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"Non possiamo depauperare il patrimonio pubblico"

Porto Venere Bene Comune: "Ci sono buoni spunti nel Masterplan ma è necessario liberarsi dal cappio degli oneri necessari all’acquisizione dei beni".

dall'opposizione
"Non possiamo depauperare il patrimonio pubblico"

Golfo dei Poeti - “La stesura delle proposte progettuali curate dal’architetto Kipar, tra cui quella conclusiva prescelta dalla cabina di regia, che è stata presentata oggi alla cittadinanza di Porto Venere, è stata negativamente condizionata dall'errore di aver accettato di considerare oneroso il trasferimento di beni demaniali in uso alla Marina Militare in via di dismissione” . Lo scrive in una nota il gruppo di opposizione in Comune “Porto Venere Bene Comune” che prosegue: “ Infatti la normativa nazionale prevede in modo certo dal 2013 che “il trasferimento di proprietà a comuni, province città metropolitane e regioni di beni immobili è a titolo non oneroso“. Questo nel pieno rispetto della costituzione che attribuisce ai cittadini la proprietà dei beni demaniali non necessari per funzioni specifiche (nel nostro caso ai compiti della M.M.)”
“La scelta compiuta comporterà un onere passivo a carico degli interventi previsti sull' Isola Palmaria di milioni di euro - prosegue la nota dell’opposizione - . Somme necessarie per pagare gli interventi sulle proprietà della MM (compresi due stabilimenti balneari) quale titolo di pagamento dei beni da trasferire al Comune. Queste cifre dovranno essere ragionevolmente reperite vendendo beni a privati e depauperando quindi da subito il patrimonio pubblico ceduto all’ente locale, senza lasciare ad esso potenzialità economica per intervenire sui restanti beni con progetti e funzioni pubbliche, ma obbligandolo, nuovamente, a cessioni o a gestioni totalmente a capitale privato Non ritenendo questo scenario auspicabile riteniamo obbigatorio che venga prioritariamente ridiscusso il protocollo d'intesa, rendendo possibile un confronto sereno sul futuro dell'isola Palmaria nell’interesse complessivo dei cittadini, magari integrandolo con l’inserimento dell’area del “Terrizzo” che è la naturale “porta di acesso” dell’isola nonché fulcro delle attività logistiche nella stessa, e che è stato lascitao, nella proposta attuale, in quota alla MM per non meglio specificati “sviluppi futuri”. Potremmo così partire dalle buone proposte di questo Masterplan (ce ne sono molte) liberati dal cappio degli oneri necessari all’acquisizione dei beni stessi, e potendo valutare anche soluzioni meno remunerative ma più sostenibili sul lato ambientale, sociale e occupazionale”.

“Altro punto su cui chiediamo un ripensamento è la scelta di gestire il processo tramite uno specifico commissario - concludono -. Le istituzioni previste dalla costituzione non sono ritenute sufficienti o idonee? Non siamo di fronte ad una imprevista calamità, o a delicati snodi infrastruturali da eseguire in tempi solerti, ma abbiamo nelle mani il delicato futuro di un pregiato pezzo di territorio,le scelte odierne avranno conseguenze per il futuro, ed è necessario prestare la massima attenzione a non compiere errori”.

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