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Grieco (Pdl): "Le proposte per la lotta al dissesto idrogeologico"

Grieco (Pdl): "Le proposte per la lotta al dissesto idrogeologico"

Golfo dei Poeti - Il capogruppo consigliare del Pdl di Lerici Giorgio Greco, scrive una lettera aperta ai cittadini del suo comune in merito al dissesto idrogeologico, patito nel territorio e che ha creato forti danni e disagi sulla popolazione.

Il testo della lettera

La vera novità positiva, che rilanciamo sul piano della proposta, il vero investimento vantaggioso, sempre più condiviso, e che mai è stata attuato, è il tema della messa in sicurezza del territorio comunale, perno della politica ambientale del fare. Ciò può rappresentare la chiave del successo prossimo e futuro dei nostri luoghi. In un territorio fragile e delicato come il nostro, potremo trarne profitto, sia in termini di maggior valore dei beni singoli e della bellezza d’insieme, sia in termini di maggior cura e promozione del nostro patrimonio principale, il nostro territorio appunto. E’ soprattutto, quindi, un investimento conveniente per tutti noi, l’asset strategico fondamentale su cui far ruotare la prossima Lerici. È ad un "nuovo sistema in armonia", cui ogni progettazione dell'ambiente costruito deve tendere, che dobbiamo guardare: deve vincere una nuova sensibilità di cura e protezione dell'ambiente, sia quello naturale che quello costruito, con messa in sicurezza capillare e progetti specifici di restauro territoriale, portandoli ad effetto. Evitare di abbandonare i territori, profittare in tema di crescita economica potenziale con riconversioni, riutilizzi, premialità ed incentivazioni per allargamenti e realizzazioni sempre coerenti con tale spirito. Tutto ciò merita di essere incoraggiato, ed ovviamente questa idea deve saldarsi con contestuali politiche di rilancio economico e di promozione. Piaccia o no, in termini di interessi personali od in termini di bene comune, questa è la nuova strada da battere. Dopo l’eccesso di cemento di Fresco e Saia si è attivato un processo irreversibile. Proprio perché è questa la nuova meta per Lerici si capisce facilmente, come, all’opposto, di Fresco e Saia si ricorda invece l’assenza di prevenzione nelle azioni a difesa del dissesto idrogeologico, l’assenza di regimazione delle acque, l’eccesso di cemento irresponsabile, la riproposizione di progetti sbagliati in zone pericolose e ad alto rischio e ciò ci ha portato ad affermare che il P.U.C. attuale possa definirisi “franato” inesorabilmente. Torniamo all’oggi. Intorno alle frane vi è una forte policausalità. Ogni frana va trattata a sé perché la sua diagnosi esatta consiste nel ricercare le cause, è uno sprovveduto chi crede che avvengano per il fato. Veniamo in maniera specifica a ciò che doveva essere fatto e non è stato fatto. Tra i sintomi principali che consentono di accertare i movimenti franosi, al loro inizio, vi è l’inclinazione delle piante, degli alberi. All’Eco del Mare, sulla “Lama”, quante centinaia di piante erano inclinate? Caro sindaco, ti rivolgiamo alcune domande: in tema di emergenza ti sei dato da fare, ed è il dovere minimo necessario che compete al primo cittadino, ma quanto, sempre come primo cittadino, sei responsabile per le gravi mancanze dimostrate visto che tutte le piante erano molto inclinate ? Il disastro era annunciato e sotto gli occhi di tutti ? Questo è il punto e serve per capire, passando dalle emergenze alle responsabilità, quanto sia importante l’uomo, quanto sia importante chi governa un territorio e soprattutto come lo governa. Ora, noi che abbiamo la responsabilità del maggior partito di governo a livello nazionale, il PDL, siamo interpellati come forza di governo responsabile e di buon senso e lo stiamo facendo senza indugi. Nel momento dell’emergenza vige il darsi da fare senza distinguo ma così non deve essere quando emergono le responsabilità e la necessità di evitare nuovi errori imboccando nuove strade. Dalle stesse prove attraverso cui è passato l’ultimo mese della nostra popolazione, prima fra tutti quella di Tellaro, posso dire che risulta confermato un principio che è caro alla fede cristiana: “le tribolazioni non solo non distruggono la speranza, ma ne sono il fondamento”. Fermiamoci a meditare sulla realtà del tempo, non per rassegnarci ma per valorizzare appieno il nostro territorio.

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