Rifondazione Comunista Portovenere: "A Viareggio la tragedia, e a Panigaglia?"
Golfo dei poeti. "A Viareggio deraglia un treno merci, una cisterna di GPL da 30 metri cubi si danneggia, fuoriesce il gas, e con un fortuito innesco involontario si incendiano 7.500 metri cubi di gas (Il GPL si espande per circa 250 volte il suo volume). Uno scoppio infernale e le fiamme invadono un intero quartiere distruggendolo ed uccidendo, ad oggi, 18 persone.
La mancata sicurezza nel trasporto di un carro cisterna carico di GPL ci pone il pressante quesito: cosa succederebbe alla mancata sicurezza di una gigantesca nave gasiera e a tutte le tubazioni collegate in caso di incidente, e ancora cosa succederebbe alla “Snam” di Panigaglia?
Il metano rigassificandosi si espande per circa 600 volte il suo volume, per cui nell'ipotesi di una sciagura simile alla “Snam” di Panigaglia dovremmo moltiplicare i 100.000 metri cubi presenti nei serbatoi per 600 volte, il che significherebbe la formazione di una nube di circa 60 milioni di metri cubi di gas, che possono esplodere con un banale innesco come una sigaretta. Se accadesse un incidente (collisione, incagliamento, ecc) alla nave che rifornisce l’impianto quando essa è in rada o al pontile, dovremmo moltiplicare i 70.000 metri cubi presenti nelle cisterne per 600 volte, il che vorrebbe dire all’incirca 42 milioni di metri cubi di gas. Per scatenare l'inferno a Viareggio sono bastati 7.500 metri cubi di gas, cosa causerebbero i 60.000.000 di metri cubi di gas di Panigaglia o i 42.000.000 di metri cubi di gas di una nave gasiera? Ora pensiamo alle quantità previste nella proposta progettuale di “raddoppio” del rigasssificatore, si passerà dai serbatoi da 100.000 metri cubi a quelli da 240.000, si passerà dalle navi da 70.000 a quella da 140.000 metri cubi lo scenario sarà quindi di 144.000.000 di metri cubi di gas per la "Nuova Panigaglia" e di 84.000.000 di metri cubi di gas per le supergasiere.
Facendo una grossolona proporzione, in caso di eventi catastrofici, gli effetti potranno essere compresi fra le 5.000 e le 20.000 volte di quelli avvenuti a Viareggio. Saranno pronti a dirci che non succederà mai nulla, che questo è solo allarmismo, ma il fatto è che viviamo, lavoriamo, dormiamo vicino ad un impianto che risponde alla direttiva "Seveso" e sul quale occorrono garanzie per tutelare l’incolumità delle comunità più vicine all’impianto e di tutto il, golfo. Solo dopo, arriverà come sempre un Berlusconi di turno, che penserà a sistemare tutto da solo, sotterrerà i morti, monterà le tende, ricostruirà le case, darà lavoro a tutti. Per questo siamo contrari all’ubicazione di un simile impianto in mezzo alla città, in mezzo al golfo, per questo ci battiamo contro il “raddoppio” del rigassificatore di Panigaglia. Ciò che è avvenuto a Viareggio, purtroppo, non è un film, è la triste realtà causata dalla strafottenza di chi continua a dire che non ci sono problemi di sicurezza, di chi continua a dire di stare tranquilli, che tanto non è mai successo niente.
Esprimiamo il nostro più vivo cordoglio per le vittime di questa ennesima strage; al contempo però, vogliamo interrogarci sul nostro futuro, sul futuro della nostra città, non nell'interesse di una multinazionale, ma nell’interesse della comunità.
Circolo PRC “Lucio Mori” – Porto Venere
www.rifondazionecomunistalaspezia.it