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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Luglio - ore 12.30

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No all'ampliamento del Colombo e alla Regione che scavalca il Comune

Questo il messaggio che è partito ieri dal consiglio comunale di Lerici. Mosca bianca l'ex sindaco Emanuele Fresco: "No a valutazioni a priori, prima occorre conoscere il progetto".

No all´ampliamento del Colombo e alla Regione che scavalca il Comune

Golfo dei Poeti - La colomba porta pace, il Colombo - nel sento dell'hotel di San Terenzo -, se non la concordia, porta almeno un po' di unità all'interno del consiglio comunale di Lerici, che s'era l'ultima volta s'era lasciato con più di qualche occhiataccia, complice il dibattito sull'affidamento delle spiagge. Ieri sera, invece, è scattata - pur tra tante sfumature e qualche velo di malumore - una presa di posizione quasi unanime volta - semplificando un po' - a dire no alla sopraelevazione della struttura santerenzina (albergo con annesso stabilimento balneare), che intende avvicinarsi un po' al cielo per guadagnare stanze. Contestualmente, il consiglio ha dato anche mandato al sindaco affinché dia una tirata di giacca alla Regione reclamando quelle facoltà pianificatorie che la Legge regionale dello scorso 18 novembre (contenente le prime disposizioni in materia di urbanistica e attività edilizia in applicazione del Growh Act di marca totiana) ha sottratto ai Comuni. Il tutto di fronte a un pubblico magrissimo, nonostante il caldo dibattito di questi giorni. Ma occorre andare per ordine.

Il punto di partenza è un atto di interesse generale deliberato dalla giunta Paoletti (poi approvato dall'intero consiglio, eccezion fatta per l'astensione dell'ex sindaco Fresco) la cui triplice chiosa - agendo sia sul campo della rivendicazione pianificatoria, e su quello del no alla levitazione del Colombo - impegna sindaco e giunta "a manifestare il proprio dissenso verso l'articolo 43 della Legge regionale 29 del 18 novembre 2016", "a farsi portavoce presso la Regione affinché la stessa riveda la norma in oggetto restituendo, di fatto, l'autonomia pianificatoria ai Comuni, mediante l'introduzione di strumenti che consentano la partecipazione degli stessi Comuni laddove l'intervento richiesto non abbia un chiaro e dichiarato interesse pubblico sovracomunale" e "a manifestare agli organi comunali competenti al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche la contrarietà circa l'impatto, sotto il profilo paesaggistico, di un eventuale intervento di sopraelevazione del fabbricato dell'Hotel San Terenzo, posto all'interno del complesso del Colombo". Approvato anche un emendamento, presentato dall'assessore Marco Russo, che reclama la potestà, da parte del Comune, di poter individuare aree dove l'articolo 43 non è applicabile. "E' una norma in alcuni casi positiva, pensiamo a insediamenti produttivi che da anni non possono ampliarsi, ma in un territorio come il nostro il discorso è diverso: la tutela del paesaggio deve essere tenuta in primo piano", ha detto Russo un attimo prima del voto che all'unanimità (compreso Fresco) ha benedetto l'emendamento. Non sfugge il dato politico della tirata di giacca a una Regione con i cui colori politici l'amministrazione Paoletti è in sintonia.

Il dibattito

Uno dei primi temi al centro della discussione è stato un altro emendamento, presentato da Maria Chiara De Luca, capogruppo di 'Golfo dei Poeti', volto a integrare il terzo punto dell'impegnativa, quello specificatamente dedicato al Colombo. "L'intervento - si legge nell'emendamento, bocciato dalla maggioranza e sostenuto da quattro voti dell'opposizione; Fresco astenuto - è effettuabile solo in conformità con la disciplina del piano territoriale di Coordinamento Paesistico, dei Piani di bacino. L'area di intervento ricade in zona Pu (Parchi Urbani) del Ptcp. Le norme di attuazione di tale piano individuano con l'articolo 36 la definizione dei parchi urbani come comprensivi delle eventuali edificazioni incluse, sono assoggettati a regime normativo della conservazione in quanto si tratta di complessi aventi per definizione un elevato valore ambientale ed un'elevata vulnerabilità tali da rendere prevalente l'esigenza di salvaguardarne la consistenza e la qualità rispetto ad ogni altra considerazione. L'obiettivo della norma è quella di conservare quegli elementi della struttura urbana che maggiormente concorrono a determinare la qualificazione paesistico ambientale. Devono pertanto essere rigorosamente conservate le caratteristiche peculiari della zona per quanto concerne gli aspetti vegetazionali, la consistenza dell'edificato i caratteri architettonici dell'edifici storicamente legati al alla genesi del parco nonché l'organizzazione complessiva dell'insieme anche nei suoi rapporti visivi con l'intorno. Nel piano di bacino l'area del Colombo risulta classificata come P2 (suscettività al dissesto media) con un'area a maggiore suscettività in zona adiacente a quella di intervento; alla luce di quanto sopra l'intervento risulterebbe non conforme alla normativa vigente". La De Luca ha sostenuto l'emendamento spiegando che "è importante far luce sul perché diciamo no alla sopraelevazione". Il sindaco ha così chiarito le ragioni del voto contrario alle righe proposte dall'esponente Pd: "La conformità o meno del progetto alla normativa è un problema non di nostra competenza, ma delle commissioni tecniche. Che magari lo troveranno non conforme nemmeno alle possibilità aperte dall'articolo 43, questo non possiamo saperlo e, ripeto, non è un problema nostro. Come consiglio comunale, questo sì, possiamo invece porre in generale il tema di una legge, di per sé non è peregrina - basti pensare all'utilità per sbloccare la situazione di certe aziende -, che però consente lo scavalcamento delle potestà comunali in materia di pianificazione, anche in ambiti molto pregiati. L'emendamento è una forzatura, al netto del fatto che - questa è anche la mia convinzione - il progetto della sopraelevazione sia da abiurare". Versione sottoscritta anche dal capogruppo di maggioranza Claudia Gianstefani la quale ha ribadito come il contestato articolo 43 offra, sì, opportunità, ma senza tener conto dell'eterogeneità del territorio ligure: "Lerici non è la periferia genovese".

"Da anni, ormai, le Regioni, quando introducono novità normative, pensano bene di scavalcare i Comuni - ha osservato dalla minoranza Andrea Ornati -. Condivido quindi la rivendicazione delle potestà pianificatorie contenuta nell'atto di interesse proposto, ma sottolineo altresì che la ratio della mozione presentata un anno e mezzo da noi opposizione contro il Piano casa era la stessa, eppure allora la maggioranza votò contro". L'esponente di Sinistra italiana ha poi annunciato che "i consiglieri regionali Pastorino e Battistini hanno protocollato una mozione che riprende i temi di questo atto di interesse e chiede alla Regione di concedere ai Comuni 60 giorni di tempo per escludere determinate aree del territorio dall'applicazione dell'articolo 43". Infine, Ornati ha ribadito la sua contrarietà alla sopraelevazione del Colombo, in coerenza con la posizione tenuta in questi anni.

Fuori dal coro la voce di Emanuele Fresco. L'ex sindaco, dopo una ouverture in cui ha accusato chi a suo avviso ha brandito con fini propagandistici e demagogici la questione del Colombo (con stilettate al mondo ambientalista e a passate ambivalenze interne al Pd), si è detto pienamente d'accordo con la richiesta di autonomia pianificatoria che informa l'atto di interesse (tuttavia, come Ornati, rispolverando il no della maggioranza alla mozione contro il Piano casa). La differenziazione, l'ex sindaco, la marcata toccando il tema della sopraelevazione: "Il progetto non è ancora stato presentato, non si può dare un no a priori. A me piace il confronto sui contenuti, non i dibattiti astratti". Ripercorsa la storia del Colombo ("Era una discarica, c'erano i resti del vecchio stabilimento, ben più impattanti delle strutture attuali") e attaccato "chi vuole tornare alle palafitte a patto che siano realizzate in casa degli altri", il predecessore del sindaco Caluri ha poi incasellato un ragionamento sul turismo: "E' un tema che merita una riflessione, in particolare sulla ricettività, sul rapporto tra domanda e offerta. E' noto che mancano strutture, come ribadito in un recente convegno a Villa Marigola, dove si è sottolineata in particolare la carenza di cinque stelle. Ora siamo di fronte a qualcuno che si prende l'onore e l'onere di migliorare l'offerta con un ampliamento. Ecco, non diciamo no a prescindere, ma ragioniamo sul progetto carte alla mano". Parole alle quali dai banchi della maggioranza il consigliere Carnasciali ha risposto sostenendo che "la qualità non la fa un ampliamento". Il duplice verdetto di Fresco - ok alla richiesta di rivedere l'articolo 43, no a una contrarietà "aprioristica" al Colombo - ne ha motivato l'astensione in sede di voto dell'atto di interesse. Al discorso complessivo sul turismo ha dato un contributo anche il consigliere Pd Daniele Perotto: "Sarà necessario per il futuro elaborare i lineamenti dello sviluppo turistico del nostro territorio, in modo da stabilire quali interventi edificatori, attrezzature e quant'altro si possano adottare. Non ci si può pronunciare di volta in volta, serve un piano chiaro".
L'atto di interesse elaborato dalla maggioranza è quindi passato con i voti dei proponenti e dell'opposizione (Ornati, De Luca, Perotto, Carli), eccezion fatta per l'astenuto Fresco.

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