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"Inaccettabile Lerici comprimaria nella Dmo. Ne faremo una nostra"

Lerici balla da sola: "Sbagliato il percorso istituzionale delineato da Spezia, ora no muro contro muro". Duro Sammartano: "A rifare il Sistema turistico ci si mette un attimo".

MAIL A PERACCHINI
"Inaccettabile Lerici comprimaria nella Dmo. Ne faremo una nostra"

Golfo dei Poeti - Lerici rinnova e motiva il suo scetticismo nei confronti della Dmo immaginata dal Comune della Spezia e rilancia immaginando una sua Dmo 'ristretta' e che poggi saldamente sulla componente imprenditoriale. Questo il fil rouge della commissione consiliare tenutasi in mattinata a Lerici. Nessuna intenzione da parte di Palazzo civico di farsi la guerra con Spezia, ma la ferma volontà di non aderire a un progetto che in Piazza Bacigalupi non ha fatto breccia. La distanza dal capoluogo emerge anche da una mail inviata dal primo cittadino Paoletti – egli stesso ne ha dato parziale lettura stamani – al sindaco Peracchini e all'assessore Asti poche ore prima del recente consiglio comunale spezzino che ha visto l'approvazione della Destination managemente organization. Una comunicazione in cui il sindaco di Lerici lamenta il percorso istituzionale adottato, spiegando che avrebbe ritenuto corretto un iter fatto di confronti nelle varie commissioni consiliari dei Comuni (il sindaco precisa di averla fissata appunto ad oggi, 11 febbraio) con successivi dibattito e deliberazione consiliari. Tant'è che Paoletti, che nella missiva si dice “interdetto”, spiega di reputare l'atto del capoluogo una “delibera di mero indirizzo”.

“Stiamo lavorando a una nostra Dmo – ha continuato il sindaco – in cui siano fondamentali gli imprenditori privati, che cammini sulle loro gambe. Noi possiamo fare da riferimento, certo, ma se immaginiamo qualcosa del tutto a carico del pubblico duriamo tre mesi. Non possiamo pensare di chiudere l'esperienza del Sistema turistico locale e poi di fatto crearne un'altra. Certo, l'intuizione di base – fare sistema – è corretta. Noi pensiamo a un sistema tra sistemi, perciò lavoriamo a una Dmo locale, pronti a condividerla in futuro. Non possiamo abdicare in materia di politiche turistiche affidandoci a un'entità quale la Dmo appena approvata, all'interno della quale Lerici avrebbe un ruolo da comprimaria. Sarebbe inaccettabile”. Valutazioni sposate fronte opposizione dall'ex sindaco Emanuele Fresco, convinto tanto delle necessità di portare a termine l'esperienza del Sistema turistico locale, quanto del coinvolgimento di imprese e associazioni di categoria. “Ma lo sforzo verso un sistema turistico è corretto”, ha rimarcato. Paoletti ha puntualizzato di non avere alcuna intenzione di “fare muro contro muro, né pensiamo di avere verità assolute in tasca. Però siamo stati chiari: condiviso l'obbiettivo iniziale di fare sistema, una volta che sono usciti il bando e i relativi esiti abbiamo subito detto che non ci andava bene perché creava un nuovo e rigido contenitore pubblico”.

L'assessore a bilancio e patrimonio Aldo Sammartano ha chiarito che “Spezia ha deliberato e oggi sappiamo bene cosa è la Dmo. Siamo già oltre una discussione su cosa costruire. Questa entità sarà alimentata con quote della tassa di soggiorno. Spezia metterà 30mila euro sia nel 2019 sia nel 2020. Gli altri comuni magari un po' di più, ma siamo sempre sull'ordine di decine di migliaia di euro... di cosa parliamo? Di una piacevole discussione in compagnia...”. Non si esauriscono qua le perplessità dell'ex numero uno della Camera di commercio: “Spezia è andata in autonomia. Sta bene a noi entrare nella Dmo e stare a guardare cosa fanno presidente, vice presidente, terzo membro del consiglio, i loro consulenti e il direttore? Sempre che quest'ultima figura ci sia, visto che nelle carte di legge 'se nominato', visto che le risorse prevista potrebbero non bastare. Il punto è che le cose si fanno perché stiano in piedi. La Sistema turistico non è andata bene, a rifare il medesimo percorso ci vuole un attimo”.

E ci vuole un attimo anche a capire che Lerici, in queste poche settimane utili per un eventuale ripensamento, resterà sui suoi passi e non andrà dal notaio per siglare la fondazione della Dmo assieme al comune capoluogo, a quelli di Ameglia, Porto Venere, Riccò e Aulla, alla Camera di commercio, all'Autorità portuale.

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