Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Dicembre - ore 22.18

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

I piani di sopra

di Roberto Baldelli

I piani di sopra

- Carlo stava per inserire la chiave nella serratura della porta del proprio appartamento, al terzo piano dell’anonimo palazzo di dodici piani nel quale abitava da ormai dieci anni.
Guardò la rampa di scale che portava ai piani superiori: non era mai salito oltre e, degli altri condomini, non conosceva che il cognome scritto sulla tabella del citofono e delle cassette delle lettere. Si rimise in tasca le chiavi e, con passo lento, salì. Percorse diverse rampe di scale, salendo quattro o cinque piani, quando, improvvisamente, la luce si spense. Decise di continuare fino al piano superiore, dove avrebbe trovato l’interruttore per illuminare di nuovo il vano scale. Il buio, stranamente, era talmente fitto che non riusciva a vedere assolutamente nulla, procedeva dunque a tastoni aiutandosi col corrimano e strisciando i piedi. La rampa terminò e si mise ad ispezionare il muro alla vana ricerca dell’interruttore.
Il muro era perfettamente liscio: non c’erano nemmeno porte o finestre. Continuò per molti metri ad avanzare scorrendo il muro con le mani e, con vago senso di smarrimento, si accorse che il pianerottolo avrebbe dovuto essere finito da un pezzo: era entrato evidentemente in una specie di corridoio del quale ignorava l’esistenza. Il silenzio assoluto mutò lo smarrimento in angoscia. Tentò di tornare sui suoi passi, ma il corridoio sembrava interminabile in entrambi i sensi e non fu capace di ritrovare le scale.
Fu invece in grado di toccare la parete opposta del corridoio, che risultava essere largo circa un paio di metri. Aveva percorso parecchia strada, avanzando nel buio assoluto, quando si accorse che, in lontananza, un fascio di luce filtrava da sotto una porta chiusa. Si diresse verso quel punto e, tastando il muro per mantenere la direzione, trovò altre porte. Bussò, ma non ottenne risposta. Giunto alla porta dalla quale filtrava la luce, si appoggiò ad essa e si accorse che era socchiusa, cosicché la spinse ed entrò. Davanti a se vide un unico ambiente, piccolo, male arredato, pieno di fumo. Attorno ad un tavolo erano seduti quattro uomini, due dei quali con la sigaretta in bocca, che si voltarono verso di lui senza proferire parola. Lo fissarono per alcuni istanti con sguardo freddo ed indifferente, lui tentò di dire qualcosa, ma, ignorandolo, il più grosso dei quattro si rivolse agli altri in una lingua incomprensibile. Poi si alzò, aprì un cassetto ed estrasse un grosso coltello da cucina dalla lama sudicia, dirigendosi deciso ed impassibile verso di lui. Carlo si precipitò fuori dalla stanza, chiuse la porta alle sue spalle e fuggì annaspando contro al muro del corridoio, che era ripiombato nella totale oscurità.
Quando le sue mani incontravano il legno di una porta, bussava gridando aiuto, ormai in preda al panico, ma nessuno rispondeva. Sembrava che gli unici abitanti di quella parte sconosciuta del palazzo fossero quegli orribili individui radunati nella stanza fumosa. Sempre rasentando il muro, finalmente individuò quella che poteva essere una rampa di scale che scendeva: provò a tastare col piede e, gradino dopo gradino, si ritrovò al piano di sotto. Scese così alcuni piani e, poco a poco, il buio incominciò a dissolversi, anche se la luce mancava sempre.
C’erano infatti delle finestre coi vetri opacizzati dalle quali filtrava debolmente la luce dei lampioni stradali: con immensa gioia riconobbe la scala ed i pianerottoli che aveva percorso salendo, all’inizio di quella angosciante avventura; accelerò il passo e presto giunse davanti alla porta del suo appartamento. Qui però lo accolse un’inquietante sorpresa: l’uscio era socchiuso e, dall’interno, filtrava luce. Entrò e quello che vide lo sconvolse: tutti i suoi mobili erano scomparsi, tranne un vecchio tavolino al quale era stata rotta una gamba. Sulle pareti, spoglie, i segni dei quadri che prima vi erano collocati. In cucina, in un angolo, un uomo seduto a terra mangiava un pollo crudo, tagliandone pezzi con un coltello simile a quello con cui poco prima era stato minacciato. Carlo trovò la forza di uscire e bussare ai vicini: aprì una donna che non aveva mai visto prima e che, dopo un’occhiata infastidita, gli richiuse la porta in faccia.
La stessa scena si ripeté con gli inquilini dei piani di sotto: gente sconosciuta che non voleva o non poteva ascoltarlo. Il rumore intanto aveva indotto molti condomini dei piani sottostanti ad uscire dai propri appartamenti per verificare cosa stesse accadendo: parlando la stessa lingua incomprensibile del pazzo che prima voleva ucciderlo, salivano le scale minacciosi verso di lui. Carlo fu costretto ad imboccare l’unica via di fuga possibile e si mise a correre salendo le scale, verso il buio dal quale poco prima era fuggito. Non fu in grado di stabilire di quanti piani fosse salito, ma infilò un corridoio simile a quello già percorso. Credendo di conoscere la strada, procedeva spedito, tenendo appena una mano appoggiata al muro: non sapeva neanche lui dove sperasse di arrivare. Ad un tratto, la mano non trovò più il muro, ma non fece in tempo a fermarsi: anche il piede perse l’appoggio del pavimento e, mandando un grido, iniziò a cadere nel buio, aspettando terrorizzato l’impatto fatale. E l’impatto arrivò, quando era ormai rassegnato a dover subire l’eterna angoscia di quell’attesa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure