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Ultimo aggiornamento: Venerdì 28 Luglio - ore 16.40

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La sinistra si ripensa unita: "No agli orticelli"

Rifondazione, Sinistra italiana e Possibile a confronto.

La sinistra si ripensa unita: `No agli orticelli`

Golfo dei Poeti - "Anche i giornali fanno continuamente confusione sulle nostre appartenenze politiche. Non è un caso e in un certo senso è una cosa positiva". Ha usato una battuta Giacomo Pregazzi, segretario provinciale di Sinistra italiana, per dire la sua in merito alla necessità della comunione d'intenti a sinistra del Pd. L'occasione è stato il dibattito organizzato oggi pomeriggio al Parco di Falconara di Lerici nell'ambito della festa di Rifondazione comunista, in programma fino a domenica. "Dobbiamo cercare l'unità, guai a coltivare ognuno il suo orticello. E quando uno dell'area della sinistra viene eletto, deve rappresentare tale area, non soltanto il suo partito", ha rincarato l'esponente di SI. Una consapevolezza, quella dell'opportunità di un percorso comune, sostenuta anche dagli altri protagonisti del dibattito, moderato da William Domenichini: Verushka Fedi, segretario provinciale di Rifondazione, e Michele Fiore, esponente di punta di Possibile. Non è potuto intervenire Matteo Bellegoni, in rappresentanza del Partito comunista italiano locale. "Dobbiamo cercare l'unità - ha detto la Fedi - a maggior ragione in questo momento storico in cui emerge tutto il fallimento di un modello economico. E dobbiamo farlo senza avere paura del confronto, che è anche scontro. Senza aver paura delle divergenze. E con la consapevolezza che i partiti sono strutture fondamentali". Auspica un itinerario comune anche Fiore, convinto che sia necessario "promuovere una partecipazione vera, praticata, che non resti una parola. I partiti? Non bisogna vergognarsene, ora va di moda dire che non si ha mai avuto in tasca la tessera. Però oggi bisogna anche essere capaci di coinvolgere la società con forme organizzate intermedie, che non chiedano per forza la tessera. E' quanto mai necessario mobilitare le forze sane della società. Anche a Spezia, con Melley, abbiamo provato a farlo".
Ecco, appunto, le elezioni. Non se ne poteva certo non parlare. Così Fiore: "Siamo divisi dal Partito democratico per ragioni di scelte e valutazioni degli scenari politici ed economici. Il Pd ha sposato il neoliberismo. E dai democratici non arrivano e non sono mai arrivati segnali di autocritica. Spezia? Non credo che l'amministrazione Federici abbia inanellato una serie di disastri. Ha pagato non tanto il merito, ma il metodo arrogante e oligarchico, nonché l'aver occupato gli spazi istituzionali con la lotta tra correnti, o ancora lo scontro - soprattutto di potere - tra Comune e Autorità portuale. Così ha vinto la destra, scelta anche dagli strati popolari. Valori da cui la sinistra deve ripartire? Antifascismo e Costituzione". Pregazzi, che a Spezia ha sostenuto, come Possibile, la corsa di Melley, ha assicurato che "il Pd ormai ha preso la sua strada. Ora basta preoccuparsi sempre di cosa fa il Pd, basta ragionare in relazione al Pd". Rifondazione invece si è sistemata sotto l'egida di 'Spezia bene Comune', che ha candidato Massimo Lombardi. "Un'esperienza nettamente alternativa, senza ambiguità, alla politica dei voucher, del Job Act, del Ceta".
Temi da cui ripartire, uniti a sinistra? Dalla lotta alla chiusura della terapia del dolore e all'esclusione, passando per una sorta di 'vigilanza' sulla gestione del potere nel capoluogo. "Attenzione allo spoil system, agli amici degli amici, come hanno fatto in Regione", ha concluso Fiore.
Prove tecniche di unità - dopo il fallimento, in questo senso, a Spezia - con l'auspicio di coinvolgere nel percorso anche il Pci, che nel capoluogo ha corso con magre fortune candidando il sindaco uscente Cristiano Ruggia.

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