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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Ottobre - ore 09.12

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Paoletti: "Park Serra? Sinistra ci ringrazi". Fiore: "Votarono nostra linea"

Il sindaco di Lerici su Facebook torna sull'annosa vicenda del parcheggio, e cita l'ex assessore, che attacca: "Sono schizofrenici o inadeguati?".

Paoletti: `Park Serra? Sinistra ci ringrazi`. Fiore: `Votarono nostra linea`

Golfo dei Poeti - "Il parcheggio della Serra è un'opera di cui il Partito Democratico e la Lista Golfo dei Poeti devono assumere la piena responsabilità politica, e ciò dalla data di sua programmazione a quella della conclusione dei lavori". Così il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, sulla sua pagina Facebook. "Il 2 agosto il Sindaco e l'Assessore ai lavori pubblici Marco Russo - ha proseguito hanno spiegato al Comitato di Frazione lo stato dell'arte del progetto e del cantiere. All'incontro erano presenti i componenti del gruppo consiliare Golfo dei Poeti che non hanno proferito parola. Dopo l'assemblea tenutasi l'11 agosto alla Serra dallo stesso Gruppo consiliare Golfo dei Poeti è necessario che le opposizioni dichiarino in Consiglio comunale la loro posizione rispetto all'opera. Li attendiamo con urgenza per capire quale è la loro posizione rispetto all'opera pubblica che è stata la punta di diamante delle loro amministrazioni e che l'attuale si è trovata a gestire da un punto di non ritorno, dovendo porre rimedio ai molteplici errori commessi dall'approvazione del progetto all'avvio dei lavori. Ricordiamo che stiamo parlando non di un progetto ma di un'opera pubblica cantierata fin dal 31 luglio 2014 dall'allora assessore ai lavori pubblici Michele Fiore. Opera il cui progetto esecutivo è stato approvato fin dal maggio 2012. Opera per la quale i promissari acquirenti dei box hanno già versato al Comune 344mila euro tra caparre ed acconti".

La versione del primo cittadino prosegue così: "Affidati i lavori dall'Assessore Fiore il 31 luglio 2014, gli stessi venivano subito sospesi perché la ditta riscontrava palesi e gravi errori progettuali, il mancato rispetto della normativa in materia di realizzazione delle rampe di accesso e delle strutture antincendio. Inoltre l'Amministrazione era incorsa in numerosi vizi di procedimento. Emergeva anche il mancato rispetto delle norme che disciplinano le distanze dalle proprietà vicine con riferimento al sistema di tiranti progettato. Non solo, l'amministrazione Caluri dava corso ad un giudizio per il quale l'amministrazione subiva una condanna al pagamento di spese legali per circa 20mila euro. Questa è in estrema sintesi la situazione trovata dall'Amministrazione Paoletti il 1° giugno 2015. Successivamente al 1° giugno 2015, sempre in estrema sintesi, all'esito di serrati confronti tra i vari tecnici coinvolti, l'Arch. Ferrarini, capo settore lavori pubblici, chiedeva all'ente di controllo Anac un parere circa la legittimità di una variante volta a sanare i conclamati errori progettuali. Nel mese di ottobre 2015 l'Ente di controllo rispondeva invitando il Comune a procedere con la variante e quindi con la realizzazione dell'opera evitando di arrecare danno al Comune stesso. Infatti, potendosi sanare gli errori commessi sotto le Amministrazioni Fresco e Caluri, l'input di Anac al Comune è stato quello di redigere la variante e completare l'opera già affidata alla ditta appaltatrice. Il danno conseguente alla mancata realizzazione dell'opera si quantificherebbe in non meno di 650mila euro. Si è quindi svolta una perizia per valutare la congruità del prezzo dei box anche rispetto al valore del terreno e una ulteriore perizia geologica incaricando il prof. Giani, ordinario di geotecnica delle terre al Politecnico di Torino. Il tecnico ritiene l'opera realizzabile sotto il profilo della stabilità del terreno evidenziando un problema di stabilità del muro di Piazza Santa Croce non interferente con l'esecuzione dell'opera".

La morale? "Ringrazino le opposizioni l'Amministrazione in carica del lavoro svolto nell'interesse della comunità - afferma Paoletti - e chiariscano in consiglio le attuali titubanze evitando di dare voce a noti polemisti senza costrutto. Ovviamente la Corte dei Conti riceverà una puntuale relazione del loro operato e ne trarrà le dovute conclusioni. Attendiamo, quindi, fiduciosi la presentazione della mozione consiliare da parte del Gruppo Golfo dei Poeti, ma anche da parte di Sel che condivide la paternità del progetto".

Parole forti, quelle del primo cittadino, alle quali ha voluto rispondere, tirato in ballo, l'ex assessore Michele Fiore. "A Paoletti, fondamentalmente, vorrei dire due cose - esordisce l'esponente di Possibile -. Prima di tutto lo invito a leggersi il programma elettorale di Andrea Ornati. Troverà scritto nero su bianco, nella parte dedicata ai lavori pubblici, che ho curato, esattamente ciò che la sua amministrazione sta facendo per il parcheggio della Serra. Che è quanto da me stabilito, quando ero assessore, di concerto con tutti gli attori tecnici. Di fatto, Paoletti va a rendere esecutivo quanto concordato in precedenza. In secondo luogo, chiedo all'amministrazione se siano schizofrenici o inadeguati. Il punto è che la sua componente politica, come minoranza, quando io ero assessore, votò con la maggioranza la linea da adottare per il parcheggio della Serra. Contro la mozione del consigliere Ratti, che invece voleva bloccare il progetto. In quell'occasione, io spiegai cosa avremmo fatto, e loro intervennero esprimendo parere positivo e votando di conseguenza. Ai banchi dell'opposizione Paoletti, fisicamente, non c'era più, perché aveva lasciato assieme a Sammartano per fare spazio ad altri consigliere, per dare un po' di ricambio. Ma dietro le quinte continuava a far sentire la sua presenza, come ha ammesso lui stesso. Insomma, non si possono fare tutte le parti in commedia".

Premettendo che il parcheggio della Serra non è "il mio ideale di opera pubblica", Fiore rilegge sinteticamente la fase cruciale della questione: "Come ho già avuto occasione di spiegare pubblicamente, da assessore ho ricevuto l'opera in una fase molto difficile, con i progettisti che stavano scappando, il direttore dei lavori che si voleva dimettere, la ditta che voleva fare causa al Comune, i privati che volevano indietro le caparre. Inoltre, c'era in corso un accertamento tecnico preventivo, che fu scelta assai infelice dell'allora amministrazione, operata quando io ancora non ero in giunta. Ad ogni modo, la decisione fu aprire il cantiere per dare un impulso, un segnale concreto della volontà di palazzo civico di fare l'opera, anche perché c'erano i privati che ci chiedevano se volessimo andare avanti. Così, con l'avvallo del Responsabile unico del procedimento, aprimmo il cantiere. Con la prospettiva, come dichiarato e messo anche nero su bianco, di verificare a cantiere aperto la necessità di fare delle varianti per eventuali adeguamenti progettuali, che in opere di questo tenore sono fisiologiche. L'attuale amministrazione fa proprio quello che avevamo stabilito noi quando deliberammo di procedere con il cantiere".

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