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Digestore, le ragioni del 'no' approdano a Lerici

Sarà dibattito in consiglio comunale. Intanto da Vezzano il circolo Pd rilancia: "Adottare ogni forma legale di opposizione al progetto".

Rifiuti

Golfo dei Poeti - Uno dei più grandi crucci degli attivisti 'no biodigestore' è il non essere mai riusciti a 'esportare' il tema fuori dai confini di Santo Stefano e Vezzano, o almeno non con particolare forza. Questo pur da tempo sostenendo la risonanza comprensoriale della vicenda. Però un po' di sconfinamento c'è, basti pensare che a breve il tema sarà affrontato dal consiglio comunale di Lerici. Il gruppo di opposizione 'Siamo il Golfo dei poeti' rende infatti noto di aver protocollato una mozione che intende impegnare il sindaco Paoletti, la sua giunta e il consiglio comunale tutto a “esprimere contrarietà al biodigestore di Saliceti, attivandosi in merito e supportando le iniziative in corso e future per fermare tale progetto”. Una richiesta sostanziata da una serie di note considerazioni: dalla contrarietà palesata dai consigli comunali di Arcola, Santo Stefano e Vezzano alla mobilitazione di parte della cittadinanza, dall'aver “ignorato sia il Piano d'area sia la Vas” alle “criticità di natura urbanistico/edilizia e di viabilità, oltre che di impatto ambientale” e “legate ad aspetti idraulici e legate alle falde che danno acqua potabile a gran parte della provincia (quindi anche a Lerici)”, rammentando altresì la lettera con cui il ministro Costa ha chiesto alla Regione Liguria una frenata sull'iter, questo proprio nelle ore immediatamente precedenti la conferenza dei servizi decisoria ha invece dato il via libera all'impianto.

Va detto che non nasce con questa iniziativa una certa vicinanza tra Lerici e la questione digestore; preme infatti ricordare come l'amministrazione lericina abbia ricevuto il pubblico ringraziamento di comitati e associazioni, lo scorso settembre, per il supporto dato nel reperire carte utili a imbastire le ragioni del no. A raccogliere lo slancio di gratitudine, quella sera in Sala della Repubblica a Sarzana, c'era Claudia Gianstefani, allora consigliere comunale delegato al ciclo dei rifiuti e consigliere provinciale di maggioranza con delega all'Ato idrico, oggi invece assessore all'Ambiente di Lerici (post elezioni settembrine) e non più delegata in Via Veneto, vista
la recente restituzione della delega per la frattura con il presidente Peracchini. Frattura avvenuta, tanto per riannodare i fili, per la mancata discussione in consiglio provinciale proprio del tema biodigestore, nonostante le mozioni presentate sia dal centrosinistra (con il consigliere Licari), sia da La Spezia popolare, centrodestra, gruppo di riferimento della Gianstefani. Quasi a suggellare un rapporto certo non idilliaco tra l'ente comunale lericino e la Provincia, sul quale naturalmente pesa la frizione – con tanto di carte bollate - sul fronte rifiuti, con Lerici che vorrebbe fare partita a sé (e che in quest'ottica ha agito amministrativamente, andando anche, com'è noto, a cedere le azioni Iren e a imbastire e concludere una gara d'affidamento: QUA il capitolo più recente dell'intricato racconto).

Intanto di biodigestore si parla, anzi, si continua a parlare, in quel di Vezzano. Il circolo Pd locale, con una nota affidata al coordinatore Simone Regoli, vice sindaco vezzanese, prende atto delle conclusioni della Conferenza dei servizi dello scorso 11 dicembre, nonché “del tono dell'evento, dell'arrendevolezza di molti attori coinvolti (istituzionali e tecnici: Provincia, Arpal. Autorità di bacino, ecc.) all'arroganza dimostrata dai rappresentanti della Regione – testimoniata anche dal fastidio con cui è stata accolta la lettera di sollecitazione ad un maggiore approfondimento del tema inviata dal Ministero dell'Ambiente - sordi ad ogni considerazione e platealmente insofferenti alle critiche ed osservazioni motivate di cittadini e comitati e soprattutto degli organi tecnici ed istituzionali (giunta e consiglio comunale) del primo ente coinvolto: il Comune di Vezzano Ligure”. Continuano i Dem di Vezzano: “Si prende atto e si condanna la condotta del centrodestra, che si è sottratto in sede di Consiglio Comunale di Vezzano alla responsabilità di tutelare, sopra ogni interesse di parte, la salute ed il benessere dei propri concittadini, che non ha protetto, come Provincia della Spezia, il territorio, già gravato da pesanti servitù e destinato, con l'opera in progetto, a dovere sopportare volumi sproporzionati al proprio fabbisogno, che ha pensato, come Regione Liguria, di sopperire alle proprie annose manchevolezze sul nodo del trattamento dei rifiuti con la scelta di riversare sul nostro territorio quanto prodotto e non trattato da altri”.

“In un momento storico ove gli sforzi, anche e soprattutto in sede europea, sono rivolti alla massima attenzione verso l'ambiente – concludono dal circolo -, si fa una scelta che, per la quantità dei volumi da trattare, la collocazione del sito ed i rischi connessi all'attività produttiva, rappresenta un carico ambientale non più sopportabile. Il Partito democratico di Vezzano Ligure invita l'amministrazione comunale, così come gli organi provinciali del partito ed i suoi rappresentanti presso il consiglio regionale, a proseguire, con ogni forma legale di opposizione, nel contrasto a questo progetto”.

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