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Toninelli da Falconara: "Il governo durerà. Ci vogliono abbattere"

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti ospite della festa provinciale del Movimento cinque stelle.

"Prima comandavano le lobby"
Toninelli da Falconara: "Il governo durerà. Ci vogliono abbattere"

Golfo dei Poeti - Dopo il passaggio pomeridiano del vice premier Luigi Di Maio, stasera la festa spezzina del Movimento cinque stelle, organizzata come di consueto al Parco di Falconara di Lerici, ha accolto il Ministro di infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, che con un breve intervento ha inaugurato il dibattito del dopocena, prima di salutare il nutrito pubblico della rassegna grillina. Sul palco assieme a Tiziana Beghin (capogruppo pentastellata a Strasburgo), Fabio Massimo Castaldo (vice presidente del Parlamento europeo), Carla Ruocco (presidente Commissione finanza della Camera) e Simone Valente (sottosegretario alla Presidenza del consiglio), Toninelli ha esordito con un raffronto tra il Ministero oggi e ieri: “Prima che arrivasse l'onesto, la mosca bianca, erano sempre i soliti a decidere, in rappresentanza degli interessi di quelli che tanti definiscono poteri forti – ha affermato –. Lobby e corporazioni gestivano i flussi di denaro e guidavano le decisioni – anni fa magari con le mazzette – relative alle nomine interne al Ministero. Situazioni che portano ad esempio ai non controlli, così che poi si abbiano tragedie come quella del Morandi. Prima del mio arrivo del Ministero si parlava poco, ora è tutto il contrario e ci addebitano blocchi di cantieri invece fermi da dieci anni. Questo perché stiamo lavorando bene e ci vogliono abbattere per far tornare tutto come prima. Abbiamo ereditato un Paese con una totale mancanza di cura per le infrastrutture. Il Morandi è caduto perché se ne fregavano di mantenerlo. Noi sulle manutenzioni abbiamo messo un sacco di soldi, partiranno centinaia di cantieri”.

Immancabile la riflessione sulle concessioni. “Prodi ha fatto un decreto che assegnava senza gara le concessioni autostradali, Berlusconi nel 2008 l'ha convertito in legge: un regalo ai privati che ha fruttato guadagni miliardari in cambio di finanziamenti per le campagne elettorali o dell'accoglienza di politici nei Cda delle società che ricevevano le concessioni o nei relativi studi legali. Noi abbiamo cambiato tutto: Benetton non può guadagnare un miliardo e 200 milioni l'anno dalle concessioni autostradali. Con il Decreto Genova abbiamo stabilito che, diversamente da prima, potranno ripercuotersi in tariffa solo gli investimenti davvero realizzati, non solo dichiarati. E se non li fai, c'è la penalità. Hanno fatto ricorso contro tutto, è nato un putiferio, ma le nostre leggi sono scritte bene. Questo è l'approccio che cerchiamo di applicare a tutto”. Una condotta che ha la sua sfumatura umarel: “Diversamente rispetto al passato, ora andiamo nei cantieri a controllare che procedano. Sono tutti capaci a leggere solo le relazioni. Adesso c'è il fiato sul collo e tutto è cambiato”.

E il governo? “Dureremo – ha tuonato Toninelli -, c'è la volontà di andare avanti, c'è la spinta della gente. Non è facile governare con una forza politica (la Lega, per chi leggesse da Urano, ndr) tanto diversa da noi, pensiamo a principi come trasparenza e finanziamento pubblico. Siamo diversi, ma non c'era alternativa ed è stato giusto assumersi responsabilità di governo. E se guardiamo a quanto abbiamo fatto in un solo anno... abolizione vitalizi parlamentari e pensiono d'oro dipendenti Camera e Senato, stiamo abolendo i vitalizi dei consiglieri regionali, abbiamo fatto il reddito di cittadinanza, abbiamo cominciato a smontare il Jobs Act. Tutto questo solo in un anno”.

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