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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Gennaio - ore 14.45

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L'utopia di De Paoli: "Palmaria come un'Arca di Noè"

Il consigliere regionale della Lega Nord dice la sua sulla questione delle caprette: "Diamo loro compagnia".

L´utopia di De Paoli: `Palmaria come un´Arca di Noè`

Golfo dei Poeti - "Ultimamente si sente un gran parlare delle caprette dell'isola Palmaria, chi le vuole dare in affido, chi le vuole sterilizzare, chi le vuole trasformare in salsicce. In tutto questo chiacchiericcio ambientalista non ho udito un discorso meritevole di considerazione: se noi sterilizziamo le caprette, le caprette diventeranno ancora più voraci e in poco tempo si mangeranno tutto il verde dell'isola, trasferirle non sarebbe giusto, perche si dovrebbe sradicarle dal loro habitat naturale, dove sono nate dove vivono ormai da decenni, ucciderle peggio che mai, dove è finito lo spirito umanitario del moderno ambientalista?, la soluzione? Trovargli compagnia". Si apre così la riflessione del consigliere regionale della Lega Nord Giovanni De Paoli, spezzino di Varese Ligure, salito agli onori delle cronache nei mesi scorsi per presunte frasi omofobe.

"La Palmaria - prosegue De Paoli - è un'isola quindi come tale è circondata dall'acqua perche' non trasformarla quindi in una moderna Arca di Noé? Mi spiego, invece di lasciare le caprette sole solette sull'isola io credo si debba considerare la possibilità di trasferire sull'isola alcune coppie di daini, qualche cinghiale, un po' di istrici, qualche volpe un po' di tassi e di faine e per ultimo un paio di coppie di lupi. Con questa operazione avremmo creato in un'area protetta un vero e proprio giardino zoologico, sul quale potremmo tra l'altro organizzare gite scolastiche e far vedere ai nostri ragazzi di città la vera biodiversità, di cui tanto si chiacchiera ai nostri giorni".

L'esponente del Carroccio conclude sottolineando che "a questi animali sarà quasi impossibile fuggire dall'isola, saranno costretti a trovare una reale forma di convivenza e per tutti coloro che si interessano di biodiversità sarà molto più facile progredire nei loro studi, osservando diverse specie di animali costrette a convivere in un territorio abbastanza limitato e circondato dal mare. Credo che sia questo un esperimento meritevole di considerazione, d'altro canto se la biodiversità deve funzionare sulla terra ferma, non si comprenderebbe come non dovrebbe funzionare su un'isola, d'altra parte sarebbero molto più facilitati gli studi degli addetti ai lavori".

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