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Via il red carpet da San Pietro, l'opposizione in Regione esulta

Lo ha deciso la Soprintendenza. Paita: "Controlleremo le spese", Salvatore: "Sforbiciato l'ego di Toti".

Via il red carpet da San Pietro, l´opposizione in Regione esulta

Golfo dei Poeti - Il red carpet non deve essere posato sui monumenti storici e comunque sempre con il nastro adesivo e non inchiodato per non lasciare traccia una volta rimosso. Sono le prescrizioni che la Soprintendenza per la Belle Arti della Liguria ha chiesto di applicare alla Regione Liguria, con un effetto immediato: la rossa passeggiata deve lasciare da subito Piazza San Pietro a Porto Venere. Una decisione che fa esultare l'opposizione in Regione Liguria.
"Dispiace anche a noi dover sempre parlare di red carpet quando i problemi della Liguria sono altri, ma essendo l’unica cosa che fa Toti siamo costretti a tornarci sopra. Oggi la Soprintendenza, insultata recentemente dal governatore, ha tagliato alcuni di questi tappeti, eliminandoli dai monumenti storici e confermando che, con questa storia, la Regione sta indubbiamente esagerando. La cosa comica è il comunicato di Toti che da una parte considera un successo il fatto che gliene abbiano tagliati solo alcuni e dall’altra scarica la responsabilità sui Comuni. Rimane il fatto che noi stiamo controllando ogni singola spesa relativa a questa vicenda e quindi andremo avanti nella nostra operazione trasparenza", commentano Raffaella Paita e Giovanni Lunardon del Partito Democratico.
"Nei giorni in cui viene impugnata dal Governo la quinta legge da inizio legislatura, Toti si ritrova a fare i conti con una nuova bocciatura. E, una volta messo con le spalle al muro dalla sua stessa presunzione, il governatore non trova niente di meglio da fare che scaricare tutte le responsabilità sui comuni per un progetto che è sempre stata la sua personale ossessione, ai limiti della megalomania. Oggi non viene sforbiciato e accorciato solo un tappeto ma anche l’ego ipertrofico di Toti e la sua arroganza di credere di poter fare e disfare a suo piacimento, in barba alle regole e norme. Quello che doveva essere un biglietto da visita della Liguria nel mondo si rivela un clamoroso boomerang per il suo ideatore e, in generale, per un’intera politica fatta di poche idee, molti hashtag e tanto fumo", rincarano Alice Salvatore e Fabio Tosi del Movimento Cinque Stelle.

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