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Non passa il no al Ddl Pillon: "Irrispettosi lui e la Pucciarelli"

La maggioranza lericina respinge compatta l'iniziativa delle opposizioni: "Mozione faziosa e ciclostilata".

Quel venerdì d'ottobre
Non passa il no al Ddl Pillon: "Irrispettosi lui e la Pucciarelli"

Golfo dei Poeti - Bocciata a Lerici la mozione contro il Ddl Pillon presentata dall'opposizione di centrosinistra proprio in quella sala consiliare dove lo scorso ottobre il senatore leghista ha esposto le sue tesi invitato dall'associazione Lerici domani). Il documento della minoranza, che sta facendo il giro dei consiglio comunali della provincia, intendeva impegnare l'amministrazione e la massima assemblea cittadina a dire no al disegno di legge su affido condiviso e bigenitorialità, chiedendone il ritiro. Un testo ritenuto dal fronte no-Pillon un passo indietro sul diritto di famiglia e una strada verso la minor tutela dei bambini e del coniuge 'debole', cioè, quasi sempre, la donna. A far capire subito che non ci sarebbe stata apertura alcuna è stato il sindaco Leonardo Paoletti, che si è preso l'onere di dare lettura a una sorta di 'contromozione' presentata dalla maggioranza che non scende nel merito del Ddl ma esorta il Parlamento ad affrontare con “sollecitudine, serenità e pacatezza”, nell'interesse di tutte le sensibilità, “i temi irrisolti inerenti la crisi della famiglia”, quindi affido condiviso, equilibrio dei rapporti economici nelle coppie separate, “l'incompiuto principio di bigenitorialità”. Nel testo – che sarà affrontato al prossimo consiglio comunale - si specifica che sono proprio le aule romane quelle adatte a un dibattito approfondito su argomenti tanto delicati, non i consigli comunali. “Questa amministrazione agisce su un preciso programma – ha affermato Paoletti -. Su temi come questo non c'è alcuna esigenza di offrire una posizione unitaria, c'è totale libertà di scelta e voto. La mozione dell'opposizione – faziosa e ciclostilata, non ne conoscete nemmeno i contenuti - non va bene, perché esprimersi per il ritiro del Ddl significa andare contro l'esame parlamentare di un argomento importante come la crisi famigliare e gli strumenti procedurali volti ad affrontarla, un ambito che vede l'Italia in uno stato di cronica arretratezza. Voi dite che con il Ddl Pillon si torna indietro, quando su tali questioni in realtà non si è mai andati avanti. Quel che volete è lo scontro ideologico”. Il sindaco è poi risalito alla concitata calata pilloniana di qualche mese fa: “Anche in quell'occasione dissi di non condividere diversi punti del Ddl. In ogni caso, onorati dalla presenza di Pillon, massimo rispetto, anche perché parliamo di un senatore, una figura che se è a Roma è perché è stata eletta”. L'assessore Laura Toracca ha definito il famoso venerdì sera come “un'occasione importante di confronto purtroppo sfruttata da pochi. Il senatore Pillon si è anche messo in contatto mail con gruppi e associazioni, pronto a ricevere proposte”.

Esposte le critiche nel merito sul Ddl, anche l'ex sindaco Emanuele Fresco è tornato all'incontro di ottobre. “L'amministrazione – ha incalzato - partecipò fortemente all'iniziativa di Lerici domani, con tanto di introduzione dell'assessore all'Istruzione Toracca. Questo vuol dire schierarsi, l'amministrazione comunale non è quindi avulsa dal confronto su tali temi, non vedo dunque perché non voler discuterne in consiglio comunale”. E ancora, Fresco ha criticato “Pillon che, con atteggiamento ben poco confacente a un senatore, sfidò provocatoriamente la gente che manifestava pacifica. Simile discorso per la senatrice Pucciarelli, che ci definì 'i soliti scalcagnati che cantano Bella ciao'. Insomma, non una grande prova di rispetto da parte di questi due esimi senatori”. La capogruppo Pd Golfo dei Poeti Maria Chiara De Luca ha parlato di “toni offensivi del sindaco in merito alla conoscenza della materia da parte delle opposizioni. Il Ddl Pillon contiene tantissimi elementi che non vanno bene e sarebbe importante dare un'indicazione in questo senso dai territori”. Tra gli esempi fatti dalla De Luca, il venir meno della centralità del bambino e la mediazione “che è importante, ma non deve essere obbligatoria né a pagamento”. Nel corso della seduta l'agguerrita esponente Dem, dopo un battibecco col primo cittadino, è stata da questi invitata al silenzio pena l'espulsione dall'aula. “Una legge scritta male come quella di cui stiamo parlando – ha osservato Andrea Ornati, capogruppo di Cambiamo in Comune – poi si va a riflettere sulla vita delle comunità. Sbagliato sostenere che il consiglio non debba esprimersi. Ci sono principi guida come quello dei figli 'divisi' a metà - quindici giorni col padre, altrettanti con la madre - che da anni sono stati screditati dai tribunali”. Poi il voto, con la maggioranza compatta contro il testo sostenuto dai cinque dell'opposizione.

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