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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 20.29

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I comunisti dicono no a una "Porto Venere da bere"

I comunisti dicono no a una `Porto Venere da bere`

Golfo dei Poeti - "In questi giorni è forte il dibattito (più che dibattito ancora solo mugugno) su diverse iniziative recentemente organizzate dal Comune di Porto Venere con l’avvallo della Regione Liguria, in particolare in riferimanto agli ultimi tre eventi: Raduno “privato” yacht cantiere AZIMUT, Piscina “Naturale” e Red Carpet.
Questi eventi contrastano con l’identità dei nostri borghi marinari, identità già purtroppo sfiancata dalla ricerca a tutti i costi del commerciale, del profitto e del solo aspetto legato all’immagine.
Il modello turistico/economico proposto non è ne’ condivisibile ne’ sostenibile per la qualità e la preziosità del nostro territorio inserito da alcuni anni nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità – UNESCO proprio per le sue peculiarità che oggi vengono messe a repentaglio.
Dalla motivazione per l’iscrizione nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità:
“Area culturale di eccezionale valore, che rappresenta l’interazione armoniosa tra l’uomo e la natura cui si deve un paesaggio di straordinaria qualità e bellezza che illustra un tradizionale stile di vita, conservato per millenni.”
E’ questo, a nostro giudizio, il nocciolo della questione, un problema di più ampio spettro, culturale, storico ed ambientale che viene tradito, violentato da iniziative che nulla hanno a che vedere con quella interazione armoniosa tra uomo e natura.
La citazione di Montaliana memoria “nuda, scabra ed essenziale” non vuole essere certo la sola riproposizione di un tempo antico ma la vogliamo rinnovare quale grido di allarme verso la perdita di identità dei luoghi che via via si stanno trasformando in mere quinte scenografiche da palcoscenico dove quel “tradizionale stile di vita conservato per millenni” rischia di andare perduto, per sempre.
Il raduno degli Yacht del Cantiere Azimut ha visto il realizzarsi di una “privatizzazione” del porticciolo con manifestazioni riservate, transenne, guardie del corpo e sicurezza che ha visto la completa cesura e la completa esclusione dalla manifestazione del paese e dei suoi abitanti con l’emergere di posizioni di retroguardia della peggiore borghesia.
La Piscina “Naturale” pur essendo evento di libero accesso è stata negli anni “snaturata” passando dalla giusta riconquista dello specchio acqueo a completa disposizione dei bagnanti (in un luogo ricordiamolo in parte riserva marina del parco naturale regionale) ad un evento “disco” da parco di divertimento acquatico.
In ultimo la goccia ce ha fatto traboccare il vaso e’ il Red Carpet che ha oltraggiato il centro storico ed il promontorio di S. Pietro; basta consultare alcuni siti di informazione on-line per rendersi conto dai commenti effettuati da cittadini e turisti di quanto sia inappropriata ed inutile questa buttade propagandistica della Regione Liguria.
E’ necessario un grande salto di qualità culturale che sappia far rinascere, dalle radici della nostra identità, la bellezza dei nostri luoghi, delle nostre tradizioni e tentare di riconquistare quella armoniosa interazione fra uomo e natura ad oggi quasi perduta".

Fabio Carassale
Partito Comunista Italiana
Sezione di Porto Venere

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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