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Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Dicembre - ore 22.45

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Imprese da tutelare, no al riassorbimento dei lavoratori delle spiagge

Bocciata la clausola sociale proposta dall'opposizione lericina, approvata quella della maggioranza, che obbligherà i privati a guardare al personale dell'ormai famosa lista dei 22 in caso di nuove assunzioni.

Imprese da tutelare, no al riassorbimento dei lavoratori delle spiagge

Golfo dei Poeti - Nel bando per l'assegnazione a privati delle sette spiagge libere attrezzate di Lerici una clausola sociale volta a tutelare i lavoratori del litorale ci sarà. Non del tipo richiesto dalle opposizioni consiliari e auspicato dalle forze sindacali e dal personale in bilico. Ma ci sarà. A decretarlo, la seduta del consiglio comunale lericino di ieri sera, che ha visto, prima, bocciare la mozione con la quale la minoranza - richiamando quanto già richiesto nel dicembre 2015, subito dopo che la maggioranza aveva imboccato la strada dello scioglimento e della liquidazione della partecipata Lerici mare - chiedeva l'inserimento nei bandi (di imminente pubblicazione) di una clausola sociale per il riassorbimento dei lavoratori da parte dei nuovi concessionari; poi, la stroncatura di un emendamento di analogo contenuto (sempre della minoranza) all'atto di indirizzo presentato dall'amministrazione (e approvato a fine seduta) per anticipare e sostanziare il contenuto dei bandi; infine, l'ok all'emendamento, questa volta sottoscritto dalla maggioranza - e approvato con i vosti di quest'ultima -, che stabilisce i lineamenti dell'unica clausola sociale ritenuta praticabile da Palazzo civico. Vale a dire non l'obbligo dei riassorbimento dei lavoratori - parliamo di 22 persone, individuate dal Comune di concerto con i sindacati, che hanno avuto contratti stagionali e un impiego per almeno due estati consecutive -, bensì l'obbligo, da parte dei privati che si aggiudicheranno la gestione dei lidi, di attingere a tale personale nel caso debbano assumere.

Questo il testo dell'emendamento approvato, e che quindi informerà la clausola che comparirà nei bandi:

"Nel caso di assunzioni funzionali alle attività oggetto del bando, l'appaltatore subentrante deve prioritariamente assumere tra coloro che di fatto hanno prestato la loro attività lavorativa alle dipendenze delle ditte e/o società affidatarie delle spiagge libere e attrezzate del Comune di Lerici, e che vi abbiano prestato servizio per almeno due estati consecutive, a condizione che il loro numero e la loro qualifica siano armonizzabili con l'organizzazione di impresa scelta dall'imprenditore subentrante".

La discussone in merito alla clausola è stata animata, e attentamente seguita da un folto pubblico, ingrossato anche da una ventina di lavoratori, nonché da soci privati della defunta Lerici mare e dal segretario provinciale Filcams Cgil, Luca Comiti.
"I posti di lavoro non erano garantiti dalla Lerici mare, ma erano e saranno garantiti dalle spiagge - ha detto il sindaco Leonardo Paoletti -. Sono certo che i lavoratori continueranno a trovare occupazione con i nuovi imprenditori, e sotto il controllo di un'amministrazione comunale che ha a cuore i beni pubblici. I lavoratori non avranno diritto ad essere riassorbiti, ma ad essere preferiti in caso di assunzioni. Quando si fa una clausola bisogna rispettare quei principi comunitari in materia di tutela della libertà di organizzazione dell'impresa più volte ribaditi dalla giurisprudenza". Il primo cittadino ha anche rimarcato come, prevedendo il futuro bando che ogni impresa possa aggiudicarsi una sola spiaggia, si tratterà probabilmente di realtà aziendali prive di grosse dotazioni di personale, e quindi bisognose di far affidamento sulle risorse locali, nel cui reclutamento Palazzo civico pare essere fiducioso.

"L'articolo 50 del Codice degli appalti parla della possibilità di inserire una clausola sociale per bilanciare la libertà economica dell'imprenditore con le esigenze di solidarietà sociale, un tema che evidentemente non appartiene a questa amministrazione", ha tuonato Emanuele Fresco, capogruppo di 'Passione e competenza'. L'ex primo cittadino ha messo sul tavolo anche la possibilità, condivisa dal resto dell'opposizione, di fare del riassorbimento dei lavoratori una questione di punteggio, andando cioè a premiare significativamente, in sede di bando, le imprese che si impegnano a reclutare chi da anni lavora nelle spiagge lericine. "I lavoratori di cui parliamo hanno fatto tanto per il nostro territorio, contribuendo a portare gli arenili a livelli di alta qualità e a conseguire la Bandiera Blu", ha aggiunto il capogruppo, convinto che la clausola elaborata dalla maggioranza "dice tutto e il contrario di tutto e comunque non tutela i lavoratori".

Andrea Ornati, capogruppo di 'Cambiamo in Comune', ha chiesto al consiglio "un impegno politico netto per salvaguardare i lavoratori e le loro famiglie. Il vostro emendamento dice che se uno assume bene, altrimenti grazie e arrivederci. Quella che proponene è una clausola azzoppata. Nessuna normativa ne impedisce una che tuteli maggiormente i lavoratori".

"Il principio della libertà di impresa è fondamentale, ma non esclude quello della solidarietà sociale, che è più importante", ha detto la capogruppo di 'Golfo dei Poeti' Maria Chiara De Luca. Le ha fatto eco il compagno di gruppo e partito Daniele Perotto: "Non vediamo come la clausola sociale da noi proposta possa inficiare il bando o ledere le imprese - ha detto l'esponente Pd -. Da parte della maggioranza è stato alzato un muro inspiegabile".

Non è mancato il commento tecnico del segretario generale, dott. Franco Caridi: "Abbiamo cercato di costruire un ragionamento logico in un clima giuridico incerto, perché norme e giurisprudenza non sono chiare. Ci siamo appoggiati ai principi del Codice degli appalti e all'articolo 45 bis del Codice della navigazione. Tra i principi del Codice degli appalti si parla del possibile inserimento di clausole sociali, è vero, ma queste non devono andare contro le direttive europee, che spiegano come dette clausole debbano essere compatibili con la libertà di organizzazione dell'impresa. Un esempio? Se arriva un'impresa familiare con due dipendenti ed è a posto così, non si possono imporre assunzioni. Se però l'impresa assume, ha l'obbligo di guardare prioritariamente alla lista dei 22".

Tagliente l'intervento dell'assessore esterno a bilancio e partecipate Aldo Sammartano. Al punto da suscitare la protesta di Ornati, che ha ritenuto le parole dell'ex numero uno della Camera di Commercio spezzina al di là di quanto consentito a un assessore esterno. "Devo complimentarmi con gli esponenti dell'opposizione per il percorso di crescita che li ha portati a maturare una tale sensibilità sociale", ha polemicamente esordito l'assessore. "Avete avuto responsabilità di governo nel pieno del periodo di vita della Lerici Mare - ha proseguito -; il capogruppo Fresco ha fatto il sindaco per dieci anni, ed era primo cittadino anche quando sono stati rivisti statuto e patti para sociali della partecipata. Allora non si pensò alla possibilità di inserire clausole (la reazione di Fresco: "Nei miei anni non c'è mai stato bisogno di clausole, né si sono verificati problemi per i lavoratori"). Ad ogni modo, la clausola sociale che propone questa amministrazione è quella di massima estensione. Sono convinto che l'elenco dei 22 lavoratori sarà abbondantemente utilizzato". A margine del consiglio, l'ex sindaco Fresco si è rammaricato per le parole dell'assessore Sammartano - "Inutile sarcasmo" - e per la tendenza dell'ingegnere "a intervenire sempre a fine dibattito e mai nel corso dello stesso, non consentendo quindi un adeguato confronto e un'eventuale difesa di quanto fatto negli anni passati".

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