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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Gennaio - ore 17.43

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Avanti con il parcheggio della Serra, la minoranza si spacca

Fresco vota con la maggioranza per l'opera che nacque nel corso del suo mandato, mentre il Pd si sfila. Sindaco e assessore: "Completiamo l'intervento e rispettiamo i contratti".

Avanti con il parcheggio della Serra, la minoranza si spacca

Golfo dei Poeti - Ieri sera la maggioranza lericina ha portato in consiglio comunale una mozione ad alto tasso tecnico volta a strappare all'assemblea un'investitura ai fini della riapertura del cantiere per l'ampliamento del parcheggio della Serra, opera che ha preso le mosse all'epoca dell'amministrazione Fresco - era il 2012 quando fu approvato il progetto esecutivo - e che l'attuale governo comunale vuole concretizzare. La mozione letta dalla capogruppo Gianstefani rimarca lo stop ai lavori - avviati nel 2014 - in seguito alle segnalazioni della ditta Inarco (aggiudicataria dell'opera, con offerta caratterizzata da un ribasso del 40%) in merito a una serie di grane progettuali legate a norme di sicurezza, rampe e tiranti, questi ultimi da correggere anche per evitare rischiosissime schermaglie legali con i cittadini. Il documento della maggioranza, passo dopo passo, giunge all'approvazione della variante del luglio scorso, che accresce la spesa prevista del 16%, portandola a circa 1.2 milioni. La mozione, di denso contenuto tecnico, non è però priva di spunti politici. "L'opera pubblica in argomento - si legge infatti un attimo prima dell'impegnativa - è stata voluta dall'amministrazione presieduta dell'allora sindaco Fresco" e ancora "l'opera è stata appaltata e cantierata dall'amministrazione presieduta dall'allora sindaco Marco Caluri"; e sempre sotto Caluri "il cantiere è stato successivamente sospeso a seguito delle osservazioni manifestate dalla ditta Inarco, che hanno evidenziato gravi errori progettuali". Sottolineata la presenza in consiglio, tra i banchi della minoranza, delle forze politiche legate alle due amministrazioni che hanno preceduto Paoletti, la mozione caldeggia "l'opportunità politica" di condividere il progetto e dà mandato al sindaco e alla giunta di "riaprire il cantiere e conseguentemente procedere alla ripresa dei lavori per il parcheggio della Serra". Insomma, una voluminosa escursione tecnica, con sms finale che suona più o meno così: se vi piaceva prima, vi piace anche adesso. Senza dimenticare che allora - epoca Caluri - l'opposizione di centrodestra riconducibile all'attuale maggioranza votò con il centrosinistra a favore della partenza dei lavori, lasciando al solo Bernardo Ratti - ieri in consiglio da attento spettatore - il cerino del no.

In sede di discussione prima, e di voto poi, la minoranza lericina s'è spaccata. Favorevole il responso di Emanuele Fresco, oggi capogruppo di 'Passione e competenza'. Così l'ex sindaco: "Il progetto è stato approvato quando c'ero io - ha detto -, l'opera - gradita alla maggioranza della cittadinanza della Serra - era adeguata a dare determinate risposte, e la è ancora oggi. Parlo soprattutto della carenza di parcheggi: grazie ai 39 box che l'ampliamento consentirà di realizzare, altrettanti posti in superficie si libereranno. Nella mozione si parla di 'gravi errori progettuali', è eccessivo. Ad ogni modo, le varianti esistono, sono una possibilità. E' stata fatta, è stata approvata, bene: diamo apertura al cantiere. Il mio voto alla mozione è favorevole. E aggiungo una richiesta: le somme che restano grazie al ribasso d'asta - al netto dei circa 168mila euro necessari per implementare le modifiche previste dalla variante - siano dedicate alla Serra, come previsto in origine".

Già dalle prime parole, il consigliere Maria Chiara De Luca, capogruppo di 'Golfo dei poeti', ha fatto capire il suo orientamento. "Trovo singolare - ha detto l'esponente Pd - la presentazione di una mozione che chiama i consiglieri a esprimersi su un processo decisionale che non li ha visti coinvolti. Tale infatti è la situazione per me e per il consigliere Daniele Perotto, tale era (passato d'obbligo, viste le recenti dimissioni per questioni personali, ndr) quella della consigliera Ferrari. E mi chiedo quanto questo consiglio comunale sia stato coinvolto nel processo che poi ha portato alla variante. Questa assemblea non è stata consultata. E ora ci chiedete pieno mandato per la riapertura del cantiere. Non me la sento di dire andiamo avanti o non andiamo avanti, per l'attenzione che ho per il territorio. Tra l'altro, in occasione delle assemblee fatte alla Serra, abbiamo registrato un buon numero di cittadini preoccupati, e anche un acquirente di un box disposto a lasciar perdere. Ci preoccupa inoltre la deroga alla norma istituita dalla Regione che impone di costruire a più di dieci metri dai canali". Le ha fatto eco l'altro Pd Daniele Perotto: "Non c'è stato un adeguato coinvolgimento delle opposizioni. E c'è bisogno di chiarezza in merito alla deroga. Non intendiamo dare un avallo in questo senso, rischiando di creare un precedente".

"Avrei capito una mozione presentata qualche mese fa, magari a luglio, in occasione dell'approvazione della variante. Ma oggi è ben diverso, è una mossa tardiva", ha esordito il consigliere Andrea Ornati (Cambiamo in Comune). "La maggioranza - ha proseguito - innanzitutto dica chiaramente che è a favore dell'opera, sancendo un punto politico. Ad ogni modo - ha proseguito -, credo che questa mozione sia strumentale, e presentata solo per far emergere come l'attuale amministrazione ritenga non buono l'operato di Fresco e Caluri. La si vuole buttare in caciara, per attribuire colpe. Non ha senso. Mi sfugge lo scopo della mozione. Cosa chiedete? Una delega in bianco per fare quello che volete? Una piena condivisione del progetto per dargli un impulso, quando l'impulso gliel'avete già dato voi approvando la variante?".

I democratici sono finiti nel mirino di Fresco: "Cara De Luca - ha detto rivolto alla capogruppo -, il Pd era presente all'interno della mia amministrazione, che ha approvato il progetto, e guidava quella che nel 2014 ha dato il via ai lavori. Quel Pd che andava alla Serra a confermare la realizzazione del parcheggio".

Scacciati i dubbi sulla deroga ai dieci metri con un puntuale intervento dell'architetto Ferrarini ("La deroga è possibile perché ci sono basi tecniche per consentirla, senza pericoli") e un affondo del primo cittadino ("Non c'è nessun rischio, come certificato dai tecnici della Regione. Querelateli, se volete"), l'amministrazione ha spiegato le ragioni della mozione.
Così Paoletti: "Abbiamo deciso di condividere tutti i passaggi tecnici con il consiglio comunale, come è nostro dovere. Ecco perché siamo qua stasera. Non c'è niente di cui stupirsi. Lo spartiacque di questa vicenda è l'apertura del cantiere nel 2014. Un punto di non ritorno. C'erano dei problemi progettuali, ma siamo riusciti a definirli e a elaborare una soluzione con la variante in corso d'opera. Un lavoro, per il quale ringrazio tecnici e professionisti (presenti in sala, ndr), i cui risultati portiamo stasera in consiglio. Uno step necessario che mai ci saremmo sognati di non fare. Poi verranno gli altri passaggi, in particolare la discussione con la ditta (Inarco, ndr) per l'affidamento, ma bisognava innanzitutto portare questi elementi in consiglio. E' oggi che i consiglieri sono chiamati a decidere se questo lavoro è completo e idoneo. Avreste potuto venire con vostre relazioni tecniche - magari potrebbero rivelarsi utili -, invece di parlare genericamente di timori, a braccio, quasi leggende popolari". Ancora il primo cittadino: "Su quest'opera, voluta politicamente da Fresco, e chiesta dal comitato di frazione e dalla popolazione della Serra, noi, anche quando eravamo all'opposizione, non abbiamo mai fatto strumentalizzazioni. E, a cantiere affidato, votammo a favore del parcheggio. Responsabilmente, sostenemmo l'amministrazione, che aveva assunto impegni concreti e formali sia con le imprese, sia con gli acquirenti".

La chiosa dell'assessore ai lavori pubblici, Marco Russo: "Giusto che il consiglio si esprima, ma con qualcosa in mano, cioè una variante approvata. Decidere insieme la strada? La strada era definita, ci sono contratti in essere da rispettare. La nostra volontà - ha chiarito - è portare avanti il cantiere, andando a rispettare i contratti con ditta e acquirenti. C'erano criticità serie nel progetto originale, che abbiamo risolto, evitando anche possibilità di contenziosi".

Un insolito fronte del 'Sì' ha visto Fresco votare per il 'suo' parcheggio assieme alla maggioranza, con la triplice astensione di Ornati, De Luca e Perotto. Minoranza divisa su un grande classico, dopo le prove di compattezza degli ultimi quattro mesi.

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