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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Luglio - ore 16.23

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Lerici, la grana spiagge approda in Regione

Facendo leva sulle 'Linee guida per le spiagge libere e libere attrezzate', l'opposizione ha contestato l'atto di indirizzo che prepara il terreno ai bandi. Intanto scatta l'interrogazione a Genova.

Lerici, la grana spiagge approda in Regione

Golfo dei Poeti - L'affidamento delle spiagge libere attrezzate di Lerici si appresta a toccare il bagnasciuga del consiglio regionale attraverso un'interrogazione sottoscritta dai consiglieri Francesco Battistini (Futura Mente), Gianni Pastorino (Rete a sinistra) e dal gruppo Pd, in attesa di un'eventuale autografo da parte del Movimento cinque stelle. L'annuncio l'ha dato ieri sera nel corso del consiglio comunale lericino Andrea Ornati, capogruppo di 'Cambiamo in Comune', nell'ambito della discussione sull'atto di indirizzo prodotto dalla giunta Paoletti, testo - poi approvato con i voti della maggioranza - volto a nutrire i bandi (la cui pubblicazione è attesa per i prossimi giorni) per l'assegnazione ai privati delle sette spiagge libere attrezzare del litorale. L'ultimo segretario provinciale dell'ormai dissolta Sel ha pubblicamente ringraziato l'ex pentastellato Battistini per l'interessamento al tema e per l'affiancamento alle opposizioni lericine nel lavoro di approfondimento, che ha compreso anche visite al Demanio della Regione Liguria. Un'operazione che ha permesso alla minoranza compatta di studiare una sorta di colpo di teatro consiliare sostanzialmente poggiante sulle Linee guida per le spiagge libere e libere attrezzate, approvate con una deliberazione di giunta regionale nel maggio 2004, era Biasotti. Un testo con il quale, secondo Ornati, Fresco e il gruppo 'Golfo dei Poeti' guidato da Maria Chiara De Luca, mal si sposano alcuni elementi contenuti nell'atto di indirizzo prodotto dall'amministrazione, anima dei futuri bandi.

Se il corrispettivo richiesto supera il canone demaniale, cozzando con Biasotti

Gli elementi di presunta incongruenza sono ben illustrati dall'interrogazione regionale, ultimata stamattina. In un primo punto, citando quel passaggio delle 'Linee guida' in cui si spiega che "il corrispettivo richiesto al gestore per l’affidamento delle attività della spiaggia libera attrezzata non può essere superiore al canone fissato per la concessione demaniale marittima", si segnala che "con la delibera in oggetto (quella relativa all'atto di indirizzo, ndr), il Comune di Lerici pone a base d’asta un corrispettivo che esula dalla richiesta di canone per la concessione demaniale ma, come ben specificato nell’atto, a titolo di canone per la gestione dell’arenile aggiudicato, introducendo il criterio del massimo rialzo per la scelta del concessionario". Criterio, quello del massimo rialzo, rivendicato in consiglio dall'assessore a bilancio e partecipate Aldo Sammartano come soluzione ideale "per far sì che gli imprenditori conquistino le spiagge attraverso la loro capacità di essere competitivi", richiamando altresì un consiglio comunale di anni fa in occasione del quale all'opposizione fu rinfacciato di voler smantellare la Lerici mare per favorire fantomatici amici. "Con il massimo rialzo amici non se ne possono favorire e noi non abbiamo amici da tutelare", ancora Sammartano.

In merito a questo tema prema riportare le basi d'asta immaginate da Palazzo civico per le sette spiagge, anticipate (anche se sono occorse minime modifiche) lunedì da CDS (qui): 45mila euro all'anno per la Venere Azzurra 1 (lotto lato Lerici), stessa cifra per la Venere Azzurra 2 (lotto centrale), 35mila annui per la Venere Azzurra 3 (lato San Terenzo), 60mila per la spiaggia di San Terenzo, 50mila per la Baia Blu, 20mila per Fiascherino 1 (la spiaggia del bunker), 40mila per Fiascherino 2.

Ebbene, è chiaro che questi corrispettivi sono superiori al canone fissato per la concessione demaniale. Per capirlo basti considerare che, per le porzioni di spiaggia, nel 2017, i concessionari pagano al Demanio - valore ministeriale aggiornato ogni anno - poco meno di 1,3 euro al metro quadro. Quindi, per una spiaggia come San Terenzo, che misura circa 4.500 metri quadrati, il concessionario dovrebbe sborsare meno di 6mila euro annuali. I valori non sono stellari nemmeno guardando alle aree con strutture facilmente rimovibili (2.12 euro al metro) o difficilmente rimovibili (3.6 euro al metro). Questo non squalifica automaticamente i contenuti dell'atto d'indirizzo lericino - e, quindi, presumibilmente, del bando -, perché, come affermato dal sindaco Paoletti, nei corrispettivi annuali messi nero su bianco ricade, oltre al canone demaniale (di poche migliaia di euro), anche tutto quel complesso di attività che i privati sono chiamati a svolgere a tutela dell'area che hanno in concessione, dal ripascimento degli arenili alla riqualificazione dei canali, dalla cura del decoro alla conservazione del litorale. Ed è proprio in questo set di servizi che sta il vantaggio del Comune - al netto del potenziale effetto domino sul tessuto socio economico locale che innescherebbero fruttuose gestioni degli arenili -, visto che, per quanto concerne i canoni, l'ente, più che da incassatore, fa da esattore per conto del Demanio.

Tuttavia, anche alla luce di queste riflessioni, l'opposizione s'è fatta sentire perché nell'atto di indirizzo manca una descrizione particolareggiata di quel che sarà chiesto in termini di opere e servizi ai futuri concessionari, al netto delle parole che il primo cittadino ha proferito per spiegare di quale carne si sostanzino - e canone, e azioni di tutela del bene demaniale - i corrispettivi per le sette spiagge. Una diffidenza, quella della minoranza, maturata anche sulla scorta della commissione di lunedì scorso. "Lunedì, sindaco, ha detto semplicemente che i corrispettivi sono stati elaborati con valutazioni di estimo. C'è scarsa chiarezza, forse l'atto non è votabile", ha osservato Maria Chiara De Luca, capogruppo 'Golfo dei Poeti'.

In conclusione, riprendendo il testo dell'interrogazione di Battistini e soci, è evidente che il corrispettivo richiesto al gestore per l’affidamento delle attività della spiaggia libera attrezzata, per quello che si legge nell'atto di indirizzo, è ben superiore al canone fissato per la concessione demaniale marittima; ma è anche vero, come ribadito anche dal sindaco, che "un atto di indirizzo è un atto di indirizzo, un'indicazione a grandi linee: non è ancora il bando". C'è quindi da ipotizzare che, stante un canone demaniale fisso pari a poche migliaia di euro, nel resto - cioè in quella somma che i privati potranno alzare a loro piacimento per spuntarla in questa gara al massimo rialzo - ci siano tutti i servizi che l'imprenditore intende offrire al territorio.

Manufatti e strutture a carico del privato

Il secondo nodo stretto dall'interrogazione cita quel passaggio delle 'Linee guida' in cui si dice che "qualora l’Ente pubblico metta a disposizione del gestore manufatti o attrezzature dal cui uso questi tragga un utile (quali un chiosco bar, ombrelloni, ecc.), può richiedere al gestore stesso un ulteriore corrispettivo, finalizzato all’ammortamento nel periodo di gestione stabilito delle spese effettuate e al recupero di quelle per la manutenzione". Tale ipotesi, si legge nell'interrogazione, è specificamente esclusa dalla stessa delibera n. 6 del 08/03/2017 del Comune di Lerici che pone a carico del concessionario l’acquisto, l’installazione e rimozione (a fine stagione e a fine concessione, ndr) delle strutture destinate alla gestione delle spiagge libere attrezzate". Con questo punto si chiede quindi un ulteriore chiarimento sulla definizione dei corrispettivi, appurato che a questa non può evidentemente contribuire una non prevista cessione di manufatti dall'ente pubblico ai privati.

Massimo rialzo contro qualità

Il terzo e ultimo cavallo di battaglia dell'interrogazione - il più netto - segnala come nell'atto di indirizzo approvato in consiglio si spieghi che vincerà la gara chi garantirà il massimo rialzo sulle basi d'asta. Un principio che contrasta con il seguente passaggio delle 'Linee guida' del 2004 (documento non freschissimo, ma vigente e attuale): "I criteri di scelta del gestore dovranno privilegiare la professionalità e la proposta di offerta di servizi qualitativamente più interessante". Nell'interrogazione si sottolinea come "nessun criterio in tal senso è indicato nella delibera del Comune di Lerici oggetto della presente interrogazione, la quale fissa esclusivamente il criterio economico vincolato al massimo rialzo del prezzo fissato dal Comune medesimo quale base d’asta".

Cosa viene chiesto alla giunta regionale

Al governo regionale, in particolare all'assessore al demanio Marco Scajola, l'interrogazione innanzitutto chiede se la delibera 'Approvazione atto di indirizzo per l'affidamento in gestione a terzi delle spiagge libere attrezzate date in concessione al Comune di Lerici' - alla luce di quella che i firmatari ritengono una serie di aspetti di non conformità - possa essere ritenuta legittima. E ancora, si chiede se "Nel caso di incompatibilità tra la delibera comunale in oggetto e le Linee guida della Regione Liguria in materia, come intende procedere affinché si riconduca all’interno del quadro normativo vigente la gestione degli arenili del Comune di Lerici?". Domanda finale: "Ritenete conforme alla normativa in materia la durata di anni 9 (nove) delle concessioni che il Comune di Lerici rilascerà ai futuri concessionari delle spiagge?". Un'estensione temporale, questa, che palazzo civico ha ritenuto idonea ai fine dell'ammortamento degli investimenti iniziali da parte dei futuri concessionari.

In consiglio, il sindaco ha fornito rassicurazioni: "Siamo in costante contatto con Regione e Demanio e conosciamo bene le Linee guida del 2004"; intanto, mentre gli uffici comunali rifiniscono il bando spiagge, le opposizioni, in stretto contatto con i più o meno omologhi in De Ferrari, portano avanti un'offensiva politica che di fatto mette in primo piano la legittimità e la conformità normativa dell'azione di Palazzo civico.

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