''Massimiliano, dacci una mano. Con la mente, il cuore e la pancia''.
Ecco un'altra testimonianza di quanto il capitano sia amato alla Spezia
- Nella mia “carriera” di tifoso di calcio, tre sono i momenti che mi resteranno impressi nella memoria per sempre: la corsa di Tardelli dopo il gol alla Germania nell’82, il gol di Baggio alla Cecoslovacchia ad Italia 90 e primo il gol di Guidetti al Genoa al Picco, l’anno della promozione in serie B.
Terzo minuto, cross di Ponzo, una sagoma velocissima in maglia bianca si incunea tra due difensori, stop di petto, sinistro a spiazzare il portiere, corsa sotto la curva ferrovia. Massimiliano Guidetti. Max.
In quegli istanti per poco non mi sono sentito male, tutto il sangue mi è affluito al cervello in una botta sola, mi è mancato totalmente il respiro e l’urlo di felicità mi si è strozzato in gola in un rantolo degno di un film di Dario Argento. Willy e Pietro, miei fedeli compagni di Picco, mi hanno sorretto per le braccia, affinché non piombassi come un sacco di patate nelle file sotto dei distinti, letteralmente. Ridevano come matti, per la gioia del gol e per la mia faccia da scemo invasato, con tanto d’occhi strabuzzanti (questo me l’hanno raccontato loro, dopo).
A pensarci bene, ogni volta che Max segna io mi emoziono in maniera particolare. Sarà perché realizza sempre gol spettacolari, d’estrema finezza tecnica e creatività, che se li facesse qualche suo collega più titolato (e pagato) di lui, finirebbero per intasare tutti i palinsesti delle trasmissioni sportive. Sarà perché Max, per noi tifosi spezzini, è un’autentica bandiera di questa squadra, un ragazzo serio, leale, che non ha mai tenuto comportamenti sopra le righe, ma anzi nei momenti più difficili ha dimostrato un impegno ed un attaccamento alla maglia veramente encomiabili, dotato di una simpatia immediata e di bontà d’animo. Non ho mai avuto il piacere di conoscerlo di persona, ma so che è così. Tutti noi a Spezia lo sappiamo. E gli vogliamo bene.
Ma non sono solo questi i motivi del mio affetto e della mia ammirazione per Max. Per me c’è dell’altro. Massimiliano Guidetti è uno dei quei rari giocatori che nobilitano il gioco del calcio, che lo rendono davvero lo sport più bello del mondo. Come Roberto Baggio, mi si perdoni il paragone che a qualcuno sembrerà esagerato ed irriverente. Per me è così. Sono dotati di un tocco particolare, di una magia quasi innaturale, viaggiano ad una velocità, ad un altitudine diverse rispetto agli altri giocatori, ma al contempo sono irriducibilmente umani, principi e proletari al tempo stesso. Solo sensazioni, che si percepiscono più con il cuore e la pancia che con la testa, ma sensazioni vere, reali per un malato di calcio come me.
Leggo in questi giorni su CDS e sulle cronache locali che si sta materializzando la bruttissima eventualità che Max se ne vada da La Spezia, dallo Spezia. Non voglio addentrarmi nella questione dei suoi rapporti con la società, del contratto non rinnovato, della dura legge del mercato del calcio, delle immancabili polemiche che terranno banco per settimane e cosi via. Non ne ho le competenze ed in fondo non mi interessa.
Spero solo che Max resti. Davvero. Che una volta tanto questa città non perda uno dei suoi talenti, come troppo spesso accade in tanti altri ambiti non sportivi.
Spero di scandire ancora il suo nome, in coro con tutti gli altri tifosi al Picco, dopo un suo gol per tantissime altre volte nei prossimi anni, sino a quando Max deciderà di smettere di giocare al calcio. Spero proprio che termini la sua carriera, che gli auguro lunghissima, nello Spezia.
Se queste mie speranze non si avvereranno, continuerò lo stesso ad andare allo stadio, a seguire lo Spezia. Certo, sarà molto triste non sentire il suo nome recitato dallo speaker durante l’elenco delle formazioni, non vederlo entrare il campo e rivolgere un saluto lieve ed un sorriso alla curva ed agli altri settori dello stadio, non provare più l’emozione di un suo scatto fra tre o quattro difensori inebetiti, di un suo pallonetto morbido a scavalcare il portiere o una sua stoccata nell’angolo o sotto la traversa. Magari ci sarà qualche altro attaccante molto bravo, forse anche più bravo, che ci farà sognare, vincere, gioire, ma nessun altro sarà come lui. Nessun altro potrà sostituirlo nelle nostre menti, nei nostri cuori e nelle nostre pance.
Dai Max, resta a Spezia, dacci ancora una mano.
Marco Ursano
Venerdì 19 ottobre 2007 alle 13:11:47