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Il Cielo sopra la Spezia. Le stelle che danzano nel deserto

- Sono belli ed hanno gli occhi vivi. Gli occhi della giovinezza, senza traccia di disincanti, e quelli profondi, segnati di chi ha posato lo sguardo sui giorni e le notti dei deserti dell’Africa. Sono Anna Venegoni e Fabrizio Dragoni, di Varese, spezzini di adozione, nemmeno trent’anni. Fabrizio viaggia nel deserto da quando era bambino. Ha perso il conto di quante volte c’è stato. Anna da un po’ di meno, ha iniziato conoscendo Fabrizio, e i due amori si sono intrecciati, indissolubilmente. Quello per il suo uomo e quello per il deserto.
Il rapporto che c’è tra loro, un misto di complicità, tenerezza, storie sedimentate, voglia d’avventura e novità, sembra un’aura solida, scolpita nell’aria, quasi la puoi toccare. Un amore tenuto assieme, oltre che da loro stessi, da un’immensità condivisa, da un luogo dove non c’è niente e c’è tutto. Una “carta bianca” dove puoi scoprire te stesso. E’ così che raccontano l'essenza del deserto del Sahara.

Anna e Fabrizio hanno fondato un’associazione senza scopo di lucro, “il cammello a 3 gobbe” (3 in numero, ci tengono). Nata nel 1994, dopo innumerevoli viaggi nei deserti di Tunisia, Algeria, Libia. Associazione che come obiettivo ha vivere il deserto, e condividerlo. Organizzano viaggi che costano ai partecipanti solo la quota per coprire le spese. Nient’altro che questo. Anna e Fabrizio non ci vogliono guadagnare, regalano la loro passione e la loro conoscenza gratuitamente. In questo modo, i loro viaggi non seguono le rotte turistiche, ma assumono il senso di vere e proprie spedizioni, senza alcun scopo di business.

Sono organizzatori esperti, di loro ci si può fidare: sanno come si guida un fuoristrada su piste di sassi e dune, come gestire acqua, sabbia, sole e fatica. Come coordinare un gruppo e garantire la sicurezza della carovana. Come confrontarsi con le guide locali, là dove sono imposte dai regimi che pretendono di governare il deserto ed i suoi popoli. Come leggere il GPS ed usare il satellitare. Quali e quanti viveri portare. Perché con il deserto non si può scherzare, è come il mare.

“Alle nostre spedizioni può partecipare chiunque, basta possedere spirito di adattamento e di gruppo. Non sono viaggi estremi, e sono organizzati in tutta sicurezza. In genere tendiamo a privilegiare il periodo della vacanze di Natale, perché le temperature nel Sahara sono migliori e perché la gente può prendere le ferie con più facilità. Imbarchiamo i fuoristrada a Genova e arriviamo nei luoghi prescelti. Quest’anno eviteremo il deserto libico e ci dispiace, perché è un posto fantastico, però vogliamo dare un segnale contro la politica dei respingimenti dei migranti e la loro detenzione in quelli che sono autentici lager nel deserto.”

Nonostante la sua passione per il fuoristrada, Fabrizio è costretto ad ammettere che il modo migliore per attraversare il deserto è camminare. E’ il più facile e sicuro, e quello che consente di cogliere al meglio la dimensione dello spazio e del tempo presente in quei luoghi sconfinati, così dilatata e compressa, vicina al ritmo del battito di un cuore umano.
Lo ha capito da subito sua madre, Bruna Panella, che da molti anni organizza trekking, con itinerari che comprendono anche zone del Ciad, del Niger e del Mali. Bruna è una musicista ed ha pensato di organizzare un primo concerto nel deserto in Tunisia, alle pendici del monte Timbain, coinvolgendo il violoncellista Mario Brunello, che di solito è protagonista di percorsi di trekking più concerto nelle Dolomiti. Un’iniziativa seguita da altre, con i componenti delle spedizioni a fare da pubblico.

Un modo di vivere il deserto anche attraverso l’arte. Una passione ripresa da Anna, che nel deserto ha scoperto la danza orientale, di tradizione beduina. Un rito della creazione, della fertilità. La danza come pura improvvisazione, nella comunione con la natura. Ed anche l’osservazione delle stelle, nell’incredibile notte del deserto in cui il firmamento sembra che ti possa cadere addosso da un momento all’altro. Anna ha coinvolto un gruppo di astrofili, creando così la proposta di una nuova carovana formata da musicisti, danzatori ed osservatori delle stelle. Si chiamerà “le stelle danzano” e partirà dall’Italia il 5 novembre prossimo.

Ci salutiamo dopo più di un’ora di conversazione, trascorsa in un lampo. Ci ripromettiamo di rivederci, di parlare ancora di deserti. Spero invece di fare anche di più, di riuscire ad aggregarmi ad una delle loro prossime spedizioni. Perchè, hanno ragione loro, quando hai la fortuna di avere visto, vissuto il deserto, il desiderio di ripercorrere quelle emozioni è irriducibile. Non trascorre giorno in cui nella mia mente non transiti almeno una micro memoria di impronte sulla sabbia, silenzi dell’anima e cieli infiniti d’Africa. E non vedo l’ora di ritornare.

Per info:
http://www.ilcammelloa3gobbe.it/
Domenica 20 settembre 2009 alle 10:00:00
MARCO URSANO
© RIPRODUZIONE RISERVATA




























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