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Lerici, le opposizioni bocciano le linee del sindaco: "Manca idea di futuro"

Giovedì il dibattito in consiglio comunale.

Parcheggi, pontili, turismo
Roberto Vara e Giovanni Agnellini

Golfo dei Poeti - Giovedì consiglio comunale di Lerici chiamato a dibattere sulle linee programmatiche presentate dal sindaco Leonardo Paoletti a inizio anno. Linee che, per il gruppo d'opposizione 'Siamo il Golfo dei poeti', “mancano di linfa vitale – si legge nel documento preparato in vista della seduta -, ossia di una visione complessiva, una concreta idea di fondo, di come dovrebbe essere la Lerici del futuro; nell’elenco presentato delle tante “cose da fare” non si intravede da nessuna parte un progetto complessivo ed omogeneo per la Lerici dei cittadini, una Lerici proiettata nelle sfide difficili che ci attendono in termini di capacità di innovazione e vero cambiamento; di fatto manca totalmente una visione d’insieme capace di spiegare come si creerà sviluppo sostenibile del territorio, nuova viabilità, efficaci politiche di residenzialità, politiche sociali nello spirito del welfare mix, commercio, sviluppo economico green, scuole d’eccellenza”. Nel documento prodotto dai consiglieri Vara, Bucci, Nebbia Colomba e Ratti si rileva che “la responsabilità di chi amministra un paese va al di là degli anni del suo mandato. Per questo, soprattutto quando si pensa di costruire opere imponenti, che avranno un impatto irreversibile sul territorio e sulla vita di chi ci vive, vanno pensate e condivise con tutte le parti politiche, con i cittadini”.

Tra i temi toccati dal gruppo d'opposizione, quello della residenzialità: “L’unico antidoto al declino demografico – scrivono i consiglieri - è creare posti di lavoro e nuove opportunità che si riferiscano soprattutto alle nuove tecnologie e a nuove infrastrutture che interpretino le moderne opportunità di questo momento storico. I tentativi, peraltro discutibili nelle modalità esecutive, delle  politiche di incentivazione alla residenzialità, più di facciata che concrete, sono falliti, quindi vanno ripensati”. Critico sul fronte della scuola (tema già affrontato QUA), il gruppo di opposizione tocca poi il punto dei parcheggi. “Riteniamo che le proposte presentate siano frutto dell’idea fortemente obsoleta di portare il traffico privato in pieno centro. L’eventuale referendum non potrà essere tra l’uno o l’altro (parcheggio alla Rotonda Vassallo o in Piazza Bacigalupi, ndr), tra il marcio e la muffa. Ribadiamo la nostra ferma contrarietà al parcheggio alla Rotonda e riteniamo possibile quello in piazza Bacigalupi solo se riservato ai residenti. Per quanto riguarda l’interramento del parcheggio della Venere siamo dell’idea che vi sia una grande confusione tra impatto paesaggistico ed impatto ambientale, sicuramente il progetto proposto va a mitigare il primo aspetto ma peggiora nettamente il secondo, andando a realizzare un’opera fortemente impattante, in particolare nella deviazione delle numerose falde acquifere, e soprattutto irreversibile. Meglio sarebbe pensare a strutture leggere, realizzabili a basso costo e rimuovibili se e quando, auspicabilmente, l'uso dell'auto privata sarà desueto”. I consiglieri esprimono inoltre dubbi su “come potrebbe essere interessato un privato ad aderire attraverso un progetto di finanza” e ossrvano “il parcheggio di Bagnara, di circa 200 posti, non è menzionato nel Piano delle Opere, vorremmo capire come sarà finanziato. Certamente non è finanziabile con il progetto 'Sport e Periferie' che prevede interventi su impianti sportivi ed eventuali parcheggi pertinenziali ad essi”.

Sui pontili, il gruppo parla di progetto “impattante a livello ambientale e paesaggistico che presenta aspetti discutibili a livello tecnico per le condizioni meteo marine; è costoso, senza un reale ritorno per il paese. Andrebbe a incidere sulla metà della rada, per, sostanzialmente, poche persone. Un progetto divisivo, che ha dimostrato, ad essere benevoli, la contrarietà di gran parte dei cittadini e presenta così tante variabili, rischi e dubbi che non può essere affrontato senza il coinvolgimento di tutta la popolazione, non solo i titolari di imbarcazioni”. Ulteriore rilievo al sindaco è che nelle sue linee “non parla di turismo e cultura, non dice ai lericini quale visione del futuro ha su questi due aspetti che tanto influenzano la vita e il benessere dei cittadini di Lerici. Nel suo parlare di turismo e di cultura si evince solo grande confusione e, di fatto, poche idee […] Il grande inganno del turismo esperienziale di fatto giustifica solo nel suo programma per il paese per i prossimi anni i pesanti interventi e i cantieri atti a ridisegnare un territorio a misura di Lerici Coast”, con i rischio, per i consiglieri, di “trasformare Lerici in un non luogo”. Il gruppo conclude sostenendo che “la proposta riguardante la partecipazione popolare alle scelte strutturali  che avete intenzione di realizzare è assolutamente insufficiente”, invitando altresì Palazzo civico a costituire subito i Comitati di frazione; e mettendo sul tavolo “due interventi cardine di cui dovrebbe occuparsi l’amministrazione e su cui dovrebbe concentrare le principali risorse: la lotta al dissesto idrogeologico ed il rifacimento della rete fognaria”.

È negativa anche la valutazione dell'altra componente della minoranza, il gruppo 'Lerici sogna', rappresentato dal consigliere Giovanni Agnellini. Il capogruppo ritiene le linee programmatiche presentate dal sindaco “una mera riproposizione del programma elettorale, che chiaramente non abbiamo condiviso. Un lungo elenco di opere difficilmente attuabile nella sua interezza, in termini economici, di tempistica e di fattibilità. Opere elencate senza una visione di prospettiva, che trasmetta una visione di quel che si vuole per il futuro di Lerici. L'orizzonte delle linee programmatiche del sindaco è di cinque, massimo dieci anni: per noi la politica deve avere più ampio respiro”.

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