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Il calcio è poesia - 1944, la storia siamo noi, per una sera, al Civico

Il calcio è poesia - 1944, la storia siamo noi, per una sera, al Civico

- “Nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell’inferno dei roghi. Ecco dove siamo nati e di che pasta siamo fatti. Macerie, fango e cenere. La nostra storia è scritta su fogli che volano via e dimentichiamo in fretta”. Inizia così una piece teatrale legata alla nostra cultura alla nostra città. Per sempre. Eravamo quasi in cielo, arriva venerdì 13 ottobre al Teatro Civico e merita il grande pubblico. Chi ama i colori bianchi, quelle maglie sporche solo di lacrime e sudore, non può mancare. Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto, la rende particolare, incentrando soprattutto sulle figure di Ottavio Barbieri e Vittorio Pozzo e sulla sfida finale al Torino, quella dell’Arena di Milano. Narra dei Vigili del Fuoco e di quella leggendaria squadra del 1944 come fosse cosa delicata, non si permette mai di fare sua la vicenda ma è come se la accarezzasse. Uno spettacolo emozionante, pieno di pathos e cultura, intriso di sentimento vero e di passione per il calcio e per la vita. Un palco che racconta del football, gioco non effimero, nonostante le apparenze. Un qualcosa che appartiene indissolubilmente al costume della società nostra, che si fa eredità da padre in figlio continuamente, a cavallo tra l’ultima guerra mondiale fino ai giorni nostri. Un fascino che il calcio, e solo quello, sa regalare, e che sta nell’ambiguità esistenziale suscitata nel relativo dominio ed autorevolezza che i piedi, pur calzati adeguatamente, raccontavano, hanno sulla così detta sfera di cuoio. Un cuoio che nella primordialità del calcio, quella senza lustrini, esprimeva i veri valori della vita. Giocavano come vivevamo, avevano scelto il calcio come il loro gioco, nel pieno della guerra. E per questo oggi li ricordano ancora tutti. La squadra di Ottavio Barbieri, così come la racconta Facchetti da un palco, ha una missione eterna: resta per sempre nella memoria collettiva, per popolare di visioni fantastiche i sogni di bambini che verranno e che leggeranno di questa vicenda in futuro. Solo Facchetti e la sua sensibilità potevano forse trasmettere questi sentimento. Venerdì dalle 21, Eravamo Quasi in Cielo arriva nel posto giusto, nella città giusta, dopo aver giocato un campionato in molti altri luoghi ma tornando al punto esatto di partenza, per prendersi la gloria dove solo merita.

Prevendita già attiva presso la biglietteria del Teatro Civico, 5 euro , posto unico

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