I postelegrafonici
Un bel gioco dura poco
- “Un bel gioco dura poco. Detto proverbiale che se riferito al calcio, mi sembra assai banale”. Gino Patroni, fine anni 80’. E si era già visto di tutto nel calcio, e tantissimo anche dalle nostre parti, dove, scrisse Alfredo Botti, i tifosi del Picco “cercano sempre dove sta di casa la sfortuna per potergliene dire finalmente due in faccia”. Talmente tante ne erano passate che si era vista anche nel calcio una partita con quattro autoreti tutte nella stessa porta. 29 gennaio 1961, San Siro, Inter-Catania nella nebbia e con la neve che borda il perimetro. Erano sembrati un po’ comici, anzi un po’ dopolavoristici quelli della Trinacria, tanto che HH li aveva anche un po’ apostrofati . “Jugador da comodino, dove le mujeres pongono gioielli prima di rifugiarsi tra le coltri”. Poi, un pochino più precisamente “una massa di postelegrafonici”. La partita era stata in effetti una scorribanda quasi comica; perché dopo ,l’iniziale rete di Morbello, ala sinistra, era partita la sfida a che ne metteva di pià nella sua buca. Giavara prima di testa poi di schiena, poi Grani di piatto, fino a Corti di testa. 5 pere sotto la Madonnina e qualche sfottò di troppo. Attesero una vita quelli di Catania, fino al 4 giugno dello stesso anno, ma vendicarono la storia:”Non dimentichero’ mai quel gol. Non solo perché l’ho segnato all’Inter, ma perché è servito a consegnare lo scudetto alla mia Juventus. Già, sono sempre stato tifoso bianconero, anche se non ho avuto la soddisfazione di indossare la maglia bianconera nella mia carriera di calciatore”. Mario Castellazzi parla dritto per la strada:”Di quel giorno conservo nitido ogni ricordo, anche se è passato tanto tempo. Era il campionato 1960-61, ultima giornata, Catania-Inter. All’andata avevamo perso 5-0 con quattro autoreti: roba da guinness dei primati, lo so. Dopo la partita, Helenio Herrera disse che sembravamo un gruppo di postelegrafonici più che una società di calcio. Non ne fummo contenti. Oltre tutto, il Catania era appena stato promosso in serie A e stava disputando una stagione formidabile. non a caso conclusa all’ottavo posto. Il nostro allenatore, Carmelo Di Bella, uno tosto che se le legava, ritagliò l’articolo del giornale in cui erano riportate le dichiarazioni di Herrera e lo appese nello spogliatoio. Prima di ogni incontro ce lo ricordava e noi lo toccavamo come un santino. Quando l’Inter scese in Sicilia nel ritorno avevamo una voglia enorme di vendicare la sconfitta ma ancor di più l’affronto del loro tecnico. Ci riuscimmo: 2-0 con una rete mia, più un’altra annullata. A rendere ancora più esaltante quell’impresa ci fu il fatto che la Juventus scavalcò l’Inter e festeggiò lo scudetto e siccome in quel Catania eravamo in molti a tifare bianconero festeggiammo pure noi. La cosa curiosa è che in tanti anni non sono mai riuscito a sconfiggere la Juventus: anzi, ho preso un sacco di gol e un sacco di botte”
Sabato 27 ottobre 2007 alle 20:00:29
ARMANDO NAPOLETANO
© RIPRODUZIONE RISERVATA