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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 19.20

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"Sindaci Caprione stabili in consiglio Parco", a Lerici visioni 'contro'

La maggioranza: "Il Parco ha disatteso il suo impegno per la tutela". Dai banchi dell'opposizione: "Sostenere l'ente e dire no alla proposta di legge per abolirlo".

"Sindaci Caprione stabili in consiglio Parco", a Lerici visioni 'contro'

Golfo dei Poeti - Venerdì prossimo il consiglio comunale di Lerici si riunirà alle nove del mattino per discutere la pratica delle pratiche: il bilancio, con annessi e connessi. Si annunciano, come da prassi, ore ed ore di discussione. E potrebbe aggiungersene qualcuna - tempo e nervi permettendo - perché nel menù di giornata, alla fine, compaiono pure due mozioni a tema 'Parco di Montemarcello, Magra e Vara', le cui sorti - complice la proposta di legge per l'abolizione dell'ente lanciata dal consigliere regionale Andrea Costa (QUI) - sono al centro di un acceso dibattito. Una mozione, la prima ad essere stata protocollata, arriva dai tre gruppi di opposizione. L'altra, arrivata tre giorni dopo, il 26 febbraio, arriva dalla maggioranza. Sono testi dai contenuti giocoforza differenti: se quella pervenuta dal fronte di governo mette sul tavolo le riforme del Parco ritenute necessarie dall'amministrazione comunale ai fini dell'utilità del Parco stesso, in quella della minoranza c'è prima di tutto la difesa dell'ente di tutela ambientale attualmente presieduto da Pietro Tedeschi. Ente che sotto il suo cappello racchiude oltre il 60 per cento del territorio lericino: nessun Comune ha una fetta così importante entro i confini del Parco.

"Diciamo no alla proposta di Costa"

La mozione della minoranza, sottoscritta dai capigruppo Mariachiara De Luca (Golfo dei Poeti), Emanuele Fresco (Passione e competenza) e Andrea Ornati (Cambiamo in Comune) si apre riproponendo i passaggi salienti del dibattito sul destino del Parco - in particolare la vibrante lettera con cui Tedeschi a nome del consiglio del Parco ha chiesto al presidente della Regione Giovanni Toti di rompere il silenzio e dire la sua sull'ente -, nonché la richiesta di dimissioni rivolta dal consigliere Costa al numero uno di Via Paci.

"Il Comune di Lerici presenta, all'interno del Parco di Montemarcello, Magra e Vara, l'area più vasta, e di straordinario pregio paesaggistico e naturalistico, dei 18 Comuni che compongono l'ente - si legge nella mozione - Il futuro del Parco è tematica molto sentita all'interno della nostra comunità. Infatti, è di pochi giorni fa la notizia che anche il Comitato di Frazione di Lerici si è reso disponibile a organizzare una iniziativa pubblica sul tema in oggetto, proponendosi di mettere a confronto tutti i soggetti coinvolti nella vicenda. E' pertanto assolutamente necessario ed urgente che il Consiglio Comunale di Lerici assuma una formale posizione sui fatti anzi evidenziati (il menzionato dibattito, ndr)". Il testo della minoranza punta a impegnare il consiglio comunale lericino su tre punti: esprimere parere contrario in merito alla proposta di legge di Costa finalizzata all'abolizione del Parco; sostenere l'ente dichiarandone il "forte valore [...] quale strumento di garanzia paesaggistico naturalistica e di tutela ambientale"; infine, far sì che il sindaco Leonardo Paoletti incontri il presidente Tedeschi e in seguito convochi la Commissione consiliare competente affinché questa elabori un parere sull'affaire Parco "anche prevedendo modifiche e correttivi strutturali ed organizzativi dell'ente da proporre alla Regione Liguria — Commissione Territorio Ambiente", quest'ultima presieduta proprio dal consigliere Costa, portabandiera della battaglia abolizionista.


"Comuni del Caprione stabilmente nel consiglio del Parco"

Il testo della maggioranza segue di fatto la linea impostata sin da quando il primo cittadino lericino Leonardo Paoletti, ormai un anno fa, in consiglio comunale paventò la possibilità della chiusura dell'ente Parco a meno di nette modifiche (QUI). La mozione, sottoscritta dal consigliere Claudia Gianstefani in qualità di capogruppo di maggioranza, contiene innanzitutto un elenco di 'accuse' al Parco. Si parla di un impegno per la tutela "perlopiù disatteso, come dimostrano il mancato ripristino degli antichi sentieri, il restauro dei muretti a secco, la bonifica delle discariche, il ripristino della vegetazione ripariale, la riforestazione di aree industriali dismesse e il diffuso stato di abbandono di boschi, uliveti e terreni". Dito puntato anche contro un "sistema amministrativo non consente a coloro che vivono nel Parco o vorrebbero risiedervi di operare investimenti volti a favorire la residenzialità; viceversa la burocrazia e gli strumenti normativi spesso impediscono azioni migliorative dirette alla tutela e alla conservazione dell'area".
Si segnala inoltre che "l'attuazione delle norme di Parco prescinde in toto dalla competenza degli uffici comunali provocando il paradosso che non si ha controllo del proprio territorio poiché demandato ad organo terzo con un inutile peso burocratico" e che "i tempi per l'approvazione di progetti di recupero e valorizzazione in zona Parco sono dilatatissimi, raggiungono infatti anche 10 anni come nel caso dell'accordo di programma su immobili siti nel nucleo di Portesone".

La mozione ricorda come l'amministrazione lericina "si è fatta promotrice, in sede di Comunità del Parco, dell'istanza di riforma dell'Ente Parco e dei suoi organi di governo, manifestando la necessità che il Parco stesso sia regolato dai principi della democrazia rappresentativa". Cioè maggior peso per i Comuni che nel Parco hanno più porzioni di territorio, come Lerici (uno dei Comuni del Caprione assieme ad Ameglia e Arcola). "Occorre che il consiglio (del Parco, ndr) - si legge a questo proposito - sia composto dai sindaci dei comuni compresi nel Parco e che lo stesso organo veda la stabile presenza dei sindaci dei comuni i cui territori siano maggiormente compresi all'interno del Parco e che presentino le maggiori peculiarità e problematiche di sviluppo socio economico e di salvaguardia. Tra questi Comuni è da comprendersi il Comune di Lerici".

La puntura alla Comunità del Parco: nell'aprile 2017 ha messo nero su bianco la volontà di dar vita a una commissione per discutere e proporre modifiche normative e statutari dell'ente, ma "tale espressione di intenti - attacca il testo - non ha avuto seguito ma persiste l'urgenza di addivenire ad una riforma degli organi del Parco di Montemarcello, Magra, Vara, nel senso di garantire un ruolo esecutivo e decisionale in capo agli organi di rappresentanza democratica dei Comuni (i sindaci) maggiormente rappresentativi del territorio del Parco stesso. Tale necessità si coniuga anche con quella di ottenere maggiore sostegno finanziario dalla Regione, sostegno che impone sul fronte del Parco una maggiore capacità di spesa e di programmazione degli interventi strategici, capacità ad oggi assente".

Di qui, una duplice proposta di deliberazione. La mozione intende infatti impegnare sindaco e giunta "a richiedere agli organi esecutivi e legislativi della Regione, per il tramite dei loro rappresentati istituzionali, di promuovere la riforma della legge istitutiva del Parco di Montemarcello Magra Vara (e di ogni ulteriore atto o provvedimento connesso) nella direzione di prevedere nella composizione del Consiglio del Parco la presenza stabile dei Sindaci dei Comuni del Caprione (Ameglia, Arcola, Lerici, i cui territori sono rispettivamente entro i confini del parco per il 56, il 31 e il 63 per cento, ndr), dei Sindaci dei Comuni reputati maggiormente rappresentativi del territorio del Parco, del Sindaco di un Comune rappresentante della Val di Magra e di un Sindaco di un Comune rappresentante della Val di Vara, conservando le funzioni oggi assegnate al Consiglio" sempre "presieduto da un Presidente di nomina regionale". Secondo punto: affidare in esclusiva agli uffici comunali competenti l'applicazione delle norme di Parco e il rilascio dei titoli edilizi autorizzativi.

Cambiare - tanto - per non morire, insomma. Riapparecchiando la tavola e reimmaginando gli invitati al tavolo del Parco.

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