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La prima della classe

di Chiara Bodrato

La prima della classe

- Quasi ogni giorno, entrando a MARIPERMAN incontravo il colonnello Remi, era molto socievole e salutava per primo, non così sua moglie, la signora Teresita che squadrava tutti dall’alto al basso e, a mala pena, rispondeva al saluto.
I Remi avevano una sola figlia, biondissima e con gli occhi celesti. Non faceva un passo senza sua madre e non si incontrava mai alle feste.
L’unico posto in cui si poteva vedere era, in estate, ai bagni di Maralunga. La mia collega Yvette sapeva tutto di tutti, sembrava che vivesse per sapere i fatti degli altri. Un giorno
arrivò in ufficio agitatissima; sembrava che il mondo le fosse caduto addosso.
“Che cosa ti è successo?” le chiesi.
“Una cosa splendida! Ma, come posso dire, la cosa più bella del mondo!”
“Ti sei fidanzata con Adriano?”
“Non scherzare, lui non mi guarda neppure.”
“E allora che cos’è questa cosa splendida?”
“Sono stata invitata a pranzo dai Remi! Ma ci pensi?”
“Non mi sembra una cosa così fuori del comune. Un invito a pranzo...”
Non mi lasciò finire. “Da loro! Un invito da loro, loro che non invitano mai nessuno! E ora hanno invitato me!”
Yvette cominciò a preoccuparsi per cosa avrebbe dovuto indossare. E non la finiva più tanto che non riuscivo a fare il mio lavoro per i suoi continui discorsi.
Venne il giorno dell’invito. Yvette aveva preso vacanza perché doveva prepararsi per l’occasione. Devo confessare che ero curiosa e attendevo di rivedere Yvette che, senza che
le fosse stato chiesto, avrebbe raccontato tutto riguardo a quel pranzo così speciale.
“Sono persone di alto rango, i Remi” mi disse il giorno dopo senza neppure salutarmi.
“Non mi pare, le risposi. Mi sembrano villani rifatti.”
“Ecco, esci sempre con qualcosa di negativo!”
“Ma non faccio altro che constatare...”
“Solo come mi hanno ricevuta dà l’idea che sono gente di classe! Quella sala da pranzo, una meraviglia!”
“C’erano molti invitati?”
“No, io sola.”
“Grande onore per te.”
“Devo proprio dire di si. C’erano il colonnello, la signora e due camerieri, due marinai venuti dal circolo ufficiali.”
“Ma servivano proprio due camerieri?”
“Certamente che servono! Uno era dietro la sedia della signorina e le versava da bere ogni volta che lei vuotava il bicchiere. Lei non si muoveva. Era servita di tutto punto.
Pensa che lo stesso marinaio che la serviva a tavola l’accompagnava in auto al liceo e l’andava a riprendere.”
“Quale liceo frequenta?”
“Il liceo classico, naturalmente. La scuola dell’elite spezzina.”
“Suppongo che sia un genio questa studentessa!”
“Hai sfondato una porta aperta, è veramente eccezionale la ragazzina. Appena finito di mangiare, il cameriere le ha spostato la sedia e lei ci ha lasciato dicendo che andava
a studiare.”
“Cominciava presto! Neppure il tempo di digerire. A proposito, cosa hai mangiato di speciale?”
“Riso al burro servito in piatti di fine porcellana con sottopiatto d’argento, arrosto di maiale con insalatina, dolce casalingo con un cioccolatino come guarnizione.”
“Che frana! Neppure uno spumante Ferrari?”
“No. Lo spumante lasciava a desiderare ma i bicchieri di cristallo erano bellissimi. Quando il cameriere inavvertitamente spostò il tovagliolo, con il quale teneva la bottiglia, vidi che era lo spumante da 4 euro del supermercato.”
“Si mangia meglio a casa mia! Mi guarderò bene da accettare inviti dai Remi!”
“Non ti inviterebbero mai, loro sono persone di classe.”
“Che vanno d’accordo con te! Per me è un onore non essere invitata da loro!”
“I Remi puntano alla perfezione e all’autoaffermazione. Tutto deve essere il massimo nella loro vita. La loro figlia è la prima della classe e guai se non la fosse.”
“La faranno studiare sodo.”
“Mi ha detto la signora Teresita che sua figlia studia, ogni giorno, dalle due a mezzanotte salvo l’intervallo della cena.”
“E così non frequenta nessuno, non ha amici...”
“Sua madre dice che gli amici non sono alla sua altezza. Tranne una, la figlia di un altro colonnello, anche lei prima della classe.”
“Quindi ha un’amica con cui vedersi e parlare.”
“La signora Teresita dice che durante l’anno scolastico si studia soltanto, poi, in estate a Maralunga, le due ragazzine possono vedersi.”
“Crescendo in questo modo... povera signorina Remi... non avrà la vita facile.”
“Cosa dici! Sono ricchissimi, hanno tutto al superlativo e poi la loro figlia è tanto bella! Troverà senz’altro uno stuolo di corteggiatori...”
“Mi pare piuttosto che farà fuggire il probabile stuolo di corteggiatori! E poi che abbiano tutto al superlativo... non lo so... il loro menù non è certo il massimo!”
“Basta che tu trovi da ridire!”
“Contenta tu, contenti tutti, Yvette. Di che cosa avete parlato? I Remi sono persone di cultura?”
“Cultura? Ma non c’è bisogno di parlarne... abbiamo parlato di moda e di programmi televisivi, delle ultime fiction, come si dice oggi.”
“E non di teatro, di musica classica?”
“No. E poi a me quella roba non interessa.”
“Ti inviteranno ancora i Remi?”
“Penso di si. E io sarò lusingata di accettare il loro invito.”
“Cosa ti fa essere sicura che ripeteranno l’invito?”
“Di questo non ho dubbi. Mi hanno chiesto di comprare per loro una certa quantità di alimentari al magazzino all’ingrosso dove si serve mio padre per il suo negozio.”
“La signora Teresita ti avrà detto che sia il prezzo che la qualità è migliore della merce che si trova nei comuni mercati...”
“È la verità. Dovrò convincere mio padre. E poi la signora Teresita ha detto che mi onoreranno di una loro visita e si fermeranno a mangiare un boccone a cena!”
“Come sono democratici! Persone come loro andare a mangiare un boccone in casa d’altri! Scommetto che ti chiederanno ostriche e champagne!”
“Non credo, hanno gusti semplici, come le persone grandi.”
Due settimane dopo Yvette aveva un diavolo per capello.
I Remi erano andati a casa sua ed avevano fatto come se fossero stati a casa loro.
Non si erano portati i due camerieri, c’erano Yvette e sua madre a servirli.
“Signora Marsici,” aveva detto la signora Teresita alla madre di Yvette “Non è il caso che vi disturbiate, siamo venuti per stare in vostra compagnia. Per mia figlia faccia preparare
una bistecca al sangue con due o tre contorni, per noi basta l’agnello arrosto con patate. Ci serva vino rosso del Piemonte annata 2009. Se ci fossero dei ravioli li gradiremmo
come primo.”
La signora Marsici non aveva nascosto il fatto che era fortemente indispettita.
“Signora, ha sbagliato indirizzo. Qui non ci sono altro che io a fare la cuoca e la cameriera e quello che lei ha ordinato non è disponibile. Di fronte a casa nostra ci sono tre ristoranti, scelga quello che vuole e vada là.”
La signora Teresita si alzò e con le braccia aperte si diresse verso la padrona di casa, aveva un bel sorriso sulle labbra.
“Non mi guardi così male, signora. Mi abbracci. Noi siamo gente semplice, qualsiasi cosa andrà bene per cena.”
“E li avete invitati di nuovo dopo una simile serata?”
“Ce ne siamo guardati bene, mio padre ha detto che se si ripresentano li fa volare già dalle scale!”

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