Alberto Bianchi, lo stopper in Opel Corsa
mica tutte son veline
- Viale Italia, Via Carducci, strade solitamente abbastanza trafficate durante la settimana, figuriamoci in un freddo tardo pomeriggio pre natalizio e post calcistico, nel quale le auto di chi defluisce dal Picco e di chi affolla negozi e centri commerciali si mescolano in un unico serpentone che costeggia il mare e confluisce nel raccordo che porta fuori città. Tra un semaforo e l’altro, i “vicini” di auto cambiano rapidamente e mentre si continua a disquisire della partita appena conclusa, ecco avvicinarsi un Suv che inevitabilmente desta interesse per mole e marchio, quello della casa automobilistica che campeggia anche sulle maglie degli aquilotti. Curioso e doveroso un sguardo all’interno nel quale si distingue la figura elegante e sorridente di una Cappellutti che al cellulare probabilmente starà raccontando del pomeriggio finalmente all’insegna della serenità dopo una settimana non certo facile. L’auto rapidamente si allontana lasciando lo spazio dietro di sé ad un'altra dal volume e dall’irruenza decisamente inferiori, un Opel Corsa discreta e anonima come molte altre nel traffico. La conversazione verte ancora, e non potrebbe essere altrimenti, sulla splendida prestazione di Guidetti e compagni, ma l’auto a fianco, stampo tedesco e targa Imperia attira l’attenzione per l’allegria degli occupanti ma soprattutto per l’inconfondibile profilo del suo autista: Alberto Bianchi. Lo stereotipo del triangolo calciatore – velina – auto di lusso è ormai di uso comune e invece l’imprescindibile difensore di Soda stupisce come è abituato a fare da parecchio tempo in campo dove settimana dopo settimana è sempre fra i protagonisti più positivi e fuori, sorridente assieme alla famiglia alla guida della sua auto non certo da protagonista della serie cadetta. Pensi a Bianchi in B con la Corsa, pensi alla sua prestazione perfetta contro gli attaccanti del Messina e non puoi che tornare a casa con un sorriso ancora più convinto.
Domenica 16 dicembre 2007 alle 21:39:47
BENEDETTO MARCHESE
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