Valenciano, Vampata,Von Schwedler,Vukotic, Waas, Xavier, Zahoui, Zarate papà)

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