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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Febbraio - ore 22.40

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"Perché Palmaria a privati? Regione miope. Più servizi a comunità"

La capogruppo Alice Salvatore stamani a Porto Venere: "Turismo sostenibile, più servizi e ospitalità diffusa. Così l'isola sarà miniera d'oro".

"Perché Palmaria a privati? Regione miope. Più servizi a comunità"

Golfo dei Poeti - "Svendere ai privati il patrimonio storico ed economico della Palmaria sarebbe una follia". Così Alice Salvatore, capogruppo M5S in Regione, nel corso dell'iniziativa "L'isola della Palmaria, una bellezza da preservare" tenutasi questa mattina a Porto Venere, dove i Cinquestelle hanno riunito cittadini e sostenitori per affrontare il tema della riqualificazione di una delle perle del nostro Golfo. Il gruppo è infatti schierato apertamente al fianco di quelle associazioni e di quegli ambientalisti che ne chiedono a gran voce la tutela e che respingono l'idea di "Palmaria come Capri della Liguria" sostenuta dalla giunta Toti. Il Movimento, che dopo la conferenza stampa ha organizzato anche una visita sull'isola dove torneranno il 25 novembre con i senatori Santangelo e Marton, responsabili a livello nazionale di ciò che riguarda la Difesa.

"Siamo preoccupati dalla miope visione politica della Regione che inquadra la riqualificazione solo nell'ottica del profitto mettendo l'isola in mano ai privati" ha affermato Salvatore. "Se gli investitori vogliono mettere soldi senza cementificare - ha aggiunto - significa che la Palmaria può offrire un ritorno straordinario, perché allora lasciarla in mano ai privati? La nostra idea di riqualificazione parte invece da maggiori servizi per i cittadini e da un discorso di ospitalità diffusa e di turismo sostenibile. Questo permetterebbe di ottenere un duplice vantaggio: un rientro economico per la comunità ed una crescita culturale e civica nel pieno rispetto della natura. Dobbiamo preservare la storia di questo luogo che può rappresentare una 'miniera d'oro' per Porto Venere".

Quindi l'affondo sulle due istituzioni di centrodestra: "Esistono percorsi partecipativi ben chiari - ha puntualizzato la consigliera regionale - per un dibattito pubblico che tenga tutti in considerazione. Quando lo abbiamo fatto presente in aula ci è stato risposto che è stato coinvolto il Comune ma questo non può essere ridotto ad unico soggetto della discussione. Esistono realtà ed associazioni molto vivaci che dovevano essere interpellate ma si è preferito fare un'assegnazione diretta senza incontri pubblici. Cozzani? Lui invece ha fatto riferimento solo alle esigenze di mercato".

Il giurista Marco Grondacci ha invece ricostruito gli aspetti riguardati il percorso partecipativo e il metodo utilizzato che hanno portato alla situazione attuale. "Sono stati fatti errori che rischiano di pesare - ha detto -, nel nostro Paese si dà sempre poca attenzione al processo che porta ai vari procedimenti. Credo che debbano essere invece ben definiti il ruolo del percorso partecipativo, il garante delle regole e l'iter amministrativo che deve includere anche una procedura Vas prevista per i piani di valorizzazione immobiliare. Mi sembra - ha aggiunto Grondacci - che sia stato fatto un percorso più 'comunicativo', ci sono questioni che restano ancora molto confuse e vanno chiarite. Sono convinto però che sarà possibile far pesare gli scenari che emergeranno dalla comunità e dare la possibilità a cittadini di definire meglio le loro priorità. Il masterplan? Per il momento sospendiamo il giudizio. L'esperienza però mi insegna che quando il percorso non è chiaro le scelte lasciano a desiderare".

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