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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Gennaio - ore 22.39

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"Più Stato e meno mercato. E usciamo dalla Nato"

Il segretario nazionale del rinato Pci, Mauro Alboresi, è passato al parco di Falconara per la festa del partito.

`Più Stato e meno mercato. E usciamo dalla Nato`

Golfo dei Poeti - Il Partito comunista italiano è rinato ufficialmente il 26 giugno scorso, a Bologna. Città del segretario nazionale Mauro Alboresi, classe 1955, che ieri sera ha fatto tappa alla "Festa dell'acciuga" a Falconara (19-21 agosto), tre giorni di tavolate e politica organizzati proprio dagli spezzini del resuscitato Pci. Pci, va sottolineato, senza puntini, altrimenti c'è il rischio di cozzare con lo storico logo del sepolto partito di Togliatti e Berlinguer. Il rinato Partito comunista ora è nella classica fase di assestamento successiva alla nascita, tant'è che a Spezia, dove 'interessa' ad almeno trecento cuori rossi, i vertici devono ancora essere definiti. Ad accogliere Alboresi nella frescura del parco lericino, tanti militanti, indaffaratissimi con i preparativi per la cena, gli irriducibili della griglia, e naturalmente volti noti della politica locale, quali il vice sindaco della Spezia Cristiano Ruggia, fieramente in grembiule, e il consigliere di maggioranza Pierluigi "Gipo" Sommovigo, entrambi entrati nel Pci semplicemente mollando la "d" del Partito comunista d'Italia. Presente anche il sarzanese Matteo Bellegoni, da mesi impegnato per la ricostruzione del Pci. Alboresi, all'ora dell'aperitivo, mentre gli sgabei cominciavano a calare nell'olio, ha volentieri risposto a qualche domanda sul partito che è onorato di timonare da un paio di mesi.

Alboresi, perché ricostituire il Partito comunista?

"Molto semplicemente, le ragioni le troviamo nella realtà che abbiamo sotto gli occhi. Ci hanno raccontato che, dopo lo sciagurato scioglimento del Partito comunista italiano, avremmo assistito a un periodo di pace, democrazia e sviluppo. E' successo tutt'altro. E adesso si levano preoccupanti venti di guerra e lo spettro di un conflitto bellico su larga sala. Senza dimenticare il peso della crisi economica, che è crisi strutturale del sistema capitalista. Il nostro progetto sta raccogliendo l'adesione di persone che vengono da esperienze in altri partiti di sinistra, ma anche di scontenti che erano rimasti senza punti di riferimento".

E come mai siamo giunti alla situazione che lei descrive?

"Perché il sistema capitalista ha potuto muoversi senza alcun contrasto per tutti questi anni, dominati dal pensiero unico, che in Europa ha messo al centro le politiche sciagurate promosse dall'Unione. In Italia, tutti i governi le hanno seguite. Destra e sinistra. Anzi, Renzi forse è addirittura riuscito a portare a termine cose che gli altri, per varie ragioni, non erano riusciti a fare. Penso al Jobs Act, per esempio, una grande operazione fatta per favorire le imprese e che, dal punto di vista occupazionale, è stata davvero poca cosa. Lo dice l'Istat".

In autunno c'è la grande partita del referendum.

"Quella del restringimento degli spazi di democrazia è un'altra grande questione. Il potere è sempre più concentrato e ristretto, e ci si affida al demiurgo di turno. C'è stato un processo degenerativo dalla democrazia partecipata a quella delegata. Vogliamo contrastare questa deriva e per questo siamo conviti che sia giusto votare no al referendum, affossando il disegno di Renzi. La riforma del Senato risolve molti problemi? No, è vero l'opposto. E sottolineo un aspetto: quando la Boschi dice che Togliatti e Berlinguer sarebbero per l'abolizione, mente sapendo di mentire. Perché questa non è un'abolizione, ma una trasformazione inutile, che amplierà i conflitti di potere. E la Boschi dimentica che il Pci era, sì, per un'unica camera, ma accompagnata dal proporzionale puro. Mentre questo governo marcia in senso opposto. Di fatto, la legge elettorale che propone è peggio della 'Legge truffa' di epoca fascista. L'Italicum è fatto per dare il 55 per cento dei seggi, dopo il ballottaggio, a chi inizialmente ha preso il 20 o il 25 per cento dei voti".

Alboresi, che serve all'Italia?

"Senz'altro non gli ordini di questa Europa. E serve più Stato. Più Stato e meno mercato. Mentre il governo Renzi vuole privatizzare il poco che è rimasto di pubblico. Un colossale e voluto errore. Bisogna rilanciare il ruolo dello Stato nell'economia e nella finanza. Purtroppo, già nel 1982 Carlo Azeglio Ciampi sosteneva la privatizzazione del sistema bancario. E ci siamo trovati con utili privatizzati e pubblicizzazione delle perdite".

Altri temi che stanno a cuore al neonato Pci?

"I diritti del lavoro, sistematicamente calpestati. La formazione, l'istruzione, il welfare. Centrale il nodo della sanità: tutti i cittadini hanno diritto di curarsi. A questo proposito, nei prossimi mesi manifesteremo su tutto il territorio nazionale per l'abolizione dei ticket sanitari. La sanità si paga con la fiscalità generale, punto".

Ecco, la fiscalità. Dove si pescano i soldi per garantire i servizi?

"Combattendo l'evasione e il lavoro nero, che non hanno uguali in Europa, per esempio. E uscendo dalla Nato, che ci costa 85 milioni al giorno, ed è semplicemente il braccio armato del capitalismo. Un organismo di cui l'Italia non ha bisogno e che è in conflitto con l'articolo undici della Costituzione".

Come si aggira il rischio della marginalità politica?

"Proponendosi come interlocutore credibile per le masse popolari e per i lavoratori, offrendo risposte e strategie chiare. Dopo venticinque anni senza Partito comunista, la gente è più debole e sola. E poi vogliamo combattere i poteri forti e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Il 10 per cento degli italiani ha il 60 per cento della ricchezza nazionale".

Immaginiamo uno scenario elettorale. Che si fa?

"Saremo pronti a correre con il nostro nome e il nostro simbolo, nel segno dell'unità a sinistra. In un soggetto unitario, non unico, che è cosa ben diversa".

Il Pd è un partito con cui parlereste?

"Con questo sicuramente no. Fa politiche di destra. Ad ogni modo, non abbiamo pregiudiziali. Ma il Partito democratico al momento non si sa dove andrà. Non siamo certo ottimisti sulle sue evoluzioni".

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