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Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 Giugno - ore 13.17

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Cozzani: "Sono sorpreso, ma non butteremo via due anni di lavoro"

Il sindaco di Porto Venere sulle proteste rivolte al masterplan per la Palmaria: "Non ci saranno decine di alberghi: le case alienabili non superano i 3.500 metri quadrati. Ci saranno forse 200 posti letto, un terzo della capienza dell'Albatros".

l'intervista

Golfo dei Poeti - "Non provo alcun sentimento di rabbia perché il dialogo arricchisce sempre. Semmai parlerei di sorpresa, perché dopo due anni che ci lavoriamo sopra, il rammarico è che alle tante riunioni fatte abbia partecipato meno gente di venerdì. Eppure abbiamo fatto qualcosa di molto diverso dal solito: generalmente prima si fanno i progetti e poi si coinvolge la popolazione, noi abbiamo fatto l'esatto contrario". Non v'è dubbio che dagli States dove si trovava fino a ieri, Matteo Cozzani, il sindaco di Porto Venere, deve aver passato parecchio tempo sul proprio smartphone, a leggere che cosa stava succedendo intorno all'isola Palmaria, con l'assemblea dell'Urban Center, la petizione popolare, la ribalta nazionale e infine il solito schizofrenico tam tam sui social.

Le orecchie le saranno fischiate parecchio anche da lontano, lei che idea si è fatto?
"In questo biennio di confronti tante persone hanno detto la loro. Mi pare invece che chi parla oggi prima non c'era. Penso sia inopportuno buttare via un lavoro così approfondito e i soldi pubblici investiti per farlo. Sono sorpreso e rammaricato delle tante cose che ho letto, ma mi sento di dire una cosa: se i miei concittadini hanno deciso di confermarmi è perché forse hanno valutato che un briciolo di serenità decisionale l'ho dimostrata. Sapevano che cosa pensavamo della Palmaria, che era differente dalle altre proposte".

Una delle tante preoccupazioni sollevate è la cosiddetta "necessità economica". Se la Marina pretende infatti 3-4 milioni di euro di lavori nell'ottica della permuta, il Comune dovrà tirarli fuori dalle proprie casse e al tempo stesso sarà obbligato a sua volta a vendere quelle proprietà.
"E' fuor di dubbio che gli accordi si fanno in due. La Marina militare è disponibile a fare delle permute e noi ci siamo presi l'onere di eseguire questi lavori con i soldi pubblici. E' normale che un Comune voglia valorizzare alcuni immobili ma solo per funzioni recettive, usando ciò che già esiste. Questo per ottenere quel denaro che servirà anche a fare dalle fognature, alle condotte dal gas, ad un'elettrificazione capillare, alla regimentazione delle acque, alla manutenzione o sostituzione di tanti muri di sostegno presenti sull'isola. Gli altri immobili d'interesse, vincolati cioè dalla Soprintendenza, non saranno venduti".

Siccome il masterplan è solo una bozza progettuale ma non un vero e proprio progetto, la gente ha paura che alla fine, magari quando gli anni saranno passati, si costruiscano degli alberghi.
"Io penso che tutto dipenda da che cosa voglia dire 'costruire'. Perché noi abbiamo parlato a chiare lettere di rigenerazione, di recupero, di volumi esistenti, chiaramente non vincolati ma non perché lo diciamo noi ma perché è la Soprintendenza ad essersi espressa. Paura di una Palmaria solo per ricchi? Non è il legislatore a determinare la classificazione di una struttura recettiva, è l'imprenditore che decide il livello. Noi possiamo dare degli indirizzi: non vogliamo assolutamente seconde case e anche se non posso dire oggi come diventerà, immagino una soluzione tipo Porto Venere con un ostello ma magari anche un b&b di lusso. E comunque non parliamo di decine di alberghi perché le case alienabili non superano i 3.500 mq complessivi, quanto un albergo di medie dimensioni".

Come si è arrivati alla formulazione del 5-bis, lo scenario che poi è stato quello prescelto e presentato?
"Condiviso nel tavolo tecnico, è sostanzialmente la crasi fra i progetti 4 e 5".

Si parla di un nuovo molo per il Pozzale, altra possibilità ostracizzata dagli ambientalisti.
"Mi si dà la possibilità di fare un chiarimento necessario. Forse non tutti sanno che il molo che utilizzano i cittadini per scendere dai traghetti è concesso dall'Areonautica militare. Una nuova infrastruttura, visto il radicamento delle persone in quella zona dell'isola, è cosa buona e giusta perché come i moli dalla parte del Terrizzo, anche dall'altra parte avremmo un'infrastruttura pubblica e non più concessa. Non è detto che si debba usare il cemento, ci sono talmente tante tecnologie... Se faccio una gara per il trasporto marittimo la prima cosa che l'Autorità portuale richiede è il punto di sbarco..."

Quante persone dormiranno sull'isola a lavori finiti?
"Premetto che sarà un lungo percorso, che ci vorrà del tempo anche se è stato incanalato bene. Dobbiamo aprirci al turismo, con un occhio particolare ai residenti, come dico sempre. Quanti posti letto? Se dico duecento persone penso ad un numero già molto consistente, ma parliamo sempre di un terzo della capienza dell'Albatros..."

Agricoltura sulla Palmaria, un espediente per costruire la monorotaia per i turisti?
"Quello dell'agricoltura sull'isola è uno dei temi cardine sollevato dagli abitanti. Sono stati loro a chiederci di poter usare i terreni con i giusti strumenti, un ricovero attrezzi. Per tagliare le piante infestanti e piantare vigneti, proprio come alle Cinque Terre. E io perché dovrei dire loro di no? Ripeto, ce lo hanno chiesto loro. E poi voglio dire che chi parla di isola storicamente selvaggia non conosce o non ricorda la storia della Palmaria. Basta dare un'occhiata alle cartine d'epoca... era il granaio di Porto Venere".

A proposito di Cinque Terre, preoccupa la possibilità che Porto Venere e Palmaria finiscano nel medesimo calderone con analoghe iniziative di marketing. L'esempio non è proprio dei migliori, in effetti. Ha parlato con Donatella Bianchi, neo-presidente del Parco?
"Mi auguro che Donatella sia nominata il prima possibile, il Governo ci sta mettendo parecchio, ci auguriamo che lo faccia al più presto. Si tratta di un'ottima scelta e non vedo l'ora di collaborare con lei. Il tema Cinque Terre a Porto Venere è sempre dibattuto: siamo stati, per quel che riguarda i numeri dei turisti, la loro cenerentola ma il nostro è un turismo differente. Il dato di fondo è che non abbiamo quei flussi perché non ci sono i treni che creano maggiori disagi. E poi è una questione di misure: se traslassimo il Forte Cavour su Porto Venere, occuperemo una superficie che va da San Pietro a Piazza Bastreri. E poi, capite bene, che controllare i flussi su un'isola è ben diverso perché, a meno che uno non ci vada a nuoto, i punti d'approdo sono soltanto due".

Palmaria come Capri, una frase che riecheggia ancora da queste parti.
"Il presidente Toti equiparò la Palmaria a Capri non certo per l'urbanizzazione selvaggia quanto per l'appeal. Io quel giorno ero presente e ricordo molto bene il senso di quelle parole. E aggiungo: il governatore avrebbe potuto scegliere chiunque per fare il commissario e invece ha dato fiducia al sindaco del paese: è forse la prima volta che Genova affida un compito così importante al territorio. Ma attenzione, il commissario è una figura che catalizza i processi ma non li può far saltare. Quindi a chi dice che è un modo per far saltare la Vas, rispondo che è una bugia semplicemente perché la legge non è bypassabile".

Incontrerà una delegazione dei firmatari della petizione contro il masterplan?
"Il 12 giugno innanzitutto insieme al presidente Toti saremo a Porto Venere a presentarlo. Incontrerò sicuramente anche loro, se lo vorranno, ma voglio dire con chiarezza che non possiamo buttare via due anni di lavoro. Dentro la cabina di regia non c'ero soltanto io, gli esperti, gli advisor, i cittadini hanno partecipato, così come ministero e Soprintendenza. Non ripartiamo da zero, non mi pare corretto seguire le istanze di chi fomenta perché tutto quello che è stato detto sulla cementificazione, sul turismo selvaggio non è vero. Gli stessi abitanti sono concordi, poi se ci sono da fare delle modifiche in corso d'opera perché magari si aprono possibilità possiamo vagliarle".

Perché la vicenda Palmaria ricorda parecchio quella di Piazza Verdi?
"Leggo che la Palmaria è l'isola degli spezzini. Certamente è anche la loro ma prima di tutto è di chi la abita e dei cittadini portoveneresi. Ad ogni modo, rispondendo alla domanda, non credo si tratti della medesima situazione perché in questi anni la mia giunta si è sempre mostrata compatta verso questo percorso, a differenza di quanto avvenne in quella occasione. Ho agito con trasparenza e oggi voglio essere coerente, andando avanti. Lo feci con il metodo di conferimento della spazzatura, che a Porto Venere introducemmo per primi, lo porto avanti adesso. Senza fare calcoli ma proseguendo secondo programma, nel rispetto di chi ci ha accordato la fiducia per la seconda volta".

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