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Sì all'alienazione a un passo da San Pietro, con 'diserzione' in maggioranza

Il consiglio comunale di Porto Venere approva l'inserimento nel piano di un terreno di 104 metri quadrati valutato 47mila euro. Si dissocia la Angelino. Dall'opposizione: "Sindaco immobiliarista".

In ottica ex Locanda
Sì all'alienazione a un passo da San Pietro, con 'diserzione' in maggioranza

Golfo dei Poeti - Ok all'inserimento nel piano delle alienazioni di uno spiazzo di 104 metri quadrati (destinazione terreno incolto, valore stimato da perizia in 47mila euro) adiacente la famosissima Piazza Spallanzani – ai più nota come Piazza San Pietro -, dall'imbocco di Via Colonna. Il nulla osta è arrivato dal consiglio comunale di ieri, sospinto dal voto favorevole della maggioranza eccezion fatta per il consigliere Giovanna Angelino, che ha votato in maniera contraria assieme all'opposizione. “Non è un luogo in cima a un monte, siamo nella piazza più bella del comune. Chi voterà sì a questa pratica resterà nella storia come chi ha venduto un pezzo di patrimonio dell'umanità. Lei, Cozzani, non è un sindaco ma un immobiliarista. Questa è una schifezza”, – ha lamentato in apertura di dibattito la consigliera Sacconi, protestando altresì “per l'inserimento della pratica solo quattro giorni prima del consiglio, come integrazione. Questo perché è stato necessario far rientrare gli scricchiolii di maggioranza”. Incarnati, come anticipato, dalla consigliera Angelino, la quale, osservato che “in un incontro con i consiglieri Sacconi e Saul Carassale e con l'assessore Di Pelino, quest'ultimo aveva detto che l'alienazione sarebbe stata discussa successivamente, solo una volta presentato il progetto per la ex Locanda San Pietro”, è entrata poi nel merito: “Il valore stimato dalla perizia, 47mila euro, è scioccante. Perizia che tra l'altro non include la Vic – Verifica di interesse culturale della Soprintendenza, non richiesta né esistente. Sono preoccupata in merito alla liceità di questa scelta nonché per il rischio di incorrere nel danno erariale, timori sostanziati anche dai colloqui che ho avuto con legali, architetti, un revisore dei conti, un magistrato e con l'architetto Leone della Soprintendenza. Alienare il luogo in questione è come alienare un vicoletto nei pressi di Piazza Navona o della Fontana di Trevi. Non mi renderò responsabile di un errore. Spericolato infine portare questa pratica in consiglio con urgenza, senza dare il tempo per approfondire, e mettendola in coda a tutti gli altri punti”.

Il capogruppo del centrosinistra Saul Carassale ha parlato di “una chiusura di un varco che ha un valore paesaggistico e fotografico, basti pensare cosa significhi sbucare da un dedalo di caruggi su Piazza San Pietro. Così si uccide una veduta. Vi invito ad avere prudenza e lungimiranza, fermando questa pratica e lavorando per trovare una soluzione – farlo è possibile, ragioniamoci - che rispetti sia l'interesse storico e urbanistico, sia quello volumetrico dell'albergatore”. Già, perché il discorso dell'alienazione prende le mosse dalle istanze e necessità della nuova proprietà dell'ex Locanda San Pietro. “Prosegue la svendita del territorio da parte di questa amministrazione – ha affermato l'altro Carassale, Fabio - nel segno di un concetto di valorizzazione inteso solo in senso economico e mai sociale o ambientale”. L'esponente del Pci ha segnalato altresì “l'inclusione, nel bene in questione, di un pezzo di strada pubblica perpendicolare a Via Colonna, cioè un tratt di Via Salita alla chiesa. Ma la perizia no la indica”, chiedendo infine il ritiro della pratica e il suo approfondimento. Medesima richiesta formulata una attimo dopo dal consigliere Talevi: “Si rischia di fare una cosa inutile e che ci rende antipatici a tutti i liguri e forse oltre”, ha sottolineato.

“Sì, è vero, passeremo alla storia – ha ribattuto il sindaco Matteo Cozzani ribaltando le 'accuse' espresse a inizio dibattito -, ma per aver pignorato, messo all'asta e trovato un acquirente per la Locanda San Pietro, dopo anni di lungaggini, disinteresse, burocrazia inutile e prese per il culo ai cittadini. Ora, nell'ambito della convenzione e del progetto (in corso di redazione, ndr) che saranno stilati per il recupero della ex Locanda, Via Colonna sarà comunque stravolta perché verrà abbassata di ottanta centimetri, e non è una decisione attuale, ma di sette anni fa (in merito Cozzani ha fatto un excursus risalendo al 2012, amministrazione Nardini, ndr). Via Colonna sarà sovrastata dal nuovo immobile dell'Hotel San Pietro, quindi riteniamo che quel frastaglio vada a perdere la sua valenza. È senz'altro una valutazione politica: forse non è il bene assoluto, ma è una decisione nel merito che chi ha ricevuto un mandato dai cittadini deve saper prendere, con l'obbiettivo di riaprire prima possibile l'ex San Pietro”. Il primo cittadino ha spiegato che nei cento metri quadrati e rotti verranno delle camere della futura struttura ricettiva, aggiungendo che “non viene interrotta Via Colonna, ma sarà ripristinato lo sbocco su Piazza San Pietro realizzando una nuova scaletta, come del resto avveniva prima della chiusura della Locanda. La Verifica di interesse culturale? Se servirà la faremo e se sarà rilevato l'interesse chiederemo l'autorizzazione all'alienazione secondo quanto consentito dalla norma, che appunto permette l'alienazione di beni vincolati, come abbiamo già fatto ad esempio con la scuola di Fezzano. E preciso: stasera non decidiamo l'automatica alienazione, ma inseriamo il frastaglio nel piano”. Poi il voto, con l'esito annunciato in apertura: minoranza contraria e maggioranza favorevole con la defezione della Angelino, che ha detto 'no' assieme agli esponenti del centrosinistra.

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