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Ex sindaci contro Paoletti: "Mercatino etnico spostato dove c'era spazzatura"

Critiche anche per lo stop all'accoglienza dei bambini Saharawi e ai "Giovedì in spiaggia". Intanto la petizione contro il trasloco tocca le cinquecento firme.

Ex sindaci contro Paoletti: `Mercatino etnico spostato dove c´era spazzatura`

Golfo dei Poeti - Agli ex sindaci di Lerici Emanuele Fresco e Giorgio Tedoldi proprio non piace la delibera con cui la giunta Paoletti intende spostare dai giardini e dal lungomare alla Venere Azzurra il mercatino multietnico, una realtà lericina da quindici anni. Fresco e il suo predecessore si sono fatti sentire ieri pomeriggio in occasione della seconda giornata de "La buona integrazione", manifestazione organizzata dall'Arci Borgata. Dopo la critica "locale", Tedoldi, introdotto da Alessandra Alessandri, ha allargato il raggio: "Giusto evidenziare il dramma dei migranti. Sia quelli ambientali e economici, sia quelli che scappano dalle guerre. Conflitti causati da noi occidentali, che esportiamo democrazia solo dove c'è petrolio, dove c'è ciccia". Le ragioni dell'economia e della salvaguardia dei rapporti politici vengono prima dei diritti anche per quanto riguarda la grana del popolo Saharawi: "La comunità internazionale, per non mettere a rischio le relazioni con il Marocco, non è mai intervenuta per far celebrare un referendum che è atteso dal 1975", ha detto Tedoldi. Il tasto del popolo Saharawi, a Lerici, è di particolare attualità. Infatti, l'attuale amministrazione ha preferito interrompere il progetto di accoglienza estiva dei bambini, fatto criticato da Tedoldi e da Fresco, al pari dello stop ai "Giovedì in spiaggia", progetto sociale santerenzino. Tedoldi ha proseguito assicurando che "noi siamo liberi solo apparentemente, non c'è vera indipendenza nazionale. Lo si capisce, per esempio, dal fatto che dobbiamo dare le nostre basi militari agli Stati Uniti". Dopo un invito al "risveglio delle coscienze", ha ripreso il tema del mercatino: "Sarebbe bello vedere al fianco dei banchi etnici, banchi con i prodotti lericini, e altri con quelli della Val di Vara o della Val di Magra".

Di fronte alla Borgata è poi risuonata la voce di Fresco. "L'amministrazione vuole trasferire il mercatino in un'area infelice, dove prima c'erano i cassonetti per i rifiuti. E non parliamo di abusivi, deve essere chiaro, ma di persone che svolgono il loro lavoro in piena regola, pagando le tasse, con tutte le autorizzazioni necessarie. Gente che ha fatto sacrifici, che ha famiglie da sostenere, che ha fatto investimenti, e che negli anni non ha arrecato alcun disturbo. E che ora il Comune intende spostarli con una delibera piena di improvvisazione, che va anche a ridurre il numero di venditori da quindici a dieci o otto, non si capisce". Il predecessore di Caluri ha poi strappato un applauso quando ha risposto a chi ha paventato lo spettro di una concorrenza tra il mercatino etnico e le attività lericine. "Probabilmente qualcuno non ha idea di cosa significhi allestire un'opportuna offerta commerciale", ha sentenziato. Severe le parole sull'interruzione dell'accoglienza dei bambini Saharawi: "Un'iniziativa importante, avviata da Tedoldi e proseguita sia da me, sia da Caluri, che metteva al centro il sostegno socio sanitario ai bambini e il supporto politico alla causa del popolo Saharawi".

Fresco ha attaccato anche l'assessore Luisa Nardone, che aveva parlato, la scorsa estate, di una collocazione futura ai giardini, all'ombra, per il multietnico. Un punto sul quale, dalla platea, si è fatto sentire anche l'ex assessore Michele Fiore: "Quelle delle Nardone sono state parole gravi, perché le scelte politiche sono legittime, le prese in giro no". L'esponente di Possibile non ha dubbi: "Stiamo perdendo progetti sociali che negli scorsi anni hanno dato ottimi risultati. Forme di mediazione che hanno prevenuto situazioni di disagio, basti pensare ai 'Giovedì in spiaggia' di San Terenzo: non è mica uno scherzo mettere fianco a fianco gli anziani del paese con i giovani dominicani. Ma la politica aveva fatto uno sforzo importante e riuscito in questo senso". Una parola rivolta al sindaco: "Non credo che queste scelte, compreso lo spostamento del mercatino, siano frutto dei valori di Paoletti. Più che altro, è schiavo di un gruppo di interesse a cui deve rispondere. Eppure aveva detto che sarebbe stato sindaco di tutti. Ecco, lo invito a rispettare questo intendimento". Microfono anche per Fabrizio Dei: "Dobbiamo capire che il multiculturalismo è ricchezza, e organizzare spazi e luoghi di scambio e confronto. Spostare il mercatino in un'area marginale è sbagliato".

La petizione per l'annullamento della delibera, intanto, prosegue. L'intenzione, come spiegato dalla Alessandri, è protocollarla la prossima settimana. Finora sono state raccolte circa cinquecento firme.

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