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"Lerici mare, anni di falsità e mistificazioni. Ora qualcuno dovrebbe scusarsi"

Gli ex amministratori comunali lericini Fresco, Fiore e Ornati commentano il recente pronunciamento della Corte dei Conti.

"Narrazione tossica"
"Lerici mare, anni di falsità e mistificazioni. Ora qualcuno dovrebbe scusarsi"

Golfo dei Poeti - Emanuele Fresco, Miche Fiore e Andrea Ornati, rispettivamente sindaco, assessore e presidente del consiglio comunale nel recente passato lericino, intervengono in merito al recente pronunciamento con cui la Corte dei Conti ligure ha archiviato la pratica sulla società partecipata Lerici mare. "Il provvedimento di archiviazione emesso dalla Procura regionale della Corte dei Conti - affermano i tre ex amministratori, tra le figure coinvolte dall'istruttoria allestita dalla magistratura - non solo ha negato qualsivoglia profilo di illegittimità ed irregolarità della Partecipata del Comune ma, anzi, ha stabilito che (testuale) “…il socio pubblico è sempre stato mantenuto indenne dalla partecipazione a tutte le spese e i costi – sia correnti che di investimento – derivanti dai servizi primari e secondari, i quali dunque solo formalmente risultavano a carico della società: e tale sostanziale “manleva”, in effetti, trova conferma nel fatto che nelle scritture contabili annuali dell’Ente locale non si rinvengono spese riconducibili alla gestione delle spiagge. In tal modo, con una decisione risalente al 1997 e confermata nel 2006, il Comune di Lerici ha ritenuto di gestire le concessioni mediante affidamento ad una società mista, privilegiando l’interesse pubblico di fornire alla collettività un servizio di qualità senza spese a carico del socio pubblico. Si chiude una vicenda pregna di falsità, mistificazioni, carenze conoscitive, giudizi sommari, durata anni, che ha cagionato danni incalcolabili non solo all’immagine del Comune e di chi lo ha amministrato pro tempore a partire dal 1997, ma soprattutto all’impresa, al lavoro ed alla qualità dei servizi per il turismo erogati dal Comune. Una furia ideologica che ha avuto ben altre finalità rispetto al tanto sbandierato interesse pubblico".

"Oggi le spiagge di Lerici - proseguono Fresco, Fiore e Ornati - sono state, di fatto, privatizzate, con gestori privati a cui sono stati stesi tappeti rossi e consentito di appropriarsi di spazi sconfinati, di aprire autentiche “mangiatoie” a due passi dal mare, di strappare condizioni di favore nella gestione di un bene pubblico, destinatari di concessioni infinite, che possono disporre a proprio piacimento delle tariffe per il noleggio delle attrezzature e addirittura chiedere un ulteriore allungamento della già infinita gestione novennale. Cose inimmaginabili fino a ieri. C’è da augurarsi che con la stessa meticolosità e solerzia la Procura contabile voglia verificare l’attuale gestione, la regolarità del bando di gara e soprattutto della previsione di un canone di gestione in barba alle linee guida della Regione Liguria, che voglia verificare dove finiscano gli introiti e, soprattutto, se essi vengano utilizzati nel solco di quanto lo stesso comune ha dichiarato negli allegati del bando di assegnazione anzidetto". Tutti aspetti, questi, oggetto di un esposto redatto nel 2018 da Fiore, nella veste di avvocato, in nome e per conto degli allora consiglieri di opposizione Fresco e Ornati, e di recente segnalato proprio alla Procura contabile genovese con l'obbiettivo di sollecitarne l'attività.

"Di certo - concludono i tre ex amministratori lericini - c’è che la precedente gestione non fu né illegittima, né irregolare, né antieconomica. Ora ci attendiamo le medesime verifiche su quella attuale su cui coltiviamo più di un dubbio. Nel frattempo, in un mondo normale, in molti dovrebbero fare pubblica ammenda per la narrazione tossica di questi anni, che ha avuto un peso enorme sulle vicende politiche e sugli esiti elettorali. Siamo pienamente consapevoli che non avverrà. Poco male. Per dirla con M. Luther King: 'la vigliaccheria chiede: è sicuro? L’opportunità chiede: è conveniente? La vanagloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto?'. E la nostra, di coscienza, non potrebbe essere più limpida di così".

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