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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 14.31

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Botte da red carpet. Paita: "Ignoranza e volgarità". Giampedrone: "Lella go!"

Botte da red carpet. Paita: `Ignoranza e volgarità`. Giampedrone: `Lella go!`

Golfo dei Poeti - Prosegue la polemica sui red carpet liguri. Tante le prese di posizione, pro e contro. Teatro d'eccezione per il dibattito, come sempre, i social network.
"Non poteva che finire così la storia della #mialiguria - ha attaccato su Facebook Raffaella Paita, capogruppo Pd in consiglio regionale, puntando il dito sul caso Porto Venere -. La Liguria è di ogni cittadino e dovevamo reagire subito ad un hashtag che significa possesso. Mia nel senso di uno solo (che peraltro non è ligure e dimostra di capire poco dell'assenza di questo territorio) che ha deciso di usarla come vuole anche umiliandola con un tappeto da finte celebrità americane. Sua un cavolo. Questa Regione è stata costruita con la fatica umana, da gente umile che ha rispetto per una terra difficile, scoscesa, asciutta ma bellissima per la sua semplicità. E così, non avendo reagito noi, loro ci hanno preso gusto a trasformarci nella 'Liguria da bere' come la 'Milano da bere'. Ed ecco il red carpet a Porto Venere: l'esempio più evidente di una politica incapace di rispettare la tradizione e la naturale bellezza del nostro territorio. Un tappeto ridicolo e provinciale piazzato in un paesaggio strepitoso per la sua semplicità. L'ignoranza e la volgarità ad alterare la bellezza naturale. Complimenti davvero Toti e Cozzani".

Non si è fatta attendere la risposta dell'assessore regionale Giacomo Giampedrone che, piazzando il sarcastico hashtag #lellago, ha richiamato alla mente "lo slogan elettorale di qualche anno fa della stessa Paita....'noi siamo la Liguria'. Come se gli 'altri liguri' (fortunatamente tanti ma veramente tanti) che non l'hanno votata non fossero degni di essere altrettanto Liguri quanto lei. Sorridiamo, e non possiamo che essere veramente contenti della buona novella: La consigliera Paita, dopo qualche comprensibilissimo tentennamento post elettorale, nelle ultime settimane ha deciso di continuare imperterrita, sconfitta dopo sconfitta, nel suo percorso politico. Una garanzia! PS. Col cavolo che tu sei la Liguria".

Dibattito sul tappeto rosso anche sul profilo di Alessandro Laghezza, tra i fari dei liberali spezzini, presidente degli spedizionieri. L'ex consigliere comunale ha parlato di "operazione di marketing geniale nella sua prima applicazione, la passeggiata a mare fra Rapallo a Portofino, dove è diventata una importante attrazione turistica. Estesa a macchia d'olio su mezza Liguria rischia di banalizzarsi. Nei borghi storici rischia anche di essere antiestetica. Quanti turisti porterà in più a Portovenere?". La considerazione laghezziana ha attratto una serie di commentatori, con tanto di disfida rivierasca a destra tra Giovanna Bertamino, vice sindaco di Deiva Marina, e Nadia Anselmo, consigliere comunale levantese e nuova guida provinciale di Fratelli d'Italia. L'amministratrice deivese è una pro carpet: "E' un'iniziativa temporanea che non deturpa o rovina proprio niente - ha scritto -. La forza è nell'idea che viene estesa a livello regionale e la mancata partecipazione dei luoghi più caratteristici e belli (come Portovenere) svilirebbe il progetto nel suo complesso", convinta che il tappeto costituisca anche "un invito a visitare luoghi e monumenti, anche sacri".

Irremovibile la Anselmo, secondo la quale luoghi come Porto Venere "sono perfetti come la natura li ha creati. È orribile quel pezzo di stoffa colorata su un pezzo di territorio unico al mondo. Mi sembra volere rovinare la perfezione". E ancora: "A Portovenere è proprio un colpo d occhio terribile. L'operazione nel complesso ottima,andava utilizzata meglio. Ci sono luoghi dove la natura ha fatto già un lavoro perfetto. Guai a modificarlo".

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