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Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Settembre - ore 23.56

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Pontili, le versioni dei candidati tra identità, dragaggio e sicurezza

L'associazione marinai 'interroga' Agnellini, Paoletti e Vara. Il sindaco uscente ironico: "Discriminazioni? Darò una barca a tutti". Il renziano: "Prima qualità del mare". Il Dem: "No pregiudizi, ma serve massima condivisione".

Verso il voto

Golfo dei Poeti - Dibattito a tema futuro della rada tra i candidati sindaco di Lerici, ospiti ieri pomeriggio dell'Anmi locale. “Il sistema misto pontili-gavitelli – ha esordito il primo cittadino uscente Leonardo Paoletti - è un soluzione condivisa, tant'è che era nel programma di tutti i candidati del 2015. Se ne parla da oltre vent'anni. Costituisce un'evoluzione naturale della realtà lericina, una riorganizzazione, rispetto all'attuale situazione disordinata, che prevede una riduzione dello specchio occupato dalle barche – da 66mila a 55mila metri quadrati – e che va a mettere in maggiore sicurezza i natanti più all'esterno. I pontili galleggianti in calcestruzzo potranno contare su servizi quali acqua, energia, guardiania, servizi igienici. Parliamo di una razionalizzazione che poggia su studi solidi e che accontenterà tutti, sia chi vorrà andare a pontile – ci sono tante richieste, ad esempio lo vuole il 70 per cento dei soci Anmi -, sia chi resterà a gavitello. Nessun posto barca in più, nessuna operazione commerciale per attrarre milanesi, come qualcuno va a dire in giro sapendo che non sarà così. Parliamo di nautica sociale, infatti non ci sarà nessuna gara”.

“Noi abbiamo un'idea diversa – ha replicato Giovanni Agnellini, candidato di Lerici sogna -, questo è un progetto calato dall'alto che si rifà a quanto delineato vent'anni fa, ma intanto è cambiato il mondo. Ad esempio, i pontili in calcestruzzo sono superati. Lascia perplessi poi che non si parli di dragaggio della rada. E in ballo c'è anche una questione di punti di vista: è chiaro che chiunque ha la barca vorrebbe il pontile, ma bisogna guardare il tema con gli occhi di tutti i cittadini e chiedersi complessivamente cosa vuole Lerici. Noi pensiamo che per prima cosa Lerici debba riavere il suo mare, un mare pulito: quindi prima pensare alla fognature, poi ai pontili. Ai quali non siamo contrari a prescindere, però giusto valutare varie possibilità, di certo se li facciamo servono soluzioni al passo coi tempi e servizi adeguati. Inoltre la diversificazione tra pontili e gavitelli, se pontili saranno, è una stupidaggine assoluta: non esiste chi vuole andare a pontile e chi no, esiste chi economicamente può permettersi di farlo e chi no. Quindi se saranno pontili, lo saranno per tutti, altrimenti si dividono i cittadini tra A e B”. Per Roberto Vara, candidato di Siamo il Golfo dei poeti, “c'è un problema di natura più complessiva, che riguarda l'insabbiamento della rada – e bisogna porselo prima di pensare a eventuali pontili, altrimenti fra qualche anno dai in concessione l'arenile, non i posti barca – e la qualità delle acque. Se riteniamo i pontili più importanti della qualità delle acque commettiamo un errore strategico”. In ogni caso quello dei pontili “è un tema sentito, se ne parla dai tempi di Tedoldi, e a Lerici non c'è una posizione uniforme. Su un tema così divisivo il sindaco avrebbe dovuto meglio informare i cittadini, anche su elementi tecnici. E vorrei sapere se sono stati preventivati eventuali costi per il dragaggio e per il rifacimento della scogliera e del pennello, costi che potrebbero gravare sui costi finali per gli utenti che scelgono il pontile. Rada disordinata? Non sono d'accordo, ha una sua logica, autorizzata da enti preposti. In ogni caso non mi sento di escludere i pontili, ma è necessario mantenere la tipicità ligure e affrontare il tema consultando la cittadinanza e cercando la via più condivisa possibile. Importante anche elaborare servizi e soluzioni per le barche in transito”. Il candidato ha inoltre proposto di alleggerire un po' la baia bloccando il turn over dei gavitelli (cioè: uno molla il posto senza che subentrino altri) e ha rilevato la necessità di un ulteriore studio meteomarino su onde e correnti oltre a quello esistente: “Da sindaco lo pretenderei”.

“Non è vero che non c'è stata condivisione – ha detto Paoletti -, il progetto è stato presentato nel corso di due assemblee pubbliche, ai presidenti delle catenarie, ai loro direttivi. E non è un progetto datato, l'esecutivo è del marzo 2020 e se non ci fosse stata la pandemia avremmo già fatto un'assemblea pubblica per illustrarlo. Discriminazioni? Sì – ha ironizzato -, allora mi prendo l'impegno a dotare tutti i lericini di una barca. I servizi per le barche in transito? Il progetto li prevede, mentre l'idea del turn over rischia di essere un abuso, ci sono liste d'attesa lunghissime per subentrare, impossibile immaginare di fare spazio in questo modo. L'insabbiamento? Non riguarda la zona dove il progetto prevede i pontili, ma quelle dello Shelley e del Lido”. A conclusione del confronto non sono mancate domande e considerazioni da parte del pubblico. Che poi fra poco più di una settimana nell'urna farà le sue riflessioni anche stando a quanto emerso in casa dei marinai.

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