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"Serve generosità, Ratti e Vara facciano spazio ai giovani non eletti"

L'ex assessore Michele Fiore si fa portavoce della volontà del gruppo di lavoro erede dell'opposizione a marca Fresco-Ornati: "Sconfitta epocale, investiamo in ottica 2025. Stop veti e protagonismi".

Il crollo

Golfo dei Poeti - La pesante sconfitta alle elezioni comunali anima la discussione politica a Lerici, in particolare all'interno del gruppo legato alle due forze di centrosinistra che, nel quinquennio appena trascorso, hanno fatto l'opposizione più coriacea, agendo quasi sempre all'unisono: 'Cambiamo in Comune' e 'Passione e competenza', che erano rispettivamente guidate dai capigruppo Ornati e Fresco. E che, all'interno della lista 'Siamo golfo dei poeti', avevano come loro dichiarata espressione i giovani Arianna Bucci ed Gabriele Fresco, la prima eletta in consiglio con 151 preferenze, il secondo primo dei non eletti. “Ecco, il solo lato positivo di queste elezioni, che hanno segnato una sconfitta epocale, è il buon risultato di alcune figure giovani, sulle quali andrebbe fatto un investimento”, commenta Michele Fiore, ex assessore, che già la scorsa settimana, con alcune stringate valutazioni social, aveva espresso amarezza e delusione, a monte e al netto del risultato elettorale.

Facendosi interprete della sensibilità del gruppo di elaborazione politica 'erede' dell'esperienza di opposizione Fresco-Ornati, Fiore approfondisce il tema dei giovani prima accennato: “Investiamo sul rinnovamento, cogliendo le indicazioni venute dall'elettorato, che non solo ha mandato in consiglio due ragazzi come Arianna Bucci e Emanuele Nebbia Colomba, ma ha anche dato un buon numero di preferenze ad altri due giovani, Gabriele Fresco e Lorenzo Bertusi, primi due non eletti. Occorre guardare al 2025 e non penso sia possibile farlo con i principali protagonisti della debacle. Credo sarebbe opportuno che Vara e Ratti (gli altri due eletti in consiglio, il primo da candidato sindaco, ndr) facciano uno sforzo di generosità immaginando di lasciare il loro posto in consiglio ai primi due non eletti. Nei modi e nelle forme giusti, anche non nell'immediato. Ma questo ragionamento penso sia corretto farlo”.

E se l'ex assessore ai Lavori pubblici da un lato vede questo possibile spiraglio positivo, dall'altro delinea tutta una serie di elementi che a suo avviso hanno portato al patatrac di una settimana fa. “Pochi voti... e tanti veti, posti pensando di ottenere così un allargamento del bacino elettorale, che invece non c'è stato”, prosegue, lui che in occasione di una delle primissime uscite della lista 'Siamo il Golfo dei poeti' era stato ringraziato proprio per aver saputo fare un passo indietro. “Inoltre – afferma a CdS – da un lato Paoletti, piacesse o no, poneva una visione chiara, mentre il centrosinistra è mancato dal punto di vista propositivo. E poi c'è stata una contraddizione: da un lato si è andati in giro a raccontare che la lista era svincolata dalle precedenti amministrazioni, dall'altro che la maggior parte delle opere realizzate da Paoletti altro non sono state che la raccolta di frutti piantati proprio dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra. Che appunto, al contempo, si voleva rinnegare... ma perché? Come in ogni esperienza, ci sono state allora cose buone e cose non buone. Meglio sarebbe stato condurre la campagna illustrando il progressivo impoverimento dei servizi, spiegando la volontà di ripartire dagli stessi, in primis dalla scuola. Invece no: è stata data l'idea non di un progetto, ma di figure unite contro qualcuno. Ed ecco che è arrivata una sconfitta pesante. Tra l'altro, confrontando con le regionali, Sansa – che non è certo un moderato - ha preso 800 voti più di Vara. Se siamo partiti tardi? In tanti sono partiti per tempo! Altri no. È anche pesata la stagione travagliata vissuta dal Pd, con la scissione e cinque anni nel corso dei quali mai è stata contestata l'opposizione morbida a Paoletti da parte del gruppo Golfo dei poeti”.

Fiore critica anche questi primissimi giorni post voto: “Dopo lo choc, nessuna analisi, nessuna riflessione - sembra di far lesa maestà a proporla -, anzi subito comunicati stampa e grande protagonismo. Ripeto, visto che tanto si è insistito sul rinnovamento, valorizziamo i volti nuovi e investiamo su di loro in ottica 2025, uscendo da logiche di veti e personalismi”.

N.R.

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